Nessun virus se gli animali sono controllati e vaccinati

Nessun virus se gli animali sono controllati e vaccinati

Riceviamo da Clemente Domenico, presidente dell’Associazione Guardia dell’Ambiente di Lecce e pubblichiamo il seguente articolo:

La situazione che stiamo vivendo, regolamenta con i vari Decreti vigenti, ci dovrebbe insegnare le giuste regole di civiltà e di senso civico, anche nei confronti degli animali. Occorre consapevolezza e sapere che si può vivere accanto agli animali, purché nel modo corretto. Se i nostri animali non sono adeguatamente vaccinati e controllati possono rappresentare una bomba virale, così come i pipistrelli di Whan.

Purtroppo esistono dei paesi di culture e abitudini diverse, come esempio la Cina, in cui la gente mangia delle specie animali che noi occidentali giammai avremmo reputato cibo commestibile. Ciò che è successo di recente, il famoso salto di specie del virus, è dovuto allo scarso controllo dello stato di salute di questi animali destinati al consumo umano.

Rincuora sapere che almeno lo Stato italiano ha dei regolamenti ed effettua seri controlli sugli allevamenti destinati al consumo. Ma bisogna anche far presente che purtroppo esiste ancora la caccia, quella incontrollata, grazie alla quale viene consumata selvaggina su cui non avviene nessuna verifica sanitaria, così come accade per le macellazioni abusive e fai da te che purtroppo ancora esistono.

L’adozione consapevole degli animali da compagnia, disciplinata oggi con disposizioni del Ministero della Salute, non dovrebbe destare preoccupazioni. Invece, per l’approssimazione e l’incompetenza perpetrate dai volontari free lance e fai da te, può risultare una tremenda fonte di infezioni e virus.

Le zonosi esistono e sono molto diffuse, parliamo delle malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo, ma è pur vero che, affidandosi alla cura di veterinari professionisti e garantendo tutte le profilassi, non s’incorre in eventuali rischi.

Oggi viviamo una fase in cui il sentimento animalista sta prendendo il sopravvento sulla ragione. È giusto, invece, compensare i punti di vista e non lasciarsi sopraffare dalle emozioni. Sulla movimentazione degli animali d’affezione c’è molta approssimazione da parte dei volontari e delle associazioni che continuano a smistare animali da compagnia, come cani e gatti, senza nessun criterio di tracciabilità. La scusa è sempre quella di salvarli dalla strada. Noi professionisti del settore ci chiediamo da tempo cosa mai voglia dire una cosa del genere. Non ha senso salvare dalla strada un animale come un gatto o un cane, è nella loro etologia essere liberi. L’amore per gli animali dovrebbe spingere tutti noi a garantirne il benessere e, molte volte, il benessere è proprio la libertà.

Molti animali vengono sottratti arbitrariamente dal territorio e ceduti senza alcun tipo di controllo e autorizzazione alla movimentazione da parte degli organi di competenza. E questo è sotto gli occhi di tutti, basta sfogliare la home page di qualsiasi social web. In questo periodo, poi, il problema può aggravarsi, non perché gli animali d’affezione sono portatori del Covid, ma perché “gattari e gattare” che non rinunciano alla loro insensata missione, con la loro attività incessante, potrebbero trasmettere il virus, a volte asintomatico, attraverso il contatto con l’animale che diventerebbe così veicolo di trasmissione e rappresentare un grave rischio di contagio tra i cittadini.

Pertanto, per un’adozione sicura dal punto di vista sanitario dei i nostri amici a 4 zampe è fondamentale rivolgersi a strutture come canili, gattili o allevamenti certificati e avere a che fare quindi, solo con operatori professionisti, in quanto è fondamentale, soprattutto nella ricerca, conoscere il tipo di specie con la quale approcciarsi e le caratteristiche di razza, in base all’esigenza delle aspettative che si hanno dell’adozione, affinchè l’animale sia davvero un compagno di vita.

Roberta Grima
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