Assistenti ai ragazzi disabili, il 5 marzo si discute del loro inquadramento

Assistenti ai ragazzi disabili, il 5 marzo si discute del loro inquadramento

LECCE – Si discuterà presso l’assessorato regionale competente, la vertenza dei 245 lavoratori dell’integrazione scolastica, che aspettano dall’azienda sanitaria di Lecce, l’inquadramento contrattuale adeguato alle mansioni da loro svolte.
“Sospendiamo per ora lo sciopero indetto lunedì 4 marzo – ha riferito Dario Cagnazzo, rappresentante sindacale della FSI che, in tarda mattinata ha avuto un confronto con i vertici dell’Asl, insieme ad una delegazione dei lavoratori. Erano in tanti sotto la palazzina di via Miglietta a protestare e chiedere con forza il loro diritto. Un diritto che reclamano da un ventennio, a beneficio anche dei tanti ragazzi con gravi disabilità e che ogni giorno vengono assistiti da questi lavoratori.

“Tramite la direzione dell’Asl, abbiamo contattato Bari – riferisce Cagnazzo – e ci hanno convocato per il giorno 5, sarà un giorno decisivo, siamo pronti a chiedere l’inquadramento contrattuale nella categoria BS, quella che effettivamente corrisponde al lavoro svolto, sia in termini economici, che professionali. Attualmente il personale in questione, svolge un ruolo prezioso per tante famiglie che possono contare su queste persone, sapendo che i loro figli, hanno l’adeguata assistenza a scuola, nelle attività quotidiane: il trasporto casa – scuola e viceversa, il vitto, l’eventuale somministrazione di medicine, il supporto nelle necessità fisiologiche. Tutto ciò – aggiunge il sindacalista – viene garantito dai lavoratori, ma in forma illegittima, senza alcuna tutela, nel caso dovesse accadere qualcosa allo studente disabile. Tutto ciò avviene perché l’Asl, all’epoca dell’accorpamento dell’area sud con quella nord, omologò il personale nella stessa categoria, che ai tempi era A in un’area e B in un’altra, portando tutti i dipendenti in A, sottodimensionando di fatto il personale che, pur svolgendo assistenza alle persone con gravi disabilità, nelle scuole del Salento, venne inquadrato come ausiliario, ovvero pulitore di ambienti.”

La regione Puglia successivamente ha cercato di affrontare questa situazione, formando l’organico con corsi specifici per operatori socio sanitari, creando il presupposto per un corretto inquadramento contrattuale in categoria BS, che però tarda ad arrivare da parte dell’Asl, tanto che alcuni lavoratori hanno fatto ricorso all’azienda sanitaria, risultando vincitori davanti al tribunale amministrativo che, non solo ha riconosciuto loro la categoria appropriata, ma ha stabilito anche un riconoscimento economico da parte dell’Asl per gli arretrati degli ultimi 10 anni.

Si attende adesso il giorno decisivo del 5 marzo prossimo, quando le parti interessate: sindacati, asl Lecce, governo pugliese, avranno un confronto a Bari, per definire la strada da percorrere e le possibili soluzioni.

Roberta Grima
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