Disturbi pavimento pelvico: un tabù che si può superare

Disturbi pavimento pelvico:  un tabù che si può superare

Fare ginnastica fa bene, ma a volte non basta muoversi. In alcune situazioni, servono gli esercizi mirati per prevenire particolari problemi di salute. E’ il caso del pavimento pelvico, una parete di muscoli che sostiene gli organi pelvici: vescica, vagina, utero, retto. Se, come accade dopo una certa età, questa parete muscolare si rilassa troppo, possono esserci difficoltà a contenere l’urina o le feci, si può andare incontro ad un prolasso degli organi (fuoriuscita o cedimento di una parte dell’organo), che, non venendo più ben sorretti dai muscoli, cedono verso il basso. La muscolatura lassa può anche provocare disturbi e dolori nei rapporti sessuali.

I numeri dei disturbi del pavimento pelvico
La Fondazione Italiana Incontinenza, in uno studio effettuato su 3000 persone dai 18 ai 70 anni,(1480 uomini-1520 donne), ha dichiarato che il problema dell’incontinenza urinaria, interessa il 7,1% del totale. La suddivisione per sessi rivela una prevalenza del 12,3% per la popolazione femminile e dell’1,8% per quella maschile.
La FISU (Federazione Italiana Società Urologiche), dichiara che prolasso genitale, incontinenza urinaria e disfunzioni sessuali, colpiscono in Italia circa 5 milioni di donne dai 30 anni in su, con punte di 25-30% fra gli over 50.

Incontinenza urinaria ancora un tabù
Solo il 20% delle persone che soffrono di incontinenza urinaria, si rivolge però ad un professionista, mentre l’80% nasconde il problema restando in silenzio e perdendo poco per volta la fiducia in sé. Ancor più grave, un numero cospicuo di persone, non considera l’incontinenza davvero un problema. L’organizzazione mondiale della sanità invece, l’ha definita come malattia cronica invalidante.
Una percentuale elevata di donne, ritiene che sia “normale” avere un indebolimento dei tessuti vaginali e una ridotta prestazione dei muscoli del pavimento pelvico e della sensibilità sessuale. L’incontinenza è vista come una normale conseguenza di invecchiamento e non come patologia a se stante che si può prevenire o curare.

“Fare ginnastica preventiva prima di un parto per esempio – spiega il dottor Riccardo Maglio, proctologo presso la chirurgia di Scorrano – sicuramente aiuta a rinforzare la muscolatura ed evitare che dopo aver partorito si rilassi troppo. In caso di disfunzione pelvica, con un prolasso dell’utero, la donna può seguire un percorso di riabilitazione pelvica, che in molti casi è risolutiva, senza ricorrere necessariamente all’intervento chirurgico. Certo, se il prolasso è importante la chirurgia è necessaria, per esempio in situazioni tricompartimentali, quando a cedere a causa dei muscoli lassi, sono contestualmente la vescica, l’utero, la vagina e il retto. Si interviene chirurgicamente in laparoscopia, con l’intento di tirare su gli organi.”

Evitare il sovrappeso
Purtroppo ad essere colpite da questi problemi, sono soprattutto le donne, in particolare dopo i 50 anni, anche se non mancano gli uomini. “Il fenomeno è in crescita” – dice il dottor Maglio – che parla di una donna su tre, ad avere un cedimento pelvico. Vero è che rispetto al passato vengono eseguite anche più diagnosi, ma é altrettanto vero, che si conduce una vita più sedentaria e che i figli non si fanno più tanto giovani come in passato.

Questo significa che un aumento di peso, come può essere una gravidanza, ma non solo, l’obesità, poi un dimagrimento, a 40 anni ha un effetto, a 20 un altro: la muscolatura si riprende più facilmente, mentre a 40 anni il rilassamento muscolare é più difficile da recuperare. Mantenere poi il peso forma, aiuta, ecco perché occorre l’attività fisica, ma mirata alla zona pelvica, per rinforzarla.

A Scorrano un ambulatorio dedicato
Nel nostro ambulatorio urologico, presso la chirurgia di Scorrano – dice il dottor Maglio – siamo riusciti ad attivare un percorso, per cui le donne che hanno problemi al pavimento pelvico, trovano personale dedicato: c’é chi dà gli esercizi specifici, quando il disturbo può risolversi solo con la riabilitazione. Se si ritiene utile invece l’intervento chirurgico, la donna trova la risposta sempre nel medesimo reparto e viene preparata all’intervento con eventuali esercizi fisici, che migliorano anche il post operatorio. Così come c’é chi può dare l’attività da seguire post intervento. Naturalmente si può crescere e migliorare per cui stiamo attivando una collaborazione con la ginecologia, con l’urologo, perché seppur in misura minore i disturbi da pavimento pelvico colpiscono anche gli uomini e a volte può essere confusa con i disturbi della prostata. E’ importante sicuramente la figura di uno psicologo e un radiologo per i casi più gravi, quando c’è un prolasso elevato per cui è utile sottoporre il paziente alla risonanza magnetica che però a Scorrano manca.

Roberta Grima
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