Assitenza alunni disabili a rischio, protesta il personale

Assitenza alunni disabili a rischio, protesta il personale

Stato di agitazione lunedì per tutti quei lavoratori che ogni giorno sono al fianco dei ragazzi disabili, nelle scuole del Salento. Persone che amano ciò che fanno e lo dimostra il fatto che da oltre un decennio, si occupano degli alunni portatori di handicap, pur rischiando moltissimo, perché ciò che svolgono quotidianamente, non rientrerebbe nelle loro funzioni.

Sono lavoratori che accompagnano i ragazzi disabili in gita per esempio, che li portano in bagno o li aituano a lavarsi e pulirsi, sono uomini e donne deputate all’accompagnamento da casa a scuola e viceversa, tutte mansioni che non competono loro e per le quali non avrebbero alcuna copertura, se dovesse accadere qualcosa allo studente, visto che si tratta di un’assistenza che non rientra nel contratto che questi operatori hanno con l’Asl. Tuttavia se non ci fosse questo personale, ragazzi con handicap non avrebbero alcuno che li potesse seguire e supportare, costringendoli a lasciare di fatto la scuola. La dedizione e l’amore di questi operatori socio sanitari, ha portato persino qualche genitore a chiedere a qualcuno di loro, anche la somministrazione di farmaci, ma é una responsabilità che non dovrebbe essere affidata ai lavoratori in questione, che da contratto sono inquadrati come ausiliari e non come operatori socio sanitari. La differenza non é poca perché i primi si occupano della cura degli ambienti: pulizia, manutenzione del verde, oppure trasporto di materiale, in ogni caso mai hanno a che fare direttamente con le persone, come invece nel caso degli operatori socio sanitari.

Proprio da qui nasce il mal contento e lo stato di agitazione di questo personale, che aspetta da anni un contratto corrispondente a ciò che svolge, da parte dell’Asl. “Il legislatore Regionale, con l’articolo 3, comma 38 della legge regionale n. 40 del 31/12/2007 – ricorda Dario Cagnazzo, rappresentate sindacale della FSI – ha disposto che le Aziende Sanitarie Locali, ove necessario, debbano equiparare, sulle basi delle mansioni effettivamente svolte, i lavoratori in questione ai profili previsti per i dipendenti del servizio sanitario nazionale, non solo, ma dovrebbero anche adeguare le dotazioni organiche, qualora i posti dei profili professionali interessati risultino carenti. Nonostante il disposto di tale norma regionale – continua Cagnazzo – la Asl di Lecce, ha inquadrato illegittimamente e continua a farlo, gli operatori in categoria A, categoria dove è collocato il personale addetto alle pulizie dei locali della ASL, con tutte le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali nel caso in cui, nell’espletamento del loro lavoro, dovesse succedere qualcosa di grave al disabile. Infatti con l’inquadramento in detta categoria, contrattualmente gli operatori non sono autorizzati ad eseguire il lavoro che giornalmente svolgono.

“Il 15 e 23 gennaio 2018 – ricorda il sindacalista della FSI – scrivono Cagnazzo e Antonio Tarantino, segretario provinciale della UIL – si sono tenuti degli incontri a Bari, presso il Dipartimento della Salute con il dr. Ruscitti, direttore del dipartimento regionale della salute e il dr. Campobasso, che, avendo preso atto dell’errato inquadramento degli operatori e resisi conto che tale errore, se non corretto, potrebbe causare ai lavoratori seri problemi, anche penali, hanno preso impegno a trovare una soluzione. A maggio scorso infine, i lavoratori interessati si sono riuniti in assemblea e preso atto che, tutte le promesse fatte sino ad oggi sono rimaste solo parole e che non vi è la volontà politica a trovare una soluzione che possa garantire, da una parte i lavoratori e dall’altra la particolare utenza alla quale il servizio è rivolto, hanno deciso di protestare con lo stato di agitazione e con ogni altra forma di lotta, fino a quando non otterranno quanto richiesto.” Cagnazzo quindi chiede al Prefetto di convocare Asl e Regione, per trovare insieme una soluzione alla vertenza, tenendo conto che in precedenti accordi di delegazione trattante, con la Regione si era stabilito di inquadrare questi lavoratori entro il 31 dicembre 2018, anche in considerazione della Sentenza Corte D’appello di Lecce – Sezione Lavoro n. 1209/2018 RG n. 126/2014 che ha dato ragione agli operatori ricorrenti, riconoscendo l’illegittimità dell’inquadramento attuato dalla ASL di Lecce in categoria A, attribuendo ai lavoratori invece la categoria B.

Roberta Grima
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