Ennesimo pasticciaccio nel concorso OSS, la asl di Lecce rischia un contenzioso

Ennesimo pasticciaccio nel concorso OSS, la asl di Lecce rischia un contenzioso

Da due anni lavorano nei vari reparti dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, ora che hanno finalmente acquisito il diritto di essere assunti a tempo indeterminato, l’asl si dimentica di loro. Si tratta di 55 operatori socio sanitari (oss), lavoratori che supportano l’attività ospedaliera nei vari reparti del “Fazzi” e che a breve andranno a lavorare a Brindisi, perchè l’azienda sanitaria salentina avrebbe dimenticato di riservare loro, i posti messi a bando nell’ultimo concorso di Foggia.

Posti riservati a ex militari obbligo di legge
La legge infatti stabilisce che chiunque abbia prestato servizio almeno un anno presso un corpo militare come volontario, ha diritto a dei posti riservati nei vari concorsi pubblici.

Lecce dimentica di riservare i posti
Quando è stato emesso il bando regionale dall’ospedale “Riuniti” di Foggia, per la selezione di 2445 oss, tutte le asl pugliesi hanno aderito alla riserva dei posti, anche perché in molti casi c’era già alle dipendenze delle asl del personale ex militare, in servizio con contratti a tempo. Proprio come il caso di Lecce. Peccato che quest’ultima si è dimenticata di aderire alla riserva dei posti per gli ex militari che si sono visti mandare a Brindisi, nononstate abbiano indicato come sede lavorativa il capoluogo salentino.

I 55 lavoratori non ci stanno, sopratutto perchè hanno già lavorato due anni a Lecce, sono vincitori di una selezione pubblica e come tali, chiedono di poter essere assunti dall’asl leccese.

Lavoratori pornti per essere assunti a Brindisi
Foggia però che gestisce le graduatorie del concorso espletato, in assenza di posti riservati ai 55 da parte dell’azienda sanitaria di Lecce, si é vista costretta a dirottare i lavoratori nell’asl brindisina, risultante la seconda scelta tra le sedi indicate. Brindisi non ha perso tempo e ha già convocato il personale per sottoporlo a tutte le visite di idoneità, prima di far firmare i contratti i primi di agosto.

L’ennesima lotta tra lavoratori
“Bisogna fare presto – dicono i 55 – se firmiamo a Brindisi, non si può più tornare indietro. Noi abbiamo diritto a stare nella nostra città visto che era previsto nel bando di indicare la sede e poichè i posti ci sarebbero tenuto conto che già lavoriamo come precari nei reparti leccese, la vertenza deve risolversi in qualche modo a nostro favore, anche perchè andando via noi, i reparti avrebbero grosse difficoltà a reggere l’assistenza ai degenti, a meno che non vengono assunti altri precari al posto nostro. Quest’ultima opzione sarebbe ingisuta perchè si arriverebbe al paradosso che noi vincitori di concorso e in servizio da due anni a Lecce, veniamo spediti fuori, mentre colleghi appena arrivati senza aver vinto alcuna selezione, potrebbero avere persino la stabilizzazione non appena maturati gli anni di servizio necessari.”

Decine di ricorsi in tribunale pronti
Sul destino dei 55 lavoratori, sono intervenute le sigle sindacali. Il segretario regionale della FIALS Puglia, Massimo Mincuzzi ha scritto al direttore generale degli ospedali “Riuniti” di Foggia, Vincenzo Dattoli, oltre che al presidente Emiliano e al direttore del dipartimento regionale della salute Vito Montanaro, perchè si risolvesse questo pasticiaccio.

La FIALS
“Il rischio – segnala Mincuzzi – é una serie di decine di ricorsi al tribunale del lavoro nei confronti dell’azienda sanitaria o di Foggia. Un contezioso che farebbe soccombere l’ente stesso.”

La CGIL
Anche Floriano Polimeno segretario provinciale della CGIL carta alla mano, fa sapere ai direttori generali delle tre asl: Lecce, Brindisi e Foggia, che la gradautoria dei vincitori riservatari è stata stilata molto probabilmente in modo errato, facendo un unico elenco valido per tutte le asl pugliesi, nononstate nel bando sia chiaramete espresso che deve essere redatto un singolo elenco di riservatari per ciascuna asl. Un errore al quale si può ovviare facilmente, visto che i posti disponibili per i riservatari a Lecce, sarebbero di gran lunga superiore a quello degli aventi diritto: 76 posti su 55 lavoratori che hanno fatto richiesta.” Per questo Polimeno chiede formalmente all’azienda ospealiera di Foggia, di rielaborare la graduatoria dei beneficiari delle quote dei posti di riserva, quota obbligatoria per ex volontari militari, formulandola per singola asl e assegnado a Lecce gli aventi diritto.

In caso contrario il sindacalista non esclude un’azione giudiziaria a tutela dei lavoratori.

La FSI -USAE
“L’asl di Lecce é stata carente e deve trovare urgentemente una soluzione”- ha detto Franco Perrone della FSI USAE. “Tutte le altre asl hanno fatto richiesta delle riserve militari, Lecce no. Ha aderito ad altre tipologie di riserve, dimenticando gli ex militari, ciò spiega perchè Foggia non ha assegnato il personale all’azienda sanitaria salentina. Mi auguro che Lecce riesca a rimediare, altrimenti la cosa é grave.”

La UIL
Sulla stessa linea anche la UIL che segnala come tra le altre cose, la stessa azienda sanitria leccese, visto probabilmente la sua mancanza, é corsa ai ripari scrivendo a Foggia, tramite la dirigente dell’ufficio personale che il 25 giungo scorso, ha fatto richiesta agli uffici del personale foggiani, di rivedere la graduatoria e di assegnare il personale in questione a Lecce.

“Ad oggi – fa sapere la UIL, per voce di Damiano Nicolì, segretario regionale del sindacato – non c’è stata alcuna rispsota, con il risultato che Brindisi ha già cominciato a convocare i lavoratori.” Nicolì ha chiesto quindi un incontro urgente con il direttore generale dell’asl leccese Rodolfo Rollo per risolvere celermente il problema. In mancanza di questo incontro, il sindacato procederà allo stato di agitazione con manifestazione davanti la palazzina di via Miglietta e tentativo di raffreddamento presso la Prefettura.

“In verità una risposta l’abbiamo avuta da Foggia – chiosa Antonio Orsini segretario generale della Cisl- ovvero che il problema è tutto leccese, poichè negli uffici foggiani non vi è stato alcun errore nella stesura delle graduatorie dei riservatari oramai compltate. Il refuso ha fatto sapere l’asl foggiana, è dell’azienda sanitaria salentina che, anche se ha fatto un “mea culpa” chiedendo a Foggia di andargli incontro per risolvere il problema, non può trovare da aprte degli uffici foggiani una soluzione o una modifica a quanto regolarmente stilato.”

Il contezioso giudiziario, sembra sia ad oggi l’unica chance dei lsvoratori per tutelare un loro diritto.

Roberta Grima
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