Cucina dell’ospedale di Lecce: lavori ancora in fieri, a rischio il centro cottura

Cucina dell’ospedale di Lecce: lavori ancora in fieri, a rischio il centro cottura

Mantenere il centro di cottura nell’ospedale “Vito Fazzi” e portare avanti per questo, i lavori di ristrutturazione della cucina, diventata obsoleta e inadeguata. Il cantiere é ancora in fieri, tempo fa – ricorda un lavoratore – avevamo il problema dell’acqua che dal solaio cadeva sugli impianti elettrici. Era una delle tante criticità che rendeva la cucina inagibile, finalmente un anno fa, qualcuno si rese conto che non si poteva più andare avanti in quelle condizioni e l’asl decise di far ristrutturare l’ambiente.

Mancano 2 milioni di euro
La Cascina quindi, addetta alla mensa e ai pasti degenti, si sposta temporaneamente, ai fornelli dell’ospedale di Gallipoli, era settembre 2018, tempo nove mesi, tanti quanti ne avevano preventivati per terminare la ristrutturazione; salvo poi rendersi conto che tutta l’attrezzatura andava eliminata, perchè non più idonea a garantire igiene e sicurezza alimentare. Nell’appalto però l’asl non aveva inserito l’acquisto dell’attrezzatura, circa 1.200.000 euro – continua il lavoratore – così come non aveva previsto l’impianto di raffreddamento necessario durante l’estate, altre 700 mila euro. In tutto 2 milioni che l’asl ha riferito di non sapere dove andare a reperire.

Eppure da Bari – riferiscono i sindacalisti – avevano assicurato che la disponibilità delle risorse economiche c’era.

Un percorso a ostacoli
E’ passato un anno e mezzo circa e ancora – continuano i rappresentanti sindacali – non sappiamo a che punto sono i lavori nella cucina del “Vito Fazzi”.” Quello che si sa intanto, é che i pasti che arrivano da Gallipoli, vengono scaricati nell’ingresso accanto al pronto soccorso, portati tramite i carrelli attraverso lo stesso ascensore usato per trasportare le salme nella camera mortuaria o i rifiuti ospedalieri. Gli stessi carrelli ritornano nel seminterrato con i vassoi vuoti che, invece di essere sterilizzati, verrebbero lavati a mano, mentre gli eventuali rifiuti, sarebbero smistati senza raccolta differenziata.

E’ il resoconto fatto qualche giorni fa dalla consigliera regionale Antonella Laricchia che, insieme al deputato Michele Nitti, ha fatto un sopralluogo nel “Vito Fazzi” proprio per verificare le condizioni nelle quali vengono distribuiti i pasti agli ammalati.

Serve una cucina nuova
E’ quindi ancora più evidente che una nuova cucina idonea a garantire igiene e sicurezza alimentare, sia necessaria e che l’attuale sistema non è certamente l’ideale. Forse l’asl avrebbe potuto pensare la realizzazione di una nuova centro cottura approfittando della costruzione del DEA e prevedere nel progetto anche un nuovo centro cottura. ma così non è stato.

Un sit – in di protesta
Domani i lavoratori della ristorazione ospedaliera, guidati da UGl e USB, protesteranno davanti al nosocomio contro il governo regionale che, non solo non avrebbe incontrato i rappresentanti sindacali, che più volte hanno chiesto un incontro ai vertici della Regione, per discutere del mantenimento del centro cottura, ma non avrebbe rispettato gli accordi sottoscritti a settembre 2018, con la firma anche dell’asl salentina, che prevedevano il mantenimento di cinque centri cottura negli ospedali del Salento, in primis quello nel”Vito Fazzi”, che non appena vedrà l’apertura del DEA, conterà un notevole incremento dei pasti.

Lo spauracchio della nuova gara centralizzata
La questione è annosa e complessa, anche perché il timore e anche il sospetto è che le condizioni critiche dei pasti nell’ospedale leccese, facilitino di fatto, la scelta politica di centralizzare il servizio ristorazione nel Salento, a livello regionale, affidando all’eventuale ditta vincitrice l’appalto, la preparazione dei pasti ospedalieri.

Roberta Grima
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