Artrite Reumatoide: sebbene diffusa, in pochi la riconoscono.

Artrite Reumatoide: sebbene diffusa, in pochi la riconoscono.

Formazione, formazione, formazione. Si investe ancora troppo poco sull’aggiornamento professionale, soprattutto su quelle patologie meno conosciute o note solo agli specialisti. E’ il caso della signora Anna, madre di due bambini, affetta da artrite reumatoide. “Tutto accadde dieci anni fa – racconta la signora – all’epoca stavo preparando gli esami per diventare estetista, ricordo un giorno che all’improvviso non riuscivo più ad alzare un braccio, avevo difficoltà a fare i massaggi, soffrivo di dolori forti alle caviglie, alle articolazioni, alle ovaie. Avevo 29 anni e il mio medico di base, mi diagnosticò un’infiammazione, andavo avanti con anti infiammatori, anti dolorifici, senza grandi risultati, la notte non dormivo più, la mattina al risveglio mi occorrevano almeno due ore per far riprendere il mio corpo. C’è stato un momento in cui ero quasi paralizzata.” Tra alti e bassi, Anna é andata avanti, tra sofferenze e momenti di grande invalidità. Poi per un caso una sua amica le ha proposta di seguirla a San Cesario, presso l’ambulatorio di reumatologia e lì finalmente é stata diagnosticata l’artrite reumatoide. Una patologia sulle cui cause ancora si sa poco, ma che sembra di natura genetica, tale per cui le articolazioni vengono lentamente danneggiate, con gravi conseguenze invalidanti.Mani, piedi, gambe , braccia, non si riesce a muoverli, scricchiolano, con dolori atroci. Anna, subito dopo la diagnosi, ha cominciato una lunga terapia a base di cortisone e immunosoppressori. Per molto tempo la donna é stata bene grazie ai farmaci e a una dottoressa dell’Umberto I di Roma che la continua a seguire. L’anno scorso però, “l’artrite reumatoide, si é risvegliata, dopo un lungo sonno. Sembra strano -continua Anna – ma a causa del gran caldo, la malattia si è fatta risentire, tanto da impedirmi a prendere in braccio i miei due bambini. Oggi ho una grave infezione ai reni quasi sicuramente dovuto alla malattia e al ritardo con cui é stata diagnosticata. Ho perso tempo prezioso, quello che serve a noi pazienti, é la formazione del peronsale medico, molti medici di base non sanno riconoscere l’artrite reumatoide, la mia é stata curate per tanto tempo come semplice infezione.”

Roberta Grima
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