Rubano detergenti in SanitàService. Nessuna paura per la sanificazione negli ospedali

Rubano detergenti in SanitàService. Nessuna paura per la sanificazione negli ospedali

Luigino Sergio, amministratore di Sanità Service, società in house dell’asl salentina deputata alla pulizia e sanificazione, aveva avuto già sentore che qualosa non andava, con il sospetto che alcuni dipendenti, dopo aver timbrato il cartellino, prendessero roba varia alla rinfusa, per metterla nel sacco di spazzatura e portarselo con sé. In particolare saponi e detergenti, forse è l’effetto coronavirus, che rende introvabili i disinfettanti.

A confermare il sospetto, la missiva che l’asl salentina ha ricevuto tre giorni fa dalla procura di Lecce e girato alla società partecipata.

Un nuovo modello organizzativo
Dunque si sta ragionando su un nuovo modello organizzativo di Sanità Service, rispetto a quello precedente – come ha spiegato il manager – che deve basarsi non soltanto sul da farsi, ma anche sul controllo. “Nonostante sia al vertice di Sanità Service da pochi mesi – ha aggiunto l’ingegnere Sergio – ho attuato un protocollo approvato e pubblicato sul sito ufficiale della società – Si tratta del cosidetto protocollo 231 del 2001 che impone ai dipendenti comportamenti tali, da evitare abusi e fenomeni relativi alla corruzione.”

Ruotano i coordinatori
Il manager ha già provveduto ad una prima rotazione dei coordinatori della società in house, una seconda ci sarà nell’arco di qualche mese, perché vi sia l’eliminazione di quelle realtà oramai incancrenite e di quegli “aggiustamenti” eccessivi sempre nel medesimo sito. “Del resto – ha aggiunto Luigino Sergio – ruota anche il direttore generale di un asl, così come l’amministratore della stessa Sanità Service, non vedo perchè non possano ruotare anche i coordinatori.” Coordinatori chiamati anche a vigilare sui subalterni, alcuni dei quali timbrerebbero, per poi andare fuori dal luogo di lavoro. Salvo ritornare qualche volta con la spazzatura di casa per buttarla nei bidoni dell’ospedale e ritornare a far finta di lavorare. Un andazzo che pesa sull’attuale emergenza che c’é nella sanità e che richiede maggior attenzione del solito.

Più controlli
Mancano i controlli riferiscono da molti reparti: da Casarano a Nardò, da Lecce a Gallipoli, un pò dappertutto il sistema è lo stesso, non ci sarebbe controllo sulla pulizia che viene svolta nelle strutture sanitarie. “Nessuno ci ha detto nulla – dice un adetto alla pulizia in uno dei distretti salentini – qui c’é il fai da te, io per esempio diluisco una decina di pastiglie di cloro in un litro di acqua e mi pare che le superfici siano ben igienizzate, ma non ne ho certezza, perchè nessuno mi ha detto se il dosaggio è corretto. C’è anche chi non ha voglia di pulire con gli attuali detergenti, perché troppo forti da provocare fastidi alla gola e pur di non mettersi le mascherine, preferiscono non detergere a fondo.”

E’ partita la sanificazione
Nessuna paura però, l’amministratore di Sanità Service Luigino Sergio, fa sapere che sono già partiti i lavori di pulizia straordinaria, di sanificazione che l’asl ha richiesto. Grazie alla squadra dedicata e formata, che l’amministratore ha individuato tra il personale interno, nell’attesa di reperire una cinquantina di addetti da istruire.

L’attuale squadra di sanificazione ha sede nei pressi del 118 del “Vito Fazzi” ed è operativa 24 ore su 24 su chiamata.
Ieri intanto sono state sanificate due stanze della medicina di Casarano, mentre due giorni fa é stata la volta dell’ospedale leccese, in particolare del reparto di malattie infettive.


L’intervista risale a due gionri fa

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
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