SanitàService: a Lecce via i precari che non vengono più confermati

Un contro senso così appare la decisione del commissario straordinario dell’asl leccese Rodolfo Rollo, a Gianni Palazzo sindacalista della USB, in merito al personale dipendente di Sanità Service, con contratta a tempo. Se da un lato infatti è prevista l’ apertura a breve del nuovo blocco ospedaliero di Lecce, il DEA, con la conseguente necessità di contare su personale che pulisca gli ambienti, dall’altra però Rollo decide di ridurre lo stesso personale.

Il commissario straordinario infatti, fa sapere, tramite nota indirizzata all’amministratore unico della società partecipata, che i lavoratori a tempo, non saranno riconfermati, se non per un ulteriore periodo di massimo sei mesi. Una decisione assunta già nel dicembre del 2018 dall’allora direttore generale Ottavio Narracci, e confermata adesso da Rollo. Non solo, ma il commissario straordinario convoca i rappresentanti sindacali e lo stesso amministratore di Sanità Service, Gabriel Onorato, per il prossimo 17 giugno. l’appuntamento è per discutere le problematiche attinenti ai servizi erogati dalla partecipata. All’ordine del giorno ci saranno quindi le eventuali implicazioni occupazionali, alla luce del fabbisogno di organico dell’asl e del piano aziendale approvato dal governo pugliese, anche in funzione dell’attivazione del nuovo DEA.

Non ci sta Gianni Palazzo, rappresentate sindacale della USB, che proclama lo stato di agitazione per il 10 giugno, chiedendo un incontro urgente con i vertici asl e l’amministratore Onorato. “Da tempo – dice – abbiamo chiesto alla direzione dell’asl di riceverci per discutere del personale precario, che prima o poi andrebbe stabilizzato, anche perché, i lavoratori assunti a tempo indeterminato, non sono sufficienti a garantire i servizi richiesti. Se poi pensiamo che tra pochi mesi dovrà attivarsi il DEA, a maggior ragione i 25 precari serviranno in servizio, per evitare che la situazione scoppi in un caos.”

Tra i lavoratori c’è tensione, “se vanno via i colleghi precari – afferma qualcuno – si ripercuoterà su chi rimane e sarà difficile poter garantire quanto richiesto dall’asl. Il sospetto è che qualcuno voglia fare implodere questa società.”

Roberta Grima
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