Operatori socio sanitari: inquadramento errato, giovedì la trattativa

Operatori socio sanitari: inquadramento errato, giovedì la trattativa

Hanno persino fatto un corso di formazione organizzato dalla Regione Puglia, per poi rimanere declassati. I 245 operatori socio sanitari, pur svolgendo da anni assistenza nelle scuole, ai ragazzi disabili più o
meno gravi, hanno da sempre un contratto da ausiliariato. Eppure, quando l’Asl era divisa in Lecce 1 e Lecce 2, a nord queste figure erano inquadrate come OTA, nel sud Salento invece, erano declassati rispetto alle loro effettive mansioni, in ausiliari. Quando c’è stato l’accorpamento, sono stati tutti contrattualizzati in categoria A, ovvero di ausiliariato, quando invece spettava loro la categoria di operatori socio sanitari (BS), perché gli ausiliari per legge non possono assistere le persone, ma si dedicano agli ambienti, ma non avendo il titolo di operatore socio sanitario, sarebbero dovuti passare intanto a B e poi magari successivamente, acquisito il titolo, in BS.

In effetti, la Regione proprio in previsione di inquadrare correttamente il personale, ha consentito a questi lavoratori di fare un corso di formazione per oss (operatori socio sanitari), acquisire così il titolo, con l’intento poi di dare loro la possibilità di avere dall’Asl, il contratto a loro adeguato, che non è mai arrivato. Nel 2010 però prima ancora di acquisire il titolo di oss, una quarantina di dipendenti, hanno fatto ricorso, vincendolo e adesso dovranno ottenere il passaggio da categoria A a B (non avendo il titolo all’epoca del ricorso, il giudice non riconosciuto il passaggio in BS), con rispettivo adeguamento economico e dieci anni di arretrati.

Tutti gli altri lavoratori sono in attesa di capire: se fare anche loro ricorso e questo significa che l’Asl sarà sommersa da decine e decine di contenziosi, o se invece accettare un accordo con le sigle sindacali e l’Asl, per applicare la sentenza del ricorso dei 40 colleghi, il che significa passare in B con 5 invece di 10 anni di arretrati, che l’azienda sanitaria non ce la farebbe a sostenere. Probabilmente l’Asl dovrà vedere cosa sarà più fattibile e conveniente. La difficoltà per l’Asl, potrebbe esserci nel firmare l’accordo per riconoscere cinque anni di arretrati, perché l’azienda sanitaria potrebbe non avere la copertura economica sufficiente e quindi gli arretrati potrebbero essere di meno. Se dovesse mancare la copertura finanziaria, l’Asl potrebbe avere senz’altro richiami dalla Corte dei Conti, per danno erariale, avendo firmato un accordo insostenibile finanziariamente, invece di ricorrere anche lei ai tribunali e aspettare di spere se effettivamente pagare gli arretrati e quanti.

Una cosa é certa: i 245 dipendenti, non potranno comunque avere il contratto in BS, se non tramite concorso, motivo per cui il segretario provinciale della UIL, Antonio Tarantino ha suggerito ai lavoratori di partecipare al concorsone di Foggia. E’ l’unica strada maestra – ha detto Fabio Orsini della CISL – per avere la garanzia di essere inquadrati come operatori socio sanitari.

“Noi come sindacato – ha detto Dario Cagnazzo della FSI – lotteremo per i diritti dei lavoratori, giovedì ci sarà l’incontro con l’Asl siamo d’accordo a chiedere ciò che spetta loro ovvero l’inquadramento in BS, anche se la strada é difficile, tratteremo in seconda battura peer la categoria B, ma questo non significa che in un secondo momento, rivendicheremo i diritti dei lavoratori a passare in BS, anche perché la legge prevede che le pubbliche amministrazioni inquadrino il personale secondo le mansioni svolte.

“Prima che il direttore Narracci venisse arrestato – ha detto Cagnazzo – eravamo d’accordo a riconoscere i cinque anni di arretrati, anche se il direttore amministrativo, Antonio Pastore, già allora si era dimostrato meno possibilista, spero che giovedì ci sia un’apertura.”

Roberta Grima
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