A Foggia un modello di integrazione sociale per autistici

A Foggia un modello di integrazione sociale per autistici

Un laboratorio di domotica per restituire autonomia ai ragazzi affetti dal disturbo dello spettro autistico o da malattie rare. Si tratta di realizzare uno spazio dove i giovani pazienti potranno imparare, con l’aiuto di esperti, a realizzare tecnologie che migliorino la qualità della loro vita, in base alle proprie esigenze, con l’utilizzo di elementi di computer, pezzi di elettronica riciclati, che permettano di essere più autonomi dentro casa.

L’idea parte da Foggia, dall’associazione iFun che ha avviato un progetto pilota per 20 ragazzi autistici, dai sei ai 20 anni. L’obiettivo è quello di formare bambini con problematiche psico-sensoriali, fin da piccoli, per donare loro competenze utilizzabili nel mondo del lavoro da adulti, migliorando inoltre la loro autonomia e il loro inserimento nella società.

Un’integrazione sociale, proiettata soprattutto al “dopo di noi”, il pensiero ossessivo dei genitori di questi ragazzi che dovranno avere un futuro anche quando mamma e papà non ci saranno più ad assisterli. Il progetto é supportato dall’azienda sanitaria di Foggia e dall’agenzia regionale per la salute e il sociale (ARESS), con il coinvolgimento delle scuole, delle famiglie e dei servizi sociali dei comuni, che dialogheranno tra loro tramite una piattaforma collegata anche al laboratorio di domotica, in modo da scambiare informazioni sul bambino, i suoi progressi, gli obiettivi da raggiungere, ecc.. creare una sinergia tra tutte i contesti in cui si trova a vivere il ragazzo, percorrendo così un’unica strada condivisa tra i diversi ambienti: scuola, famiglia, sport, per il bene del bambino stesso.

Il passo successivo sarà quello di coinvolgere anche il Comune di Foggia e il Provveditorato agli Studi, in un’ottica multidisciplinare, come ha detto questa mattina il direttore dell’Asl Vito Piazzolla, in conferenza stampa. “E’ fondamentale – ha detto il manager – fare sistema, creare cioè una rete che colleghi le famiglie, con la società e l’associazionismo”. Il punto è che troppo spesso le Asl non sono nelle condizioni di offrire servizi integrati alle persone affette dal disturbo dello spettro autistico, per mancanza di fondi.

“Abbiamo – ha dichiarato il presidente Emiliano, presente alla conferenza – il dramma degli assegni di cura che non sono sufficienti alla domanda. Il governo italiano ci dà appena 20 milioni, ma ne servono 60 per soddisfare il fabbisogno dei pugliesi. Oggi stiamo presentando un progetto contro l’autismo e a favore dell’inclusione sociale e lavorativa di questi ragazzi, da 530.000 euro. Un progetto piuttosto costoso, sperimentale, che riguarda però solo venti ragazzi. Ecco: se noi avessimo avuto la possibilità di utilizzare il danaro del nostro avanzo, avremmo potuto anche assistere maggiormente le famiglie e sarebbe stata certamente una boccata di ossigeno, ma non possiamo, perché, anche se abbiamo accantonato circa 600 milioni di euro, le regole europee sul rapporto deficit – PIL , ci impediscono di investire quel denaro risparmiato.

Mi auguro – ha sottolineato il governatore – che il DEF del governo, conterrà misure ad hoc per i più fragili, a cominciare proprio dagli autistici, per questo il governo dovrebbe darci i 40 milioni necessari che ci servono per coprire la richiesta degli assegni di cura.”

“Con questo progetto di iFun – ha detto il direttore dell’Aress Giovanni Gorgoni – cambia proprio la presa in carico del paziente e cambia in termini di inclusione vera, diventa inclusione sociale, sia a scuola che sul luogo di lavoro. Non più solamente quindi presa in carico clinica, come invece siamo abituati a definirla. È un progetto sperimentale che coinvolge 20 cittadini e che prevede un finanziamento esterno in partnership. Non ci sono costi aggiuntivi se non quelli ordinari che già sosteniamo con l’assistenza presso la ASL e con il supporto organizzativo progettuale che fa la nostra Agenzia. Noi – ha concluso Gorgoni – utilizziamo i fondi che già utilizziamo correntemente, semplicemente li utilizziamo meglio, come in questo caso, in maniera più focalizzata e con un obiettivo concreto”

Parte così – ha sottolineato Paola Povero, coordinatrice per conto dell’Aress dei progetti sull’autismo -un “cantiere aperto che da Foggia, ben presto dovrà costruire una solida ed efficiente rete per la presa in carico complessiva dell’utente/cittadino, insieme con tutte le associazioni e le esperienze degli altri territori pugliesi che esse rappresentano”.

Roberta Grima
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