Per lo scompenso cardiaco, imparare a capire i segnali che manda l’organismo

Per lo scompenso cardiaco, imparare a capire i segnali che manda l’organismo

Imparare ad ascoltare il proprio cuore e riconoscere i segnali di aiuto che ci manda. Saper interpretare alcuni sintomi di un deficit cardiaco, significa poter intervenire tempestivamente sullo scompenso del cuore, riducendo i danni, le invalidità e mantenendo il più possibile la propria autonomia. Questo il messaggio espresso dal commissario straordinario dell’asl leccese, Rodolfo Rollo, durante la conferenza stampa di stamane, per presentare le giornate europee dello scompenso cardiaco, alle quali anche l’azienda sanitaria salentina, ha aderito.

Cos’é lo scompenso cardiaco
Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica, ovvero non guaribile, che consiste in un deficit funzionale del cuore, che non riesce più a pompare il sangue come dovrebbe. E’ una patologia molto seria, “é – ha detto Rollo – il risultato finale di un’usura del cuore, dovuta non soltanto all’età, ma ad una serie di fattori. Se non si può guarire del tutto dallo scompenso cardiaco, si può però migliorare a tal punto, da ridurre i danni e avere una buona qualità della vita, raggiungendo una vecchiaia di successo.”

Quali sono i segnali
Perché questo sia possibile, è importante prima di tutto riconoscere i campanelli di allarme, che ci espongono al rischio di un possibile scompenso cardiaco. “Affanno – anche nello svolgimento di attività semplici – riferisce la dottoressa Paola Depaolis, cardiologa presso il distretto di Gagliano – ci sono persone che ci riferiscono che dopo dieci passi, hanno già il fiatone o che devono sedersi. Altri segnali, la stanchezza, le caviglie gonfie, un polso irregolare e l’aumento di peso in breve tempo.”

Malattia ad alta mortalità

“Lo scompenso cardiaco è una malattia subdola – ha aggiunto il dottore Rollo – perché non ci sono ancora misuratori oggettivi, ma sintomi che il cittadino deve saper interpretare nel modo giusto, così come i medici di base o gli ospedalieri che non siano cardiologi.” Da qui l’importanza di rendere consapevoli prima di tutto i cittadini, ricordando che lo scompenso cardiaco, ha un’elevata mortalità. Il 24% degli ammalati, muoiono dopo un anno, il 50% dopo cinque anni e l’80% dopo 10 anni. Una persona su 4 poi, lascia passare una settimana dalla comparsa dei sintomi, prima di andare dal medico, mentre 1 persona su 10, non sa riconoscere i segnali che l’organismo manda.

Alta ospedalizzazione, alti costi di degenza
“Lo scompenso cardiaco rappresenta anche la prima causa di ricovero dopo il parto – ha riferito il dottore Antonio Amico, responsabile della cardiologia di Copertino – In Italia ci sono 180 mila ricoveri con un andamento costante negli anni, anche se nell’ultimo anno si é registrata una leggerissima riduzione dell’ospedalizzazione.”
“Ogni anno – evidenzia la dottoressa Depaolis – la Puglia registra 17 mila ricoveri per lo scompenso cardiaco. Di questi, 4000 solo nell’asl leccese, con enormi costi anche per ricoveri ospedalieri. Dei 4000 cittadini che si sono ricoverati negli ospedali del Salento, 1500 hanno ripetuto il ricovero una seconda volta, a dimostrazione che lo scompenso del cuore, porta ad una ripetuta ospedalizzazione, con un indice del 40% .

Sono 80 mila le persone ammalate in Puglia, numeri enormi che si vanno a sommare a quello della relativa spesa farmacologica, a quella delle degenze. Si tratta di un’emergenza sociale e sanitaria, che non può essere affrontata soltanto con l’assistenza ospedaliera. Da qui il progetto della rete dello scompenso cardiaco, presentato oggi in Asl. Il medico di medicina generale, debitamente formato, è “collegato” con lo specialista del distretto di appartenenza e con quello ospedaliero, in modo tale da indirizzare il cittadino al cardiologo ospedaliero, solo nei casi in cui non si può seguire ambulatorialmente. La diagnosi dello scompenso, il dosaggio della terapia, i controlli, sono tutte prestazioni che possono essere fatte nello studio del medico curante, previa eventuale formazione, evitando che il cittadino si rivolga all’ospedale.

