Precari di SanitàService, rimandati al 24 giugno

Precari di SanitàService, rimandati al 24 giugno

Bisognerà aspettare lunedi 24 giugno, per capire meglio il destino dei 110 lavoratori precari di SanitàService di Lecce. A comunicarlo il segretario provinciale della CGIL, Floriano Polimeno, all’indomani del tavolo convocato ieri mattina, dalla direzione dell’asl leccese. “Lunedì prossimo quindi, si deciderà per quante persone eventualmente si potrà avviare la procedura concorsuale, che dovrebbe portare alla stabilizzazione dell’orgaico. Non solo, verrà eventualmente stabilito se bandire un vero e proprio concorso o una selezione per titoli e prova pratica, sempre – sottolinea Polimeno – rispetto a quello che é il reale fabbisogno dell’azienda sanitaria.”

Un fabbisogno di personale senza numeri
Ecco appunto, qual’è il fabbisogno reale? Di quante persone addette alla pulizia degli ambienti l’asl ha necessità? Di quanti ausiliari per la manutenzione del verde o per il trasporto? Di numeri sembra non si parli, stando a quanto riferito da più segretari sindacali, l’asl leccese sembra non abbia presentato in termini numerici un piano assunzionale dettagliato, tanto che – aggiunge Polimeno – si va a discutere di assunzioni sui tavoli regionali, senza avere contezza di quanti uomini servono per garantire i servizi.” “L’asl salentina – aggiunge Gianni Palazzo della USB – credo sia l’unica a non aver presentato un piano assunzionale con dati e numeri.” Il che fa pensare ad una debole programmazione dei servizi che si vogliono offrire ai cittadini.

Non si tiene conto del DEA
Quello a cui siamo rimasti – aggiunge il segretario della CGIL – é il fabbisogno del 2018, preso e copiato anche per il 2019, senza tener presente dell’apertura del nuovo DEA, che richiederà personale aggiuntivo. Quanto a SanitàService, all’epoca della direzione Melli, venne fatto un programma per stabilizzare 110 ausiliari, ma adesso questo dato andrebbe rivisto alla luce dell’attivazione di nuove strutture sanitarie, come il DEA.”
Quello che si registra attualmente, é il rinnovo dei contratti di 27 lavoratori su 110, anche per gli altri occorre la proroga per portare tutti a 12 mesi di servizio, per poi passare alla stabilizzazione.

La posizione della FSI – USAE
Sulla vicenda si é espressa anche la FSI – USAE per voce di Franco Perrone. “Merita di essere certamente perseguito il percorso dell’asl, finalizzato al concorso di 162 ausiliari di SanitàService, con contratti a tempo, cosa già prevista nel business plan 2016 – 2018 della società partecipata. Così come si dovrebbe procedere all’utilizzo della graduatoria di impiegati di categoria C, per rinforzare i servizi CUP e anagrafe sanitaria, oltre al servizio di informatizzazione interno all’asl.” Va tenuto presente anche, che la società partecipata, ha già dimostrato di portare un risparmio economico per le casse sanitarie, rispetto all’esternalizzazione dei servizi stessi, come più volte ha ribadito anche Gianni Palazzo della USB che, il 4 giungo scorso, aveva proclamato lo stato di agitazione davanti la direzione dell’asl, perchè si rinnovassero i contratti ai lavoratori precari.

Arrriva l’estate, manca più personale
Ieri per la prima volta, amministratore unico della società partecipata e socio unico (asl), si sono finalmente parlati, è stato un incontro interlocutorio in cui si sono discussi più temi relativi alla società SanitàService, partendo dalla vertenza dei precari, alcuni dei quali sono stati già confermati, mentre altri dovranno esserlo, alla luce della carenza che si farà sentire ancor più in questo periodo estivo di ferie.

Soldi spesi per Sanità Service, sono soldi in meno nei reparti
Resta una riflessione di Floriano Polimeno: “qualsiasi euro si spenda oggi sulla SanitàService, viene tolto dalle assunzioni che l’asl può fare, stando a quanto previsto in Regione. C’é da compiere pertanto una scelta politica – dice Polimeno – se si assumono gli operatori Cup per esempio, scorrendo la graduatoria, non si potranno assumere infermieri per i reparti.” La situazione dell’asl salentina così limitata, nasce dal fatto che siamo in una regione che é ancora sotto piano di rientro, l’asl è tutt’ora commissariata e vanno prese delle decisioni. Noi come CGIL – aggiunge il sindacalista – abbiamo posto il problema. Una battaglia tra poveri, tra i lavoratori, per la quale vanno stabilite delle priorità.

Certo é, che se non si chiarisce cosa si intende dare alla cittadinanza, è difficile stabilire di quante persone abbiamo bisogno e di quali profili. Solo così si potrà dire con contezza quanti ausiliari si potranno effettivamente assumere, per poter avere anche la possibilità di arruolare un numero sufficiente di infermieri o medici in corsia.

Un DEA mezzo vuoto
E’ questo il nodo che andrebbe sciolto in asl con i sindacati. Il decreto Madia aveva imposto alle asl di stilare un fabbisogno del personale annualmente: 2018, 2019, 2020. Cosa che non è stata fatta, anche se adesso dobbiamo deliberare il fabbisogno del 2019, che però, a dire di Polimeno, sarebbe fittizio perchè preso e copiato dal 2018. Il paradosso é che se si volesse assumere di più, perché si aprirà il DEA, l’asl risulterebbe con personale in esubero, visto che ha presentato un fabbisogno non aggiornato e il rischio é quello di avere un nuovo polo ospedaliero mezzo vuoto.

Roberta Grima
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