Approvate le nuove linee guida per l’internalizzazione dei servizi

Approvate le nuove linee guida per l’internalizzazione dei servizi

Centinaia di lavoratori dipendenti di ditte o associazioni private, che da anni erogano servizi per le aziende sanitarie pugliesi, potranno finalmente essere internalizzati nella pubblica amministrazione, passando nelle società in house delle stesse asl.

La giunta regionale infatti, quest’oggi ha approvato dopo una lunga discussione, le nuove linee guida regionali, relative alle società in house, alle quali le aziende sanitarie affidano diversi servizi. Con il nuovo provvedimento regionale, le società partecipate, (sanità service), possono assumere personale, purché non svolga attività di assistenza alla persona e tutela alla salute.

Sei anni di attesa
Un documento che si aspettava da anni, le ultime linee guida infatti, risalgono al 2013 e provocarono diversi malcontenti e proteste, come quello tutto salentino relativo agli informatici. All’epoca infatti, la Regione stabilì che le società in house delle asl, potevano internalizzare solo alcune categorie di lavoratori, non erano previsti gli informatici che invece l’anno prima erano stati già trasferiti dal privato a sanità service, società dell’asl a capitale pubblico. Ne nacque una durissima protesta, che vide in prima fila Gianni Palazzo referente sindacale della USB.

Sanati gli “invisibili”
Oggi con il nuovo documento, si sana quindi la posizione di circa 70 addetti al servizio informatico che per anni sono stati “invisibili” alla regione. Una vittoria, anche se arrivata tardi, ma che ci ritiene soddisfatti – ha detto Gianni Palazzo – che per lungo tempo si è battuto a favore dell’internalizzazione del personale nella sanità service, per porre fine al precariato e ai tanti soprusi registrati nel privato.

“Proprio questa mattina – continua Palazzo – avevamo chiesto un incontro urgente con il direttore del dipartimento regionale della salute, Vittorio Montanaro e discutere delle linee guida regionali delle società in house. Apprendiamo che é stata approvata la delibera relativa a quanto richiesto, anche se senza un preventivo confronto con le sigle sindacali, per cui l’incontro non é più necessario.”

“Quello di oggi – ha aggiunto, Franco Perrone, segretario della FIS USAE, riprendendo le dichiarazioni del consigliere regionale Mazzarano – é un provvedimento molto importante, che da un lato è utile per contenere le spese ed evitare gli sprechi, dall’altro garantisce occupazione stabile e qualificata, a centinaia di persone che potranno essere assunti direttamente da snità service. l’auspico – conclude Perrone – é che i direttori generali delle asl, procedano qaunto prima all’affidamento di servizi oggi affidati a ditte esterne, alla scoietà aprtecipate sanità service, come il servizio informatico internalizzato solo a Lecce.”

“A Taranto invece – aggiunge Mazzarano – sono 260 i lavoratori di ditte esterne che grazie a questo provvedimento potranno essere assunti direttamente nel sistema sanitario.”

“Le linee guida in materia di organizzazione e gestione delle Società in house delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale – ha fatto sapere l’assessore allo sviluppo economico Mino Borraccino – sono state convenute in base al “Testo unico sulle società partecipate”, in un’ottica di riduzione della spesa pubblica, facendo riferimento alle direttive dell’A.N.A.C., (autorità nazionale anti corruzione). L’autorità anti corruzione, ha fornito chiarimenti in merito all’ambito di applicazione delle clausole sociali, precisando che l’obbligo di assumere il personale delle imprese, che ha già un contratto con un’asl, sussiste se questo contratto col privato é oggettivamente assimilabile a quello della società in house. In tal coso il riassorbimento del personale è compatibile con il fabbisogno richiesto dall’esecuzione del nuovo contratto e con la pianificazione ed organizzazione prescelta dal nuovo affidatario.

L’approvazione di questa delibera – conclude Borraccino – apre la strada finalmente alla stabilizzazione di molte centinaia di lavoratori in ogni Asl pugliese, penso ai servizi CUP, ai servizi informatici, alla logistica e distribuzione del Farmaco e soprattutto al settore del 118, autisti e soccorritori.”

Roberta Grima
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