Trasporto oncologico in ginocchio

Trasporto oncologico in ginocchio

Il trasporto per i malati oncologici, come il trasferimento di materiale sanitario quale provette di sangue, è affidato alla buona volontà dei singoli, si perché i lavoratori della ditta Tundo, da giugno non percepiscono lo stipendio. Dopo l’ultimo incontro tra l’organizzazione sindacale USB, l’impresa e l’Asl ente appaltante il servizio, l’avvocato Cataldo Balducci, delegato della ditta, aveva assicurato che era stato predisposto il bonifico relativo agli stipendi dei lavoratori.

Sono seguite anche le note del sindacalista Dario Cagnazzo della FSI, che ha ha mandao l’ultima missiva il 6 settmebre scorso ai veritci Asl perché intevenissero, sospendendo il pagamento del serivzio alla Tundo, fino a quando questa non avrebbe regolarizzato la posizione con i dipendenti. Non solo, Cagnazzo ha anche organizzato un presidio davanti la palazzina della direzione Asl, così come Gianni Palazzo della USB ha chiesto il 13 settembre un intervento del prefetto perché convocasse un tavolo con le parti interessate, tentando per la seconda volta un’azione di raffreddamento per la proclamzione dello stato di agitazione dei lavoratori. Palazzo ha sottolienato come gli impegni assunti dalla Tundo nel primo tentativo di raffreddamento del 6 settembre scorso, non siano stati rispettati.

Una parte dei dipendenti non ha percepito la busta paga a partire da giugno, compresa la 14esima, premio produttività.
Non solo, la ditta non avrebbe neanche convocato l’incontro con le organizzazioni sindacali, come aveva garantito, per discutere altre questioni in sospeso.

I lavoratori sono in ginocchio, una buona parte lavora senza essere pagato da giugno e il servizio agli ammalati viene garantito sulla buona volontà del personale, ma fino a quando si potrà andare avanti così?

Il rappresentate della ditta Enrico Tundo, come il direttore amministrativo dell’Asl, è stato contattato telefonicamente, ma invano. I chiarimenti che intendevamo chiedere in merito, ci riproponiamo di porli successivamente.

Roberta Grima
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