Integrazione Scolastica: nessuna falsa speranza, tutti in B come OTA

Integrazione Scolastica: nessuna falsa speranza, tutti in B come OTA

“Nessun interesse e “inciucio” con l’Asl, né tantomeno con la Regione, solo l’interesse dei lavoratori, sgombrando ogni dubbio di sorta”. Così Franco Perrone, esponente sindacale della FSI – USAE ribadisce la posizione sua e della CISL sulla vertenza dell’integrazione scolastica, “sulla quale – dice – si sono create false speranze. “Non é possibile infatti inquadrare il personale deputato all’integrazione scolastica, in OSS (operatori socio sanitari – categoria BS), se prima questo personale non ha superato alcuna selezione pubblica, né ottenuto il titolo di OSS, con il corso formativo della Regione del 2015.”

Dei 230 lavoratori, solo 150 persone hanno il titolo di OSS, ma non hanno fatto alcun concorso o prova selettiva.
Ecco perché la FSI – USAE e CISL, hanno chiesto al governo regionale, di poter inquadrare tutti i lavoratori in categoria B (OTA), come operatori tecnici di assistenza, perché chiedere la figura di operatore socio sanitario non è fattibile e si creerebbero false speranze.
“Grazie all’assessore regionale al welfare, Salvatore Ruggeri – ha aggiunto Perrone – sono stati individuati i 460 mila euro che consentirebbero di portare la platea di lavoratori, dalla categoria A (ausiliari), alla categoria superiore B (OTA – operatori tecnici di assistenza).

“Non si può quindi reclamare – come qualche altro esponente sindacale – l’inquadramento in OSS, quando non ci sono i presupposti, si rischia di dare false speranze alla gente. Così come non si può chiedere all’Asl, la categoria in B, evitando decine di ricorsi da parte dei lavoratori. In realtà anche questa affermazione è scorretta – dice Perrone – perché non ci sono i termini temporali per poter fare ricorso. Chi l’ha fatto, l’ha presentato in prima battuta anni fa, erano circa 200 persone. Poi il ricorso dei lavoratori è stato rigettato ed è seguito il ricorso alla Corte d’Appello che ha dato ragione ai ricorrenti, riconoscendo però l’inquadramento in B (OTA). Con la sentenza della Corte d’ Appello, non ci sono più i margini temporali per fare ulteriore ricorso da parte dei lavoratori.”

“Quanto agli arretrati, poiché é stata chiesta l’ottemperanza da parte di altre sigle sindacali, l’Asl ha fatto ricorso alla Cassazione, quindi è ancora tutto da vedere. Proprio per questo – dice Franco Perrone – stiamo cercando una transazione con l’Asl e la Regione. Se siamo tutti d’accordo – aggiunge l’esponente della FSI – USAE potremmo facilmente ottenere l’inquadramento in B per tutti quanti. Non solo, sappiamo che i pochi che hanno il titolo di OSS e partecipano al concorsone di Foggia, andranno a lavorare in ospedale e non più nelle scuole. Per loro abbiamo quindi chiesto la progressione verticale passando da B a BS, consapevoli però che questo beneficio è valido solo per il 20% degli aventi diritto. Così come gli ausiliari specializzati, che lavorano già negli ospedali e hanno fatto il concorso di Foggia, avranno anche loro la possibilità di chiedere al progressione verticale.”

I posti che restano vacanti dall’integrazione scolastica, saranno colmati con personale individuato dagli ambiti di zona dei comuni.

Roberta Grima
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