2milioni di vaccini per 4 milioni di pugliesi, la Puglia si prepara contro l’influenza

2milioni  di vaccini per 4 milioni di pugliesi, la Puglia si prepara contro l’influenza

Due milioni e 100 mila vaccini antinfluenzali per 4 milioni di pugliesi. Questo il quadro alla luce delle dosi vaccinali che l’amminsitrazione pugliese é riuscita ad acquistare. “In realtà – sottolinea Vito Montanaro direttore del diaprtimento regionale della salute – la Puglia è stata anche più lesta e lungimirante di altri territori come il Piemonete per esempio, che é riuscito a comprare 1 milione e 100 mila vaccini su una popolazione di quasi 8 milioni di abitanti. La Puglia con la metà degli abitanti, ha conquistato un numero maggiore.”

Si procederà a step, ci sono già 1.300.000 vaccini ordinati per le Asl – come ha spiegato molto bene Montanaro – Dal 1° di ottobre è partita la vaccinazione per tutti gli operatori sanitari come già programamto. Dal 2018 infatti – ricorda il manager – è in vigore una legge pugliese che impone agli operatori sanitari di sottoporsi al vaccino influenzale, anche perchè categoria maggiormente esposta al rischio di contrarre il virus. “Nessun ritardo quindi – sottolinea Montanaro – nei confronti dei pugliesi che non hanno recepito le dosi, perchè siamo partiti prima con la copertura al personale sanitario.”

Vaccini gratuiti anche per chi è giovane e sano
Adesso a metà mese, si procede per la distribuzione delle dosi destinate agli ultrasessantacinquenni e alle persone affette da malattie croniche. Dai primi di novembre infine, via libera anche alle persone giovani e sane. Novità di quest’anno proprio l’erogazione gratuita del vaccino anche alle persone sotto i 65 anni e senza malattie croniche, compresi i bambini.

Compresi anche i bimbi dai sei mesi ai sei anni
Ci sono però delle priorità che le Asl dovranno seguire nella distribuzione dei vaccini, partendo da chi è più a rischio, da chi é più fragile o ha difese immunitarie basse. Prima gli over sessantacinquenni, che potranno ricevere anche il vaccino anti pneumococcico, poi i babmini dai sei mesi ai sei anni e i malati cronici. Infine le persone sane dai sette ai 65 anni. Tutti potranno ritare il vaccino dal medico di base o dal pediatra di libera scelta.

Taranto ha cominciato a rifornire i medici e i pediatri
Nelle aziende sanitarie hanno già cominciato la distribuzione. Taranto in testa, ha già ricevuto 100 dosi per ogni singolo medico di base e pediatra di libera scelta. Sempre nell’Asl tarantina, arriverà la settimana prossima, una seconda fornitura e a fine mese sarà completata la distribuzione di tutte le dosi. C’è quindi il tempo per prenotarsi presso il proprio medico curante o il pediatra, evitando l’arrembaggio perchè come detto dal direttore dello servizio di prevenzione dell’Asl, Michele Conversano, quest’anno la Puglia ha quasi triplicato il numero di vaccini.

Limitare i danni con il vaccino anti influenzale
La Regione punta a vaccinare quante più persone possibili, mai come quest’anno è fondamentale sottoporsi al vaccino contro l’influenza, sia perchè in questo modo davanti a febbre, tosse, mal di gola, è più facile escludere l’influenza se la persona è vaccianta e quindi i medici sono più sicuri nel diagnosticare un eventuale Corona virus che dà sintomi simili a quelli infleunzali, sia perchè vaccinandosi all’influenza, l’organismo dovrà affrontare solo il virus del Covid, senza correre il rischio di trovarsi davanti ad entrambi i virus: quello del Covid e quello influenzale, con conseguenze molto più pericolose.

Situazione del Salento
“Nel Salento – ci riferisce Alberto Fedele, direttore dello Spesal dell’Asl leccese – ci sono allo stato attuale 3.500 dosi per ogni distretto. Qualcuno ha già cominciato a distribuirle ai vari medici di base. In Asl quindi ci sono 35mila vaccini, sono arrivate in queste ore altre 15 mila dosi che verranno distrubuite nelle prossime ore nei distretti, raggiugnendo 50mila vaccini e la settimana prossima arriverannoa altre 60mila dosi.”

La campagna quindi può cominciare serenamente – dice il dottor Fedele – i cittadini possono evitare di ingolfare studi medici perchè ci sarà una continuità di fornitura. Già dalla settimana prossima, potremmo avere il quantitativo vaccinale equivalente dell’anno scorso. Successivamente arriveranno le ulteriori dosi per le altre necessità. Va considerato – conclude Fedele – che qui da noi con il nostro clima, abbiamo tempo di vaccianarci fino a Natale, mentre a novembre scenderemo in campo con medici strutturati che daranno man forte e supporto ai colleghi di medicina generale per una vaccinazione massiccia.”

Brindisi ha concluso la distribuzione della prima tranche
Nel brindiso il dottore Stefano Termite, responsabile dello Spesal, ci riporta un quadro molto simile a quello tarantino: “sino adesso – ha detto – sono arrivate 56.300 dosi, la consegna di questa prima tranche é conclusa con l’assegnazioni di vaccini tra medici e pediatri che stanno già vaccinando la popolazione più fragile. Contestualmente si sta procedendo con la vaccinazione agli operatori sanitari e poi sarà la volta delle strutture socio sanitarie private accreditate come case di cura, RSA, istituti di ricovero, ecc…42 mila dosi sono aspettate per la prossima settimana e tra il 23 e il 26 ottobre, arriveranno ancora 30 mila dosi destinate ai cittadini. Le priorità sono sempre le stesse: prima gli over sessantacinquenni, i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni e poi tutti quelli a rischio. Dal 1 novembre infine, come da circolare regionale, sarà la volta di chiunque vorrà vaccinarsi, pur essendo sano.

Quest’anno – ha concluso il dottor Termite – abbiamo il triplo dei vaccini, proprio per allargare la fascia di età con l’intento di coprire circa il 50% della nostra popolazione. A Brindisi abbiamo disponibilità teorica di 206mila dosi e quindi copriremo anche più del 50% se li utilizzassimo tutti, tenuto conto che la popolazione è di 393 mila abitanti.

Il sistema sanitario pubblico quindi si sta attrezzando, mentre le farmacie private per ora sono sprovviste dei vaccini. “Lo saranno – chiarisce Vito Montanaro – fino a quando il ministero non darà il via libera alla proposta fatta in commissione salute, ovvero quella di cedere il 5% dei vaccini acqusitati, alle farmacie private. La Puglia ha dato la sua approvazione, che tradotto significa cedere 150mila dosi, si tratterebbe solo di capire se queste saranno a pagamento per il cittadino o sarà a carico della regione. Più certo è invece il mutuo aiuto che la Puglia farà a favore della Basilicata alla quale cederà 20 mila vaccini e all’Abruzzo che aspetta di sapere quante dosi potrà ricevere dalla Puglia.

Roberta Grima
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