Tumore all’occhio asportato dal naso. Innovativo intervento a Lecce

Tumore all’occhio asportato dal naso. Innovativo intervento a Lecce

Importante intervento effettuato al “Vito Fazzi” di Lecce che ha comportato l’asportazione di un tumore attraverso il naso. Lunga e delicata l’operazione é stata registrato con successo, grazie alle buone condizioni di salute del paziente a sei mesi dall’intervento.

Una tecnica quella adottata al “Vito Fazzi”, altamente complessa ed eseguita solo in pochissimi centri di Italia. Si tratta di un’asportazione endoscopica della massa tumorale attraverso il naso, un iter molto delicato eseguito dall’equipe medica della neurochirurgia di Lecce diretta dal dottor Alessandro Melatini e da quella del reparto di otorinolaringoiatria guidata dal dottor Antonio Palumbo. Una squadra che collabora da tempo con ottimi risultati, sopratutto per quanto riguarda le patologie della base cranica anteriore, per le quali si usa il naso come corridoio di accesso al cervello e che mira a ridurre la mobilità passiva del nostro territorio, che può trovare nelle strutture dell’asl salentina vere eccellenze.

L’endoscopica trans – nasale, ha permesso di raggiungere in profondità l’area da operare del paziente, mantenendo un controllo visivo della malattia da rimuovere e dell’anatomia della zona in cui si interviene, con il minimo dell’invasività. Ad agire i medici della neurochirurgia e otorinolaringoiatria perché la zona interessata era in prossimità del cervello, dunque non proprio di competenza oculistica.

L’endoscopia infatti é poco invasiva e ha il vantaggio per il paziente di avere una migliore ripresa post operatoria, rispetto all’intervento chirurgico tradizionale, oltre ad un miglior risultato estetico.

L’intervento é stato eseguito nel novembre 2019 dal dottor Melatini, con il collega Leo Tommacelli dell’otorinolaringoiatra, insieme all’anestesista Giuseppe Arsieni. A distanza di sei mesi il paziente che aveva una ridotta visibilità a causa del tumore benigno, ora sta bene.

Tante le patologie trattate negli ultimi anni dai due reparti in collaborazione, che hanno visto non soltanto l’utilizzo dell’endoscopio, ma anche l navigatore, il doppler intracranico per l’identificazione delle arterie, la fluorescenza ed il monitoraggio della attività cerebrale.

Roberta Grima
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