A Taranto, primo intervento di radioterapia metabolica in Puglia

A Taranto, primo intervento di radioterapia metabolica in Puglia

Per la prima volta in Puglia, è stata adottata nell’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto, la cura innovativa contro i tumori, su una donna di 42 anni. La paziente, con metastasi al fegato, è stata sottoposta nei giorni scorsi, ad una nuova metodica terapeutica: la radioterapia metabolica, nel reparto di medicina nucleare.

Si tratta di un nuvo trattamento contro i tumori neuroendocrini, in particolare quelli che colpiscono l’apparato gastro – entero – pancreatico, che non possono essere asportati chirurgicamente e che presentano metastasi. Nella maggior parte dei casi sono tumori che progrediscono lentamente, ma che comportamento il mal funzionamento delle cellule endocrine, responsabili di diverse attività: produzioni di ormoni, attività regolatoria dell’aria nei polmoni, rilascio di succhi gastrici nell’intstino, ecc…Il tumore neuroendocrino quindi, può trovarsi in qualsiasi parte dell’organismo e progredire lentamente.

Un radiofaramco specifico per i tumori neuroendocrini.
Con il nuovo trattamento, si può gestire la malattia, limitando i danni. La radioterapia metabolica infatti, consiste nell’iniettare, tramite endovena, un radiofarmaco e più precisamente il LUTEZIO (177LU), che si lega facilmente alla somatostatina, ormone prodotto dalle cellule endocrine. La terapia si inietta per endovena, per evitare che il chemioterapico per qualche complicanza possa arrivare ai reni, visto che poi l’eliminazione delle radiazioni é sopratutto per via renale. Lentamente poi, il farmaco una volta raggiunta la zona da irradiare, rilascia le radiazioni a breve raggio, così da agire solo nell’ area circostante del tumore, senza danneggiare la zona sana dell’organo. Naturalmente é importante l’abilità del medico nucleare che compie l’atto, perche la cura possa essere efficace.

Il trattamento è indicato a pazienti adulti che presentano metastasi e già sottoposti a terapia con altri farmaci, che però non sono riusciti a bloccare la progressione della malattia; il radiofarmaco utilizzato, viene somministrato in 4 cicli a distanza di 8 settimane in ricovero protetto (in stanze schermate), della durata di un paio di giorni. Ogni ciclo è preceduto da esami diagnostici per valutare le condizioni del paziente e seguito da una scintigrafia per verificare il legame del radiofarmaco nelle sedi della malattia. Pur non avendo controindicazioni, è importante che i pazienti sottoposti a questo trattamento si idratino abbondantemente nei giorni successivi al trattamento per eliminare la radioattività del farmaco.

L’impiego del LUTEZIO per i tumuroi neuronedocrini gastro – entero – pancreatici, con metastasi e non più oeprabili, attualmente è autorizzato dall’AIFA (agenzia nazionale del faramcao), solo in pochi centi: Reggio Emilia e Mendola (FC). In Puglia la Regione ha individuato come servizio autorizzato alla metodica per i carcinomi su indicati, la medicina nucleare di Taranto

Roberta Grima
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