I precari chiamano Emiliano a schierarsi per la modifica del decreto “Rilancio”

I precari chiamano Emiliano a schierarsi per la modifica del decreto “Rilancio”

Il problema sarebbe puramente politico per la CGIL, la questione delle stabilizzazioni é per Floriano Polimeno segretario provinciale di Lecce del sindacato confederale, un falso problema. “In nessuna regione, una volta uscito il milleproroghe – spiega Polimeno – il governo si é posto se il personale sanitario era da stabilizzare o meno, hanno stabilizzato e basta, proprio perchè il decreto lo consentiva. In Puglia invece non hanno stabilizzato perchè i funzionari regionali hanno ragionato diversamente, visto che nella norma, che consente di stabilizzare i precari che abbiano maturato i 36 mesi di servizio al 31 dicembre 2020, non è espressamente citato il comparto medico -sanitario. Tanto che Emiliano, in un post facebook del 14 maggio scorso, ha ringraziato l’onorevole Pagano, per aver inserito un emendamento al milleproroghe, proprio per consentire la stabilizzazione anche ai lavoratori della sanità. In realtà, per Floriano Polimeno, la questione é puramente politica, perché ci si poteva comportare come le altre regioni di Italia e stabilizzare i dipendenti della pubblica amministrazione senza distinzioni.”

La speranza dei lavoratori infranta
Tuttavia un fatto è certo: gli operatori socio sanitari di Brindisi, precari e arruolati dall’asl attingendo dalla graduatoria del 2009, hanno paura di essere lasciati a casa, senza essere stabilizzati. Il timore nasce dal fatto che l’estensione temporale per ottenere la stabilizzazione, era nella bozza del decreto “Rilancio” al 31/12/2020, data entro la quale i lavoratori brindisini avrebbero fatto in tempo a raggiungere il requisito. Quando però si è passati dalla bozza del decreto, alla norma definitiva, il riferimento temporale del 31/12/2020 è stato stralciato togliendo speranza ai lavoratori, che una volta terminato il contratto, rischiano di andare a casa, alla faccia del riconoscimento per il lavoro svolto in questa emergenza Covid!

Oltre il danno, la beffa
“Quando abbiamo ricevuto l’occasione di prestare servizio in un reparto Covid – scrivono gli oss di Brindisi, in una lettera indirizzata a Emiliano – non abbiamo avuto un attimo di esitazione, nascondendo l’ansia legata all’inizio di un nuovo incarico e la paura di mettere seriamente a rischio i propri cari; oltre alla preoccupazione connessa alla nuova esperienza. Fortunatamente oggi, la situazione dei contagi e dei casi Covid in Puglia è rientrata, ma tutti noi oss che insieme a medici ed infermieri siamo stati in prima linea, rischiamo di essere rimandati a casa.” Al loro posto le asl pugliesi potrebbero attingere personale dalla graduaotria del concorso di Foggia.”

Quello che chiedono i dipendenti precari ad Emiliano, è quindi di battersi per loro contro la decisione del Governo di stralciare dalla legge l’estensione temporale da fine 2019 a fine 2020, impedendo loro di arrivare ai tre anni di servizio e di avere così il requisito per la stabilizzazione. In realtà non sarebbe così per i sindacalisti, tant’é vero che altrove si stabilizza senza il bisogno di alcun emendamento.

Strategie politiche sulla pelle dei lavoratori
“Emiliano però – dice uno degli oss – il 14 maggio già cantava vittoria quando nella bozza del decreto “Rilancio” era stato inserito come termine per la stabilizzazione di tutto il personale della pubblica amministrazione, compreso quello del comparto sanitario, il 31/12/2020, ad approvazione definitiva del decreto, questa data è rimasta solo per personale che non appartiene al mondo puramente medico – sanitario, che invece avrebbe come termine di riferiemnto per il raggiungimento dei 3 anni, il 31/12/2019, ma noi a quella data non abbiamo il requisito richiesto. Epensare che il rpesidente aveva ringraziato l’onorevole Pagano per aver scritto l’emendamento al decerto e far isnerire l’estensione temporale alla fine di quest’anno, ma poi tutto è svanito nel nulla. Sembra più una punizione del governo centrale a Emiliano per essersi vantano di aver ottenuto un risultato, quando forse non sarebbe stato esattmanete così, visto che in altre regioni stabilizzavano già.” Se così fosse si tratterebbe di giochi politici sul destino di lavoratori.

Proroghe sino a 48 mesi
“Nessuna paura – tranquillizza la CISL – anche perchè chi non ha raggiunto i tre anni di servizio al 31/12/2019, può sempre ancorarsi – dice Antonio Piccinno della sigla sindacale – al contratto collettivo che stabilisce una proroga a 48 mesi. Sicuramente i contratti del personale interessato, verranno quindi prorogati sino al raggiungimento dei 48 mesi.”

Una nota la ministro Speranza
Proprio oggi – riferisce Franco Perrone della FSI-USAE – il nostro segretario nazionale ha firmato una nota indirizzata al ministro della salute Roberto Speranza, per chiedere al Governo di inserire nella fase di conversione del decreto “Rilancio” in legge, la la misura dell’estensione temporale a fine di quest’anno, tempo utile per maturare i requisiti e accedere alle procedure di stabilizzazione.” Anche se c’è da dire che non tutti raggiungeranno i tre anni di servizio entro la fine di quest’anno, ma ci arriveranno a metà dell’anno prossimo.

Dopo l’estate riprende la trattativa
Nessuna paura – dice Dario Cagnazzo della UIL – le asl hanno bisogno di queste figure professionali, nessuno andrà a casa, certo non abbiamo certezza, ma anche volendo chiamare dalla graduatoria di Foggia, le asl prorogheranno i contratti a tempo e ci batteremo epr questo se fosse necessario, per portarli a 36 mesi per poi stabilizzare. Una linea che abbiamo già concordato con l’asl di Lecce e che si può ripetere nelle aziende sanitarie di Brindisi e del resto della Puglia. Adesso è importante – dice Cagnazzo – che lavorino, a qualcuno manca poco per il raggiungimento dei tre anni. Ad ogni modo dopo l’estate i tempi saranno maturi per farsi eventualmente sentire presso il Governo.

“Non vogliamo essere ringraziati – scrivono i lavoratori – vogliamo solo essere stabilizzati, perché si possa dire a tutti gli effetti di far parte quel sistema sanitario a cui tanto abbiamo donato in questi mesi.”

Una mozione nel prossimo consiglio regionale
Sulla questione stabilizzazione sono intervenuti anche i consiglieri regionali di Fratelli di Italia che scrivono che hanno presentato una mozione da discutere al primo consiglio regionale utile, per impegnare prima ancora che il Governo, il presidente del consiglio regionale Mario Loizzo, a porre rimedio nella Legge di Conversione del Decreto Rilancio, estendendo la stabilizzazione del personale sanitario anche a chi maturerà i 36 mesi di lavoro entro il 31 dicembre 2020.

Roberta Grima
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