Scuole aperte anche con il coronavirus. Nessuna paura.

Scuole aperte anche con il coronavirus. Nessuna paura.

Niente allarme – continuano a ripetere i medici a proposito del coronavirus – ma la paura resta sopratutto con la riapertura delle scuole. Già ieri le prime assenze di chi ha i genitori spaventati, i quali hanno preferito tenere i propri figli in casa, sapendo che in molti hanno approfittato dei giorni di vacanza per il carnevale, per una gita fuori. In particolare c’è chi si é recato proprio nelle regioni “calde”: Veneto e Lombardia.

“Come facciamo a sapere se questi ragazzi rientrati, sono con o senza coronavirus? Non c’è un controllo, nè possiamo affidarci al buon senso di chi volontariamente si autosegnala.” dice una mamma preoccupata – “Per ora mio figlio é a casa. Non so se mandarlo a scuola. Non abbiamo garanzie che gli studenti, che sono stati nelle regioni a rischio, siano stati controllati oppure no.” “La mia ragazza – dice un papà – frequenta lo scientifico e so per certo che alcuni suoi compagni sono rientrati proprio dal Veneto, dopo un week end lungo sulla neve. Ho parlato con la dirigente, ma si aspettano direttive dall’alto: ministero ed eventualmente l’ordinanza del sindaco, massima autorità sanitaria della città.”

Scuole senza sapone
Ad oggi le scuole di ogni ordine e grado, restano aperte a tutti i ragazzi. In alcuni istituti si é cercato di limitare un sovraffollamento: il liceo “Palmieri” ha sospeso tutte le attività in aula magna, per il resto le lezioni come dappertutto, si svolgono regolarmente. Ci sono poi scuole come l’istituto “Marcelline” che si è attrezzato con asciugamani monouso nei bagni, gel antisettico per le mani e scuole dove manca persino il sapone e la carta igienica.

Rischi seri per chi ha difese immunitarie basse
Nessun allarme – ripetono gli infettivologi – Il problema deve porselo chi è immunodepresso. Chi corre un rischio serio per il coronavirus, così come per l’influenza, è il cittadino più fragile: ultrasessantacinquenne, persona con malattia cronica, con difese immunitarie ridotte, paziente oncologico, sono tutti casi in cui il virus COVID-19, così come quello influenzale, potrebbe dare conseguenze gravi.

Chi é sano avrà una forma influenzale
Chi è sano, giovane, con un buon sistema immunitario, non corre alcun pericolo se non quello di avere la febbre e i malesseri simil influenzali. Dunque se uno studente, un bambino, contrae il coronavirus a scuola, proprio perché non vi é la garanzia che chi è contagioso resti isolato, potrebbe ammalarsi e nulla di più di: febbre, tosse, dolori muscolari. Verrà curato, come si farebbe per l’influenza.

Un appello per proteggere i ragazzi più deboli
Sul caso è intervenuta Rosa Orlando, presidentessa dell’associazione “Centro diritto alla salute” che fa un appello a tutti i genitori, affinché tengano a casa i propri figli se sono stati in Veneto o Lombardia, per proteggere sopratutto chi ha le difese immunitarie ridotte. “Dopo le vacanze di carnevale, ho saputo – ha detto la Orlando – che in alcune scuole di Lecce, anche medie, sono entrati alunni che erano stati in Veneto, dopo richiesta fatta al dirigente scolastico. Un fatto gravissimo – continua la presidentessa dell’associazione – perché questi studenti sarebbero dovuti stare in quarantena. Oramai la frittata é fatta. Questi alunni sono entrati e potenzialmente con loro, anche il virus.”

Provvedimenti solo per chi proviene dai comuni focolai
In realtà la quarantena – chiariscono gli infettivologi – é solo per coloro che provengono dai focolai del coronavirus e non dalla regione dove questi comuni si trovano. Quindi l’isolamento é per chi proviene: nella Regione Lombardia, da: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Per quanto riguarda la Regione Veneto, il focolaio individuato é il paese di Vo’.

Non fumare, non mangiarsi le unghie e lavarsi spesso le mani
A rischiare – sottolineano gli infettivologi – sono coloro che hanno difese immunitarie basse e dovranno comportarsi allo stesso modo in cui si comportano quando c’è un picco influenzale. L’immunodepresso dovrà pertanto evitare quanto più possibile ambienti affollati, osservare scrupolosamente le norme igieniche e lavare spesso le mani che trasmettono il virus alle mucose della bocca, naso e occhi. In particolare – dicono gli specialisti – va tenuto presente che fumare, mangiarsi le unghie e usare il cellulare, sono tre azioni che facilitano la diffusione del virus.

Pulire bene le superfici
Quanto alla mascherina chirurgica, serve per evitare di infettare il più fragile, ha certamente un’azione protettiva perchè il COVID-19 è il virus del raffreddore che si trasmette proprio con microparticelle di flugge, che sono microparticelle di saliva contenente il virus invisibile spesso ad occhio nudo e che vengono proiettate a distanza, non solo con tosse e starnuti, ma anche parlando a breve distanza. L’uso della mascherina chirurgica, evita questa situazione. Inoltre, stando a quanto dicono gli infettivologi – le microparticelle di saliva, essendo pesanti e non rimangono disperse nell’aria, per questo non c’è pericolo di trasmissione aerea. Ciò significa che non si contrae il virus entrando in una stanza, ma venendo a contatto con le superfici, sulle quali cadono le microparticelle, ecco perché più che arieggiare gli ambienti, è opportuno pulire bene le superfici: banchi, cattedra, pavimenti, se pensiamo ad una classe scolastica. Va bene anche acqua e sapone, ance se i detergenti alcolici sono i migliori.

Roberta Grima
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