Rimborso ABA sino a luglio, per chi prende l’assegno di cura

Rimborso ABA sino a luglio, per chi prende l’assegno di cura

Farà scuola il provvedimento che l’asl della Bat adotterà a breve, grazie all’intervento di Vito Tupputi, che da tempo si batte per il diritto alla salute delle persone fragili, gravemente non autosufficienti. Tupputi ha avuto in queste ore conferma dalla direzione asl, che a giorni, verrà adottata la delibera con la quale l’azienda sanitaria, rimborserà la spesa sostenuta dalle famiglie, per ottenere il trattamento riabilitativo ABA, necessario in molti casi di autismo. L’erogazione sarà riferita al periodo compreso da gennaio a luglio 2019.

Il trattamento terapeutico infatti, é stato sospeso a tutte quelle famiglie che, pur avendo necessità dell’ABA per il proprio figlio o figlia autistico/a, hanno preferito vedersi riconoscere 20 punti in più e scalare la graduatoria ai fini dell’ottenimento dell’assegno di cura, senza avere la certezza poi di ottenerlo. Una situazione paradossale, che costringe le famiglie a dover scegliere cinicamente tra un trattamento terapuetico e l’assistenza sanitaria a casa, come se entrambi i servizi, fossero troppi per chi è gravemente malato e non autosufficiente. I due rimborsi infatti, sarebbero incompatibili, almeno nella Bat. Come se ricevere 1000 euro mensili dall’assegno di cura, perchè gravemente non autosufficiente, potesse bastare a coprire tutte le spese sanitarie, compresa la terapia ABA, che invece costa in media 30 euro a seduta, a ciò vanno aggiunti i presidi sanitari, i farmaci, l’assitenza infermieristica, ecc..

Sostanzialmente – spiega Tupputi – l’asl ha fatto sottoscrivere a molti genitori che hanno il figlio o la figlia affetta da autismo, la rinuncia al rimborso ABA, se preferivano ottenere un maggiore punteggio ai fini dell’assegno di cura. Una scelta cinica e paradossale. Prima il medico dell’asl fa diagnosi e indica il trattamento ABA, come una terapia essenziale per il bambino con disturbo dello spettro autistico, poi la stessa asl semntisce il suo medico, di fatto, dicendo alle famiglie di rinununciare all’ABA, se vogliono il rimborso per assistere a casa il figlio, con terapie, assitenza infermieristica, acquisto di presidi medici e quanto necessario.

Oltre a ciò l’ulteriore beffa di una macchina burocratica e amminsitrativa che lavora male, sospendendo il rimborso ABA, a chi é destinatario dell’assegno di cura. Questo però viene elargito a luglio, quindi – evidenzia Tupputi – se proprio l’asl deve privare del rimborso ABA, deve farlo, da quando la famiglia percepisce l’assegno di cura e non prima, come invece accade. Il rimborso ABA é interrotto infatti a partire da gennaio l’asl insomma deve rimborsare il trattamento da gennaio a luglio.

Roberta Grima
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