Postazioni mediche più protette, la Fimmg: ci sono accorgimenti a costo zero

Postazioni mediche più protette, la Fimmg: ci sono accorgimenti a costo zero

Torna ancora una volta il tema sicurezza tra i medici del territorio e in particolare tra i professionisti della continuità assistenziale che lavorano durante le fasce serali. Una questione quella della tutela dei medici che oramai sta diventanto impellente, dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno, da parte di un trentottenne afgano verso due dottoresse di turno nella guardia medica di piazzetta Bottazzi a Lecce.

La Fimmg salentina scende in campo e per voce del dottor Fortunato Pititto, insediatosi qualche giorno fa a capo del settore continuità assistenziale del sindacato, sollecità l’Asl a porre rimedio affinché l’aggressione di ieri non si ripeta più. “Ci sono delle misure che l’azienda sanitaria – dice Pititto – potrebbe e dovrebbe attuare, prima che sia troppo tardi. Alcuni accorgimenti poi, sarebbero a costo zero.”

Il segretario provinciale Fimmg/continuità assistenziale cita alcuni esempi di come l’Asl, con poco impegno di spesa, potrebbe rendere le postazioni di guardia medica più sicure, con un un sistema di videosorveglianza funzionante per esempio. Nella sede di piazzetta Bottazzi, dove è avvenuta l’aggressione l’altra notte, le videocamere ci sono, ma non funzionano.
Come dice Pititto é vero che il rischio zero non esiste, ma è altrettanto vero che molto si può fare per migliorare le condizioni di sicurezza, garantendo maggiore protezione per esempio, con un sistema di allerta rapida.

Nella postazione leccese del vecchio ospedale, il pulsante fisso che permette di dare l’allarme è presente in una sola stanza, che evidentemente non basta. Sarebbe opportuno invece, come suggerisce il dottor Pititto, dotare di almeno un paio di pulsanti mobili i medici in servizio, così che se si spostano da quell’ambiente e subiscono un’aggressione come é avvenuto, hanno comunque la possibilità di allertare la sorveglianza.

Pititto fa notare all’azienda sanitaria anche che la porta di servizio della guardia medica é dotata di grata, che però andrebbe ripristinata con la sostituzione della serratura. In questo modo i medici che lavorano in loco possono contare su una protezione in più, chiudendosi in sede con la grata dal momento che la porta dell’ambulatorio é debole e facilmente apribile, come effettivamente é stato l’altra notte, quando l’agressore é riuscito ad aprire violentemente la porta, facendo così irruzione.

Fortunato Pititto
segr. Fimmg/continuità assistenziale

Il segretario provinciale della Fimmg/continuità assistenziale scrive dunque all’azienda sanitaria e penna alla mano elenca alcuni suggerimenti per mettere in sicurezza la sede del vecchio “Fazzi” e non solo, sottolineando infine come la struttura possa essere maggiormente protetta dalla chiusura dei cancelli, che invece durante la sera e la notte, quando nel poliambulatorio della “Cittadella della Salute” non c’é alcun servizio aperto al pubblico, avrebbe più senso che rimanessero chiusi. Ciò detto non solo renderebbe più sicura la postazione di continuità assistenziale, ma eviterebbe anche i casi di furti che di tanto in tanto si registrano.

Proprio nella “Cittadella della Salute” sono stati riscontrati atti vandalici e furti di farmaci come quello del 2019, quando furono sottratti medicinali per un valore complessivo di circa 100 mila euro, quando qualcuno ebbe facile accesso nella struttura e potè rubare indisturbato. Bastava forse chiudere i cancelli per scoraggiare i ladri o aggisutare le telecamere.

Il tema della sicurezza viene affrontato ciclicamente dall’Asl e più in generale dalle istituzioni. Proprio l’anno scorso – ricorda il dottor Pititto – è stata emanata una legge nazionale che prevede il procedimento d’ufficio in caso di percosse e lesioni lievi ad un operatore sanitario, mentre le minacce restano ancora un reato processabile dietro querela della persona offesa. Come sindacato, la Fimmg nazionale aveva chiesto che il medico di continuità assistenziale venisse considerato un pubblico ufficiale, in modo che tutto poteva essere sottoposto alla procedura d’ufficio. La giurisprudenza infatti è su questo punto altalenante perchè c’è chi ritiene il professionista sanitario di guardia medica pubblico ufficiale e chi lo considera incaricato di pubblico servizio, a seconda dell’orientamento della giurisprudenza cambia la sua definizione.

La norma é comunque un primo passo in avanti, che stabilisce l’aggravante generica nei reati in cui é riscontrabile un danno ad un operatore sanitario. Resta tuttavia molto da fare, anche perchè la sicurezza dei medici é diventato un allarme sociale, basta vedere i numeri delle aggressioni che riportano tre episodi violenti al giorno.

C’è bisogno di più solerzia da parte delle istituzioni, la Fimmg/continuità assistenziale su questo sta lavorando sia per un maggior dialogo con gli enti sanitari, sia per sensibilizzare e spronare al tempo stesso i medici a denunciare eventuali casi di minacce e non solo.

Roberta Grima
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