Personale sanitario sul piede di guerra

Personale sanitario sul piede di guerra

Stato di agitazione degli infermieri e operatori socio sanitari che chiedono più tutela e giusto riconoscimento per il lavoro che stanno svolgendo nell’affrontare la pandemia da Covid-19. Non vogliono sentirsi chiamare eroi, sanno che stanno facendo semplicemnte il proprio dovere, ma reclamano i propri diritti, primo fra tutti un giusto riconoscimento.

I lavoratori della sanità – scrive Franco Perrone, rappresentante sindacale della FSI -USAE – sono stanchi dalle fatiche della primavera scorsa e della nuova ondata di ritorno del virus. Non si può oggi chiedere loro di essere nuovamente protagonisti della sfida da fronteggiare, continuando a mortificarli dal punto di vista professionale e salariale.

A molti dipendenti ospedalieri – continua Perrone – va garantito il pagamento di quanto già fatto, rivedendo nell’insieme le indennità previste, per adeguarle a cifre più consone e realistiche.

Cosa più urgente – sottolinea il sindacalista – è l’assunzione di personale: servono medici, infermieri, oss. Ci si aspetta intanto la stabilizzazione dei precari, compresi i lavoratori assunti per fronteggiare l’emergenza e che hanno avuto una proroga per questa seconda ondata, ma che andrebbero per Perrone, essere assunti definitivamente, vista la grave carenza di organico in corsia. La stabilizzazione e l’arruolamnto di nuovo organico, é urgente anche perché i reparti si stanno man mano svuotando di medici, infermieri, oss per i pensionamenti e le mancate sostituzioni. C’è gente che va in pensione, anche con la quota 100, che non viene rimpiazzata.

Proprio per colmare le carenze sulle piante organiche dei reparti, il segretario territoriale della FSI – USAE – ricorda che ci sono diverse fette di lavoratori precari, che potrebbero essere stabilizzati a tempo indeterminato, avendo già maturato i requisti previsti dalla legge. Sarebbero risorse umane preziose, sopratutto in questo momento di epidemia che richiede personale, spesso carente in corsia.

Chi lavora invece a tempo determinato, lo fa anche se si sente mortificato e aspetta ancora il premio produttività, l’indennità Covid e quelle migliorie previste da contratto, come le progressioni economiche orizzontali o quelle verticali, vere e proprie promozioni. Per le prime – dice Perrone – chiediamo che gli uffici dell’asl attivino le procedure entro la fine del mese, con decorrenza dal primo gennaio 2020 al primo gennaio 2021. Per le seconde, le progressioni verticali, Perrone ricorda che c’è un bando che l’azienda sanitaria avrebbe dovuto avviare per i dipendenti amministrativi e tecnici. L’asl poi dovrebbe definire – dice Perrone – il contratto integrativo aziendale, attivando l’istituzione di nuove indennità e incarichi di organizzazione

Si è poi in attesa dell’assunzione di 126 infermieri di famiglia e 24 assistenti sociali, così come previsto dal decreto rilancio. Va inoltre fatta una ricognizione degli incentivi Covid da elargire ai dipendenti aventi diritto che aspettano ancora il saldo della prima ondata.

A tutto questo servono risposte a stretto giro, dice Perrone, divesamente verrà programmata una giornata di protesta

Roberta Grima
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