La prevenzione direttamente sui campi tra gli immigrati

La prevenzione direttamente sui campi tra gli immigrati

Medico e infermiere direttamente sul posto, lì dove lavroano i braccianti immigrati. E’ partito oggi il progetto Su.Pr.Eme Italia nelle campagne di Nardò dove, proprio a partire da oggi, un team multidisciplinare composto da un medico, un infermiere, un mediatore
culturale, uno psicologo, assistenti sociali e legali e un tecnico della prevenzione, si é recata direttamente negli insediamenti dei lavoratori migranti, per rilevare i loro bisogni socio-sanitari, promuovendo la prevenzione, ma sopratutto il contenimento del contagio da Covid-19, attraverso test sierologici rapidi e tamponi.

Informazione e prevenzione tra i campi
Il team che vede anche il supporto della Croce Rossa e delle associazioni C.R.I e Camera a sud, sosterrà azioni di integrazione e autosufficienza, oltre che di partecipazione attiva alla vita sociale dei braccianti. Questa fase operativa segue quella di formazione avvenuta nei giorni scorsi in Asl e mira a individuare i bisogni non solo quelli espressi, ma sopratutto quelli sconosciuti agli stessi immigrati. Una sorta di educazione sanitaria e non solo, direttammente sui campi tra i lavoratori, con l’aiuto di un mediatore culturale, per informare e ascoltare la popolazione straniera che capirà quando e perchè fare per esempio le vaccinazioni, come proteggere sè e gli altri dal Covid-19, dove rivolgersi e come orientarsi tra i servizi Asl.

“Questo progetto – ha detto Oronzo Borgia, direttore del distretto neretino – ha un valore aggiunto perchè consente agli operatori di rilevare le necessità sanitarie e non solo, della popolazione agricola anche quando non espresse e questo grazie al supporto di mediatori culturali e professionisti del settore, che aiutano nella comunicazione.

Coinvolte anche le altre regioni del Sud Italia

Su.Pr.Eme Italia (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri, regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate), si inserisce nell’ambito del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, in particolare tra gli interventi di natura emergenziale nelle aree che presentano maggiori criticità in Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Campania. Il progetto è finanziato nell’ambito dei fondi AMIF – Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs.

Il partenariato è guidato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale Immigrazione (Lead partner) coadiuvato dalla Regione Puglia (Coordinating Partner) insieme alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Nuovo consorzio nazionale.

È questo un progetto proposto da ARESS Puglia e fortemente voluto dalla Direzione della Asl di Lecce che, per tramite del Distretto Socio Sanitario di Nardò, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione e Area Socio Sanitaria Asl Lecce, ha l’obiettivo di assistere e tutelare la salute dei cittadini di Paesi terzi, molto spesso vittime di sfruttamento lavorativo sul territorio e dei migranti che vivono in condizioni di grave vulnerabilità.

Gli interventi nel Salento sono stati resi possibili grazie al protocollo di intesa tra Regione Puglia e Asl Lecce, oltre al’accordo tra Prefettura di Lecce, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Asl Lecce e Comune di Nardò, ed altri attori impegnati nella lotta contro il caporalato e nella tutela dei lavoratori agricoli stagionali migranti, ospitati nel campo di Boncuri a Nardò.

Roberta Grima
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