Integrazione scolastica: si chiede il blocco delle assegnazioni

Integrazione scolastica: si chiede il blocco delle assegnazioni

Si riunirà lunedì 9 settembre il tavolo regionale SEPAC, per discutere la vertenza relativa ai lavoratori dell’integrazione scolastica. Una vertenza annosa, che vede coinvolte circa 200 persone, dedite da anni ai ragazzi disabili nelle scuole del Salento. Da tempo immemorabile, questi lavoratori sono inquadrati in categoria errata rispetto a quello che dovrebbe essere il loro lavoro. Sulla carta sono ausiliari (categoria A), ovvero addetti alle pulizie degli ambienti. In realtà queste persone assistono gli studenti con handicap, anche gravi, in ogni bisogno fisico e non solo, senza avere giuridicamente alcuna tutela, proprio perchè hanno un contratto diverso dalle loro mansioni. Questo status persiste da decenni.

Ragazzi disabili cresciuti con i loro assistenti, si ritrovano senza più supporto
Il personale, dopo anni di servizio in questo modo, ha chiesto all’azienda sanitaria salentina, di essere correttamente inquadrato (categoria Bs, equivalente a OSS – operatore socio sanitario), la risposta é stato un ordine di servizio dell’anno scorso, firmato dal responsabile della psichiatria infantile, dottor Angelo Massagli, che imponeva di non assistere più gli allievi bisognosi e di attenersi alle funzioni da contratto. Il dirigente ha di fatto declassato il personale. Risultato? I ragazzi hanno perso quello che per loro era più di un assistente, era un supporto, un punto di riferimento, una persona quasi di famiglia, che ogni giorno da anni, ha sostenuto il bambino, il ragazzo, nel periodo scolastico. Operatori e studenti sono cresciuti insieme.

Operatori impotenti che non possono assistere i bambini disabili, pur avendone i titoli per farlo
Dall’anno scorso, quando un allievo disabile ha bisogno, la scuola è costretta a chiamare il genitore che deve lasciare il posto di lavoro per intervenire, dal momento che l’operatore, che sino a poco prima assisteva il ragazzo, è obbligato a guardare, senza muovere un dito. Quindi noi cittadini, paghiamo dei lavoratori per stare nelle scuole a guardare. A meno che, l’operatore non decida, rischiando in prima persona, di intervenire sullo studente in difficoltà.

La Regione non si impone
Eppure – come più volte sottolineato da Dario Cagnazzo, rappresentante sindacale della UIL, che da tempo segue la vicenda, questi lavoratori hanno il titolo di OSS (operatore socio sanitario), che li legittima ad assistere la persona, come hanno fatto per decenni. La cosa più strana, é che la Regione Puglia ha invitato nel 2010, questo personale a frequentare dei corsi appositi, facendo pagare un centinaio di euro, proprio per ottenere il titolo ed essere così abilitato ad assistere gli studenti disabili nelle scuole salentine. Oggi la Regione non è riuscita ad intimare all’asl leccese, di correre ai ripari e correggere l’errore commesso in passato, quando la vecchia amministrazione asl, nello stabilizzare il personale, lo inquadrò nella categoria errata.

L’asl forse teme di creare un precedente per gli ausiliari ospedalieri
Da Lecce a Santa Maria di Leuca, la storia si ripete in tutte le scuole. “L’azienda sanitaria, non intende passare i lavoratori in categoria BS, ovvero OSS, perchè teme di creare un precedente per gli ausiliari ospedalieri, che si ritrovano a svolgere mansioni che appartengono alla categoria di operatore socio sanitario, per mancanza di organico nei reparti. Passando il personale dell’integrazione scolastica dal contratto ausiliariato, a quello di OSS, anche i colleghi degli ospedali, potrebbero pretendere lo stesso trattamento.” Così Dario Cagnazzo, che spiega la sua idea sul perchè l’asl non fa il passo. Piche in realtà le due situazioni sono del tutto differenti. I lavoratori ospedalieri sono stati assunti come ausialiari ed hanno un contratto corrispodente alla loro categoria, anche se ricoprono funzioni che non spetterebbe loro. Il personale scolastico invece, è stato assunto come OSS, formato e selezionato dopo una prova per titoli, ma il contratto é di ausiliariato e non OSS come dovrebbe essere.”
SanitàSalento ha provato a contattare l’azienda sanitaria e attende fiduciosa un riscontro per chiedere direttamente alla direzione un chiarimento in merito.

Assegnazioni bloccate e scuola senza assistenti sin dall’inizio
Intanto già dalla prossima settimana le scuole potrebbero fare richiesta all’asl delle prime assegnazioni, affidando al singolo OSS, l’alunno o gli alunni da seguire. Che fare? Chiede una lavoratrice durante l’assemblea sindacale svoltasi due giorni fa. “Abbiamo chiesto alla prefettura di bloccare questa procedura” – dichiara Dario Cagnazzo, dopo l’incontro svoltosi nella mattinata stessa, nel palazzo prefettizio, assieme al segretario provinciale UIL Antonio Tarantino. Da via venticinque luglio si sono impegnati a fare da tramite con l’asl perchè sospenda le assegnazioni fino a quando non si chiarisca la vertenza. Intanto resta confermato lo sciopero dei lavoratori per il 18 settembre, mentre le scuole aprono i battenti.

Roberta Grima
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