Guardia medica in affanno, rischio postazioni vuote, la Fimmg chiede un tavolo all’Asl

Guardia medica in affanno, rischio postazioni vuote, la Fimmg chiede un tavolo all’Asl

Rischio guardie mediche e problematiche annesse sul tavolo dell’Asl salentina, alla quale i rappresentanti sindacali della Fimmg (federzione italiana medici di medicina generale), hanno chiesto un confronto per avanzare delle proposte risolutive all’annoso problema della carenza di medici.

Una criticità che si sta facendo sentire sopratutto in questo periodo che vedrà nelle prossime settimane postazioni sguarnite del servizio di guardia medica. A Galatone per esempio, una decina di turni non potranno essere garantiti per l’assenza di un medico su quattro, “l’idea del direttore del distretto – ci dice Fortunato Pititto, segretario provinciale Fimmg/continuità assistenziale – è quella di sopperire con il personale di Nardò, ma la coperta è troppo corta per assicurare ai cittadini la continuità assistenziale durante la notte e/o nei giorni di festa.

La soluzione andrebbe individuata e condivisa con il sindacato” – ha detto Pititto a SanitàSalento – Ciò che da tempo ha avanzato la Fimmg anche a livello regionale, è quella dell’incarico unico. Attualmente – ha continuato Pititto – ci sono diversi medici di base che potendolo fare, scelgono di lavorare alcune ore anche come guardia medica, sguarnendo però il territorio di ore di assistenza primaria durante il giorno. E’ così che accade che i cittadini che non trovando risposte nella giornata, si vedono costretti poi a chiamare la guardia medica la sera.

Se si riformasse il sistema facendo si che ci siano più ore diurne da parte del medico di assistenza primaria reperibile tutti i giorni, molto probabilmente si ridurrebbero le chiamate durante i festivi o le notti, salvo per le effettive emergenze che a quel punto spetterebbero al 118.

Sostanzilmente il concetto che porta avanti la Fimmg é quello di potenziare l’attività della medicina di iniziativa, ossia l’assistenza primaria del medico di base sopratutto verso i malati cronici, rafforzare l’attività di prevenzione, seguendo in maniera più capillare i cittadini anche con ambulatori dedicati, durante il giorno. I pazienti non avrebbero l’esigenza di chiamare durante la sera, la notte o nei festivi, se non in casi di effettiva urgenza.
Per assicurare un siffato servizio, i medici dovrebbero scegliere solo una modalità con la quale svolgere il proprio lavoro: ad ore come guardia medica o a numero di assistiti come medico di base e naturalmente andrebbe potenziato il numero di medici, oltre che del personale di segreteria e tecnico di supporto negli studi e ambulatori

L’auspicio quindi – ci ha detto Pititto – è quello di una riforma strutturale che la stessa Fimmg sta elaborando in modo da proporla poi sia a livello aziendale che regionale. Sicuramente la criticità maggiore riguarda proprio la carenza di organico che non può esere risolta spostando medici da una postazione all’altra, perché sarebbe una soluzione temporanea, occorre una seria programmazione che forse è mancata e manca da tempo.

Se i contratti dei medici nelle Usca fossero teminati un pò prima per esempio, invece del 31 luglio, ci sarebbe stata una qualche possibilità per recuperare parte del personale medico, l’aggravio di carenza di organico si sente sopratutto d’estate quando parte delle guardie mediche sono chiamate a coprire le postazioni turistiche e quando chi può, decide legittimamente di andare in ferie per cui non é così automatico il recupero di medici Usca a fine contratto.

“Vero é – come sottolinea Pititto – che la mancanza di organico é un problema cronico un pò ovunque, non solo nel Salento e in Puglia, si va incontro ai pensionamenti – ci ha detto il segretario provinciale Fimmg/continuità assistenziale – e noi siamo proprio agli inizi della gobba pensionistica con tutti coloro che hanno cominciato a lavorare trent’anni fa e ora si pensionano.”
Il 2021 sarà infatti l’ultimo anno in cui ci sarà una riserva di medici in graduatoria pronta a sostituire chi va in pensione. Secondo l’analisi condotta dalla Fimmg Continuità Assistenziale di Bari, già nel giro di 2-3 anni in alcune Asl pugliesi, si avrà difficoltà a reperire personale e nel 2031 l’ammanco sarà di oltre 1.570 medici su un fabbisogno di circa 3.700
“Servono percicò delle contromisure – ha concluso Pititto – che stiamo valutando per modificare il servizio e avvicinarlo sempre più all’assistenza primaria.”

Roberta Grima
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