Nascere Protetti, la campagna antinfluenzale per le future mamme

Nascere Protetti, la campagna antinfluenzale per le future mamme

“Nascere Protetti” è il nome della campagna di promozione vaccinale in gravidanza, promossa dal dipartimento di prevenzione dell’asl di Taranto, con la collaborazione del reparto di ostetricia e ginecologia del presidio ospedaliero tarantino, “SS. Annunziata”.

A Taranto le donne sono quelle che si vaccinano di più in Puglia, molto simile
“Fino a qualche anno fa – ha detto durante la presentazione della campagna vaccinale, svoltasi il 18 luglio scorso, il dottor Michele Conversano, direttore del dipartimento – la vaccinazione era considerata una questione legata solo ai bambini. Negli ultimi anni, supportati da evidenze scientifiche, abbiamo lavorato per far comprendere che i vaccini e la prevenzione di alcune malattie, sono importanti anche per le donne in età fertile, sia che queste stiano programmando una gravidanza, siano incinte o abbiano appena partorito. La risposta della provincia di Taranto è molto buona – ha concluso il dirigente – abbiamo una percentuale di risposta positiva più alta, rispetto al resto della Regione” .

Vaccino fondamentale per le partorienti quello antinfluenzale
La gravidanza è un fenomeno fisiologico complesso, che richiede delle attenzioni per la salute della donna e del nascituro, sopratutto in questo periodo di emergenza Covid, ma non solo, importante tener conto delle specifiche esigenze mediche legate alla particolare situazione, che possono garantire la salute della futura mamma e quindi del nascituro, prime fra tutte le vaccinazioni come quella per esempio antinfluenzale.

I vaccini più indicati per le donne in gravidanza
La comunità scientifica ha individuato le vaccinazioni fortemente consigliate alle donne in gravidanza che possono prevenire delle patologie infettive potenzialmente molto gravi, proprio durante la gestazione, garantendo anche la copertura per i bambini appena nati. Toxoplasmosi, varicella, rosolia, difterite, tetano e pertosse (dTpa) oltre a quella contro l’influenza stagionale. La pertosse, che molte volte ha un decorso non grave negli adulti, è una malattia molto insidiosa per i neonati e può persino provocarne la morte: vaccinare la madre – soprattutto tra la 27° e la 36° settimana di gestazione – significa proteggere il bambino. Gli anticorpi della madre, passano al feto attraverso la placenta. Lo stesso avviene per il vaccino antinfluenzale che, oltre a proteggere la donna incinta evitandole una malattia che può avere un decorso nefasto e che potrebbe necessitare dell’assunzione di farmaci durante la gestazione, assicura una copertura al bambino per i primi sei mesi di vita.

Mai come in questo momento di emergenza Covid, é consigliato dagli infettivologi vaccinarsi contro l’influenza, non solo per proteggersi da quella che può sembrare una banale febbre, ma che al nascituro può essere fatale, ma può aiutare i medici a distinguere il virus da quello Covid-19, qualora dovesse presentarsi. Non solo ma il vaccino rende più forte le difese immunitarie e questo può certamente aiutare la donna che in stato intressante ha un sistema immuntiario più debole, risultando più esposta al rischio di contrarre virus.

“Vaccinarsi durante l’età fertile – ha aggiunto il dottor Emilio Stola, direttore della struttura complessa di ginecologia e ostetricia dell’ospedale “SS. Annunziata” di Taranto – può rappresentare una buona strategia protettiva sia per la futura madre che per il bambino che verrà alla luce.” Ecco perché l’Asl Taranto vuole sensibilizzare le donne e le loro famiglie, attraverso i medici di medicina generale, ma anche gli specialisti che hanno in carico le gestanti.

All’incontro di qualche giorno fa, sono stati infatti invitati medici ginecologi, psicologi e ostetriche che operano presso i consultori e i distretti della Asl tarantina e che hanno l’importante compito di accompagnare le donne e le loro famiglie nel corretto approccio alla gravidanza, sradicando a volte convinzioni legate a credenze ormai superate dalle evidenze della comunità scientifica.

di Isabella Gubello

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