Pochi bimbi, ma tante idee emerse dal congresso Simpe

Pochi bimbi, ma tante idee emerse dal congresso Simpe

Un documento redatto dalle società scientifiche di pediatria e neonatologia da presentare al Governo, é quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata da Simpe (società italiana medici pediatri) in occasione del congresso “Il percorso nascita” svoltosi a Roma e conclusosi sabato. L’idea é quella di raccogliere proposte e indicazioni da dare a chi di dovere, per rispondere alle esigenze di operatori sanitari e utenti che oggi fanno i conti con un crollo delle nascite e con una rete socio assistenziale da rivedere.

Il dottor Giuseppe Mele, presidente della Simpe ha incalzato il senatore Paolo Siani, vicepresidente della commissione per l’infanzia e adolescenza, presente alla tavola rotonda svoltasi durante il congresso, chiedendo se il Governo stia pensando all’attuale situazione italiana che registra una realtà distante dall’infanzia, una politica per troppo tempo poco attenta ai bambini e agli adolescenti, un paese con un crollo di nascite record.

L’evento organizzato da Leukasia, con oltre un centinaio di iscritti, ha visto tanti temi scientifici affrontati nei tre giorni del congresso: dalla giusta alimentazione per evitare danni neurologici durante la crescita del bambino, alle vaccinazioni pediatriche in tempo di Covid, dal modello campano per l’assistenza socio sanitaria genitoriale, all’esempio dell’ospedale di Domodossola con un reparto gestito da pediatri di famiglia e ancora dall’allatamento, alle differenti tipologie di latte artificiale con diversi utilizzi.

In occasione della tavola rotonda c’è stata poi la partecipazione di Beatrice Lorenzin collegata durante la discussione. Quello che è emerso è la necessità di una programmazione politica per invertire i dati che oggi indicano l’Italia come il paese con la popolazione più vecchia dell’Europa, con un crollo di nuovi nati che deve far preoccupare perché – come ha detto il dottor Giueseppe Mele – un paese senza bambini é privo di sviluppo, di popolazione produttiva.

Siamo ancora in tempo però, se agiamo subito – come ha sottolineato anche il senatore Siani – che ha ricordato alcuni provvedimenti a favore della natalità e a sostegno delle famiglie, come l’assegno universale attivo già dal primo di questo mese. Non basta però, perchè servono una serie di provvedimenti che invoglino le coppie a mettere su famiglia, mancano ancora asili, strategie a favore dell’occupazione femminile, in compenso il parlamento sta lavorando per l’estensione dei congedi parentali.

A ciò va considerato l’aspetto sanitario, meno bambini significa infatti rischio di chiudere ulterori punti nascita per effetto del decreto 70, che stabilisce la chiusura di quelle strutture con meno di 500 parti l’anno, perchè poco sicuri. La stessa Lorenzin che aveva emanato il decreto nel 2015 quando era ministra della salute, ha ammesso durante la tavola rotonda l’esigenza di ripensare la rete dei punti nascita tenendo conto della necessità di avere il servizio per le donne sul territorio, senza costringerle a percorrere chilometri prima di arrivare a destinazione. Dunque il criterio per l’attivazione di un punto nascita non può essere solo ed esclusivamente il numero limite di 500 parti annuali.

Il rischio è quello anche di creare una discriminazione tra aree geografiche che invece va colmata come ha riferito il dottor Luigi Orfeo presidente della Sin (società italiana di neonatologia), ricordando inoltre l’importanza di potenziare le terapie intensive neonatali, oggi ancora carenti di posti e personale.

Si è toccato poi l’argomento relativo alla necessità di un dialogo tra pediatri del territorio e colleghi ospedalieri, che potrebbe essere un primo passo per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria al bambino, come più volte ha sottolineato la Simpe per voce del dottor Mele e del segretario generale della società Roberto Sassi. L’invito è di ottimizzare le risorse esistenti, in attesa di nuove assunzioni che colmino la penuria di pediatri/neonatologi, creare così quello che la Simpe ha definito un ponte tra territorio e ospedale. Si è parlato dell’idea di portare i pediatri di famiglia nei nosocomi, nei corsi preparto, andando loro incontro alle future mamme e ai neonati. Un sistema che consentirebbe al pediatria di fare maggiore esperienza in ambito neonatologico in modo da prendere in carico sin da subito il piccolo, assicurando alla madre una continuità assistenziale. In questo modo si eviterebbero accessi in ospedale spesso impropri. Un’organizzazione che permetterebbe tra le altre cose anche maggiore possibilità ai medici dei reparti ospedalieri di dedicarsi ai casi che richiedono effettivamente l’assistenza pediatrica ospedaliera.

Tante le idee avanzate durante la tavola rotonda e non solo, ma che – come ha detto il senatore Siani – è bene che siano raccolte e sintetizzate in un unico documento, prima di portarlo all’attenzione del Governo. L’idea suggerita é quella di mettere attorno ad un tavolo tutte le parti coinvolte: le società scientifiche, le associazioni in rappresentanza delle famiglie e individuare un unico interlocutore che si faccia portavoce del diritto alla salute del bambino presso il Governo. La strada è appena aperta verso le prossime tappe, la prima delle quali sarà un nuovo evento organizzato dalla Simpe per il prossimo maggio a Lecce e che vuole essere la continuazione di un discorso appena iniziato verso la pediatria del domani

Roberta Grima
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