Tumori del cavo orale, a Taranto un convegno con i massimi esperti

Tumori del cavo orale, a Taranto un convegno con i massimi esperti

Si è concluso sabato scorso il corso – convegno su “Imaging e multidisciplinarietà nella patologia neoplastica del cavo orale e orofaringe”, che si é tenuto a Taranto. L’evento, organizzato dal dottor Tommaso Magli, direttore della radiologia dell’ospedale “Santissima Annunziata”, nonché coordinatore delle radiologie della provincia tarantina, ha visto la partecipazione di illustri relatori dei vari centri italiani, che hanno fatto il punto sulla diagnostica e le novità terapeutiche, con particolare attenzione alla robotica e alle tecniche mininvasive.

Dalla chirurgia demolitiva a quella ricostruttiva
“Oggi i tumori del cavo orale – spiega il dottor Magli – possono essere affrontati meglio, anche alla luce del supporto del robot, che offre più possibilità ai chirurghi che devono operare. Un tempo, negli anni ottanta – continua il dottor Magli – quando si entrava nei reparti di chirurgia dopo l’operazione, le degenze sembravano dei campi di mutilati. Chi per esempio aveva un tumore alla lingua, spesso era costretto a vedersi il muscolo tagliato, con difficoltà nel parlare o chi l’aveva all’altezza della mascella si vedeva il volto deturpato.

Si tratta di neoplasie molto invalidanti e prima non si disponeva della diagnostica che si ha adesso. Oggi con risonanza magnetica e TC, si offre ai chirurghi un’analisi molto dettagliata per fare interventi mininvasivi e non così demolitivi come una volta. I progressi della chirurgia, hanno portato ad una pratica ricostruttiva. Si è in
grado di evitare al paziente di vedersi il viso deformato dopo un intervento. Con l’aiuto trapianto omologo, con placche di titanio e protesi, siamo capaci di modellare il viso, dando un aspetto armonico.”

Incidenza bassa, ma non abbassiamo la guardia
Fortunatamente l’incidenza dei tumori del cavo orale, non è elevata, però comportano sia dal punto di vista diagnostico, che clinico, interventi molto complessi con un campo operatorio piccolissimo, che oggi con il supporto del robot, si può raggiungere. Così come ha dimostrato nella sua relazione, il dottor Roberto Cocchi, chirurgo di chirurgia maxillo – facciale, in base all’esperienza di “San Giovanni” Rotondo, centro pugliese dotato di robot. Precisione anche nelle immagini diagnostiche, che permettono di distinguere l’origine del tumore, capire quindi se parte da un nervo, da un muscolo, da un vaso. Naturalmente é necessaria una particolare analisi anatomica, tenendo conto che nel cavo orale, nel collo, c’è una struttura molto complessa che non é la stessa che si riscontra in altri organi.

Cause determianti
Se è vero poi, che i tumori del cavo orale sono limitati nel numero, è però vero che possono crescere se non si fa prevenzione. Se ne parla ancora troppo poco, senza considerare che alcool, fumo da sigaretta, sono alcune tra le principali cause delle neoplasie del cavo orale, due abitudini mal sane, che vedono protagonisti i giovanissimi, potenziali ammalati in età avanzata.

Il tumore del cavo orale è infatti più frequente in persone che fumano tabacco e consumano alcolici, la coesistenza di queste due abitudini moltiplica il rischio di sviluppare neoplasie orali. Negli ultimi anni, si è osservata una progressiva riduzione di incidenza dei tumori alla bocca, correlate all’alcol e al tabacco, soprattutto nel sesso maschile, proprio perché diminuiscono gli uomini fumatori, di contro però, aumentano le donne che fumano e consumano alcool, con un incremento dei tumori del cavo orale, tra le donne.
Altre cause della malattia: il sesso orale, il fumo da pipa per i tumori sul labbro, anche l’eccessiva esposizione al sole, la poca igiene orale o delle protesi dentarie, tutti fattori scatenanti le neoplasie. Non bisogna quindi trascurarsi e farsi controllare dal proprio dentista di tanto in tanto, può essere un modo per arrivare in tempo.

Quanto é diffuso il cancro nel cavo orale
I tumori del cavo orale, insieme a quelli della laringe e della faringe, rappresentano il 10 per cento circa di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4 per cento nelle donne.
In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 4.500 casi di tumori alla bocca e si registrano circa 3.000 decessi. Purtroppo questo tipo di cancro viene di solito diagnosticato in fase già avanzata, nei tumori del palato duro la diagnostica ha un ruolo fondamentale perché non é facilmente riconoscibile con la sola visita clinica.

Il tumore della bocca colpisce gli uomini in percentuale tripla rispetto alle donne. L’incidenza in Italia è di 6 casi ogni 100.000 maschi e 2,3 casi ogni 100.000 femmine. Tre casi ogni 100.000 abitanti. I casi aumentano con l’età: è rarissimo nei giovani e raggiunge un picco dopo i 70 anni. L’età media alla diagnosi di un tumore del cavo orale, è di 64 anni e il 95 per cento insorge dopo i 40 anni.

La multidisciplinarietà
Altro aspetto importante e che si è voluto sottolineare nel convegno, la multidisciplinarietà dell’equipe medica. “Questi tumori – ha detto il dottor Magli -, richiedono un “gioco di squadra” dove il radiologo, l’oncologo, si confrontano sul caso, insieme al chirurgo, al radioterapista, all’ematologo e all’anatomo patologo, non meno importante la figura dello psicologo. Un’equipé multispecialistica per dare la migliora risposta al paziente e la più completa, si da creare una vera presa in carico del cittadino che, con un solo accesso, segue un percorso completo con tutti i servizi dei quali ha bisogno. Questo è il CoRO che é già operativo a Taranto, grazie al lavoro della direzione strategica dell’Asl e alla collaborazione dei professionisti, che da anni lavorano insieme; proprio come il dottor Magli e il professor Alfredo Procaccini, otorinolaringoiatra, responsabile chirurgo per la patologia oncologica cervico – cefalica che dagli anni novanta hanno camminato come due rotaie di uno stesso binario verso la medesima direzione.

Roberta Grima
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