Oss precari, dalla prefettura nulla di fatto

Oss precari, dalla prefettura nulla di fatto

Non c’è proroga che tenga, l’unica cosa fattibile per i 208 Oss precari del Salento, é la trattativa sul tavolo Sepac a Bari, per vedere di trovare una soluzione per una eventuale ri – collocazione.

Questo è quello che è emerso dalla videoconfernza di questa mattina in Prefettura a Lecce. All’incontro oltre alla prefetta Trio, erano presenti: i rappresentanti sindacali confederali, l’esponente di Usb e Fsi -Usae, il direttore generale del’Asl Rollo e il delegato del dipartimento regionale della salute, dottor Giuseppe Lella.

Il direttore Rollo ha confermato la decisione presa e già comunicata venerdì ai sindacalisti, ovvero quella di cessare il rapporto lavorativo con gli operatori socio sanitari, con scadenza dei contratti a fine mese. I loro posti verranno assegnati a 181 persone risultate idone al concorso di Foggia. Scelta che però – si legge in un comunicato sindacale – lo stesso direttore non condividerebbe personalmente, ma che a suo dire è tenuto ad adottare alla luce delle direttive del dipartimento della salute della Regione Puglia.

In realtà – scrivono i segretari sindacali confederali, ma anche gli esponenti di Usb e lo stesso Perrone – non è esattamente vero ciò che riferisce Rollo, perché dal tenore della nota dipartimentale della Regione Puglia, emerge che le asl debbano, si assegnare i posti Oss ai vincitori di concorso, ma i posti relativi al fabbisogno. Cosa già espletata dall’Asl salentina. Per i segretari confederali e i colleghi di Usb e Fsi – Usae, le Asl potrebbero progare i contratti a tempo per il personale precario, assegnando i posti che sono fuori dal fabbisogno, ovvero quelli sorti per la pandemia.

“Tra le altre cose, c’è da notare – dice Franco Perrone – che tra gli idonei ci sono 53 Oss in servizio a tempo determinato e chiamati per l’emergenza sanitaria tra novembre e dicembre dell’anno scorso, 18 Oss sempre chiamati per il Covid per quattro mesi e che verrano quindi richiamati dall’elenco degli idonei per altri quattro mesi, chi invece non é in quell’elenco, anche se in servizio, é fuori. Si salvano solo coloro i quali raggiungeranno i 36 mesi alla scadenza del contratto del 31 marzo, maturando così il diritto alla stabilizzazione. Tutti gli altri cesseranno il proprio rapporto di lavoro, anche chi é a pochi passi dal raggiungere il requisito della stabilizzazione, che per il milleproroghe é di 36 mesi entro la fine dell’anno.

Una chance, quella della stabilizzazione, che viene negata – non si comprende perchè – dice Perrone – anche a gente a cui manca poco per arrivare ai tre anni e che nel frattempo ha sostenuto l’Asl, affrontando l’emergenza in prima linea. Questa scelta – conclude il segretario regionale della Fsi – Usae – mi pare davvero beffarda. Si tratta di venti, trenta persone in più da “salvare” -aggiunge il sindacalista – e che entro quest’anno maturerebbero i tre anni di attività e ai quali si nega la possibilità di avere la stabilizzazione.”

A conclusione della videoconferenza, il dottore Lella ha effettivamente confermato che i contratti a tempo determinato devono essere considerati cessati in ogni Asl, in attesa dei nuovi piani di fabbisogno relativi al triennio 2020 -2022. Lella ha poi aggiunto che in Regione è aperto un tavolo SEPAC coordinato dal dottor Caroli, che nei prossimi giorni convocherà i rappresentanti sindacali per fare il punto sulla situazione.

Dal canto suo, la prefetta dottoressa Trio, manderà una richiesta urgente al presidente Emiliano e agli organi regionali competenti, per una soluzione celere che definisca la vertenza nel migliore dei modi

Roberta Grima
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