Ingegnere dell’Asl leccese indagato, chiede il trasferimento al “De Bellis”

Ingegnere dell’Asl leccese indagato, chiede il trasferimento al “De Bellis”

“Non si concede nulla osta, per esigenze aziendali inderogabili”. Cosi scriveva l’ex direttore generale dell’asl di Lecce Ottavio Narracci il 10 luglio del 2018, respingendo la richiesta dell’ingegnere dell’azienda sanitaria, Antonio Leo, di essere messo in aspettativa per assumere un incarico di un anno, nell’asl di Brindisi.

A distanza di sei mesi, la storia si ripete e l’ingegnere ci riprova, questa volta chiede di essere trasferito al “De Bellis”, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, sito a Castellana Grotte, dove lo stesso Leo ha fatto domanda di assunzione, il 16 gennaio scorso, (non è una richiesta quindi della struttura, ma di Leo), ricevendo parere favorevole dal “De Bellis”, per un incarico di 12 mesi rinnovabili, presso l’area gestione tecnica. Sta adesso all’azienda sanitaria di Lecce dare o no il nulla osta al trasferimento

Qualunque sia la ragione, per la quale l’ingegnere preferirebbe un contratto a tempo determinato come quello del “De Bellis”, a uno indeterminato come ha a Lecce, la scelta assume in questo caso interesse pubblico, visto che Leo risulta RUP o direttore dei lavori, in più cantieri dell’Asl, mai completati, eppure finanziati con denaro pubblico.

Leo dovrebbe prima dare delle risposte in merito per esempio su quanto sta accadendo a Martano, dove il poliambulatorio non è ancora completato, nonostante siano stati chiesti 4 milioni di euro alla comunità europea, la struttura costruita e non completata non avrebbe la scia nuova eppure funziona con servizi attivi in ambienti non sempre idonei. Stessa cosa a Campi, dove non si capisce come mai c’è un cantiere fermo da più di quattro anni, nonostante i 3 milioni dei fondi per l’edilizia ospedaliera, e così via.

Non solo, ma proprio su questi aspetti poco chiari, la procura ha aperto un’inchiesta, in particolare su quanto fatto a Martano, mandando degli avvisi di garanzia anche a Leo. Forse sarebbe stato più opportuno che Leo da indagato, non avesse chiesto il trasferimento a Castellana Grotte, (ha fatto domanda lui non é stato richiesto dal “De Bellis”) e desse delle spiegazioni alla comunità, all’Asl, alla procura. Così come ci si aspetta adesso che l’Asl pretendesse delle risposte, prima di lasciarlo andare, prendesse provvedimenti qualora riscontri delle responsabilità da parte del dipendente, tanto più che il personale tecnico a Lecce é carente, ancor di più da quando l’ingegnere Marra è stato definito nell’area dell’ingegneria clinica che é cosa distaccata dall’area tecnica e l’ingegnere Pisanello è stato nominato come direttore del reparto di programmazione delle risorse strutturali e tecnologiche. Venendo meno due figure, si capisce come l’organico dell’area tecnica dell’Asl, già sottodimensionato, diventi maggiormente insufficiente rispetto all’anno scorso, quando già allora Narracci aveva respinto la richiesta di Leo di mettersi in aspettativa per lavorare nell’asl di Brindisi.

Roberta Grima
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