Il modello di Gagliano e Poggiardo
Per questo è importante formare i medici di base, per affrontare ciò che dello scompenso cardiaco, può essere trattato in ambulatorio e non in ospedale. Il modello é quello sperimentato a Gagliano e Poggiardo. 600 pazienti gravi, precedentemente assistiti nei nosocomi, sono stati seguiti negli studi dei medici curanti, che inizialmente sono stati affiancati dal cardiologo del distretto, soprattutto per l’ottimizzazione della terapia.
La collaborazione tra medici é stata la svolta. “Non solo c’è stata una riduzione dell’80% dei ricoveri – ha riferito la dottoressa Depaolis – ma si è registrato un risparmio di 80 mila euro annui.” A ciò, si è aggiunta anche una maggiore disponibilità di informazioni utili alla prevenzione della malattia, con l’individuazione di indicatori aggiuntivi, rispetto a quelli classici. “Abbiamo visto infatti – ha evidenziato la dottoressa Depaolis -che il rischio di ammalarsi di scompenso cardiaco, non c’era solo per chi conduceva abitudini di vita malsana, ma anche per chi aveva una sindrome metabolica, l’anemia e una carenza di vitamine del gruppo B. Aver osservato ciò, ci consente di intervenire in modo sempre più mirato.”

“Attualmente ad ammalarsi di scompenso cardiaco sono soprattutto gli over 65 – ha affermato il dottore Antonio Amico responsabile della cardiologia di Copertino. Oggi abbiamo a disposizione una serie di farmaci che allungano la vita dei pazienti, ci sono apparecchiature e tecnologie innovative, che ci consentono di dare risposte sempre più puntali. Ci sono strumenti, che misurano la funzionalità del cuore, con una serie di parametri utili a noi medici. Siamo così in grado di scongiurare le morti improvvise. La medicina ha fatto passi enormi, tanto da arrivare a sviluppare il cuore artificiale. Tutto ciò però, non basta.”
“Non vogliamo stupire con effetti speciali – ha detto Rollo – l’innovazione è si importante, ma diversamente dalla sanità statunitense che punta sull’innovazione tecnologica, noi contestualizziamo la malattia, osserviamo il paziente, per poter gestire al meglio la patologia.”

Il cardiologo deve confrontarsi con altri specialisti
“Oggi è sicuramente d’obbligo la multidisciplinarietà – ha aggiunto Amico – i cittadini che si ammalano di scompenso cardiaco, sono soprattutto anziani che hanno quasi sempre già un’altra malattia cronica, come il diabete o l’ipertensione, o presentano problemi infettivi, ortopedici, ecc.. Ecco perché il cardiologo ha bisogno della consulenza del geriatra, dell’endocrinologo o di altri specialisti. Non è un caso – ha aggiunto il cardiologo – se abbiamo formato una ventina di cardiologi sia del territorio che ospedalieri, sulla gestione dello scompenso in presenza di altre malattie. Così come sono stati avviati corsi per nefrologi, internisti.” Il passo successivo sarà quello di far dialogare i vari medici attraverso una piattaforma dove potersi confrontare sui diversi casi e sulla gestione dello scompenso cardiaco. L’obiettivo è quello di creare quindi una vera e propria task force aziendale su questa patologia.”

Il dottore amico si occupa anche della riabilitazione cardiaca, “spesso sottovalutata – ha detto Rollo – ma in realtà di fondamentale importanza, perché significa dare la possibilità al cittadino di recuperare un margine di autonomia. Serve investire di più nel recupero delle funzioni cardiache – ha detto il commissario straordinario -che ha auspicato di poter trasferire tutta questa esperienza, nella scuola di medicina come bagaglio per i futuri specializzandi verso la medicina del futuro.

primo evento il 16 maggio presso il Distretto Socio Sanitario: GALATINA
Responsabile Progetto: Dott.ssa Agata Maria Marenaci
Attività proposta: Ambulatorio di Cardiologia aperto mezza giornata dalle 8.30 alle 12,.30 con erogazione visite gratuite
Ubicazione della Sede dove si svolgerà l’evento: Galatina, Via Roma – Distretto socio Sanitario Ambulatorio Cardiologia – Piano Terra

per altri eventi http://www.iltuocuore.com/iniziative-in-puglia/

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
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