10 falsi miti sull’ipertensione

10 falsi miti sull’ipertensione

Mi accordo dell’aumento della pressione quando ho mal di testa, vertigini, senso di calore o rossore al volto.
Falso: l’ipertensione non si manifesta con sintomi, non essendo propriamente una malattia, ma un’alterazione dei meccanismi neuro – endocrini che regolano la pressione arteriosa. Invece fa danni gravi al cuore, alle arterie, ai reni, al cervello, agli occhi, in maniera subdola e per molto tempo asintomatica. Quando compaiono i sintomi relativi agli organi bersaglio, il danno è già fatto.

La pressione aumenta dopo i pasti
Falso: la pressione diminuisce nelle 2 ore successive ad un pasto, per il richiamo di sangue nei visceri impegnati nella digestione.

La pressione aumenta dopo uno sforzo
Falso: la pressione aumenta durante uno sforzo, in maniera proporzionale alla intensità dello sforzo stesso, ma ritorna alla normalità dopo pochi minuti di recupero.

La pressione va misurata dal medico o dal farmacista
Falso: la pressione va misurata in condizioni di completo riposo psico – fisico, che si può ottenere solo nella popria abitazione: in effetti l misurazione domiciliare della pressione, dimostra valori più bassi della misurazione effettuata nello studio medico o in farmacia. Pertanto le linee guida consigliano l’automisurazione della pressione arteriosa.

Gli strumenti automatici per la misurazione della pressione non sono affidabili, per cui bisogna usare lo sfigmomanometro a colonna + il fonendoscopio
Falso: i misuratori automatici sono più precisi, perché la procedura di gonfiaggio e sgonfiaggio del manicotto, viene eseguita costantemente secondo gli standard previsti, il che risulta impossibile con la procedura manuale, che introduce un inevitabile elemento di errore umano.

La causa dell’aumento della pressione è lo stress
Falso: il 90 – 95% delle ipertensioni sono dette in gergo medico “essenziali”, che significa senza una causa; il restante 5 – 10% è dovuta a cause renali o endocrine e sono dette ipertensioni “secondarie”, cioè dovute ad altre malattie, delle quali uno dei sintomi è appunto l’ipertensione.

La terapia anti-ipertensiva, va sospesa quando la pressione risulta normale o bassa.
Falso: la terapia serve a non far alzare troppo la pressione, non per farla scendere. Se si assume la terapia al mattino, anche se la pressione al momento è normale o bassa, si tagliano i picchi ipertensivi che si verificano più volte durante la giornata e si limitano le oscillazioni dei valori pressori. L’assunzione intermittente 2on demand” accentua invece le oscillazioni. La pressione sale, poi va giù per la terapia, poi sospendiamo e risale, e così via.

La terapia va sospesa durante i mesi estivi, perché la pressione scende con il caldo.
Falso: se la pressione scende nei mesi caldi, ciò è dovuto a disidratazione, per insufficiente re – introduzione dei liquidi persi con la sudorazione, per cui piuttosto che ridurre il dosaggio dei famraci, è meglioa gire sulla causa bevendo più acqua.

Sono troppo giovane per cominciare a curare la pressione elevata
Falso: l’ipertensione che insorge precocemente, è più grave sia perché dimostra un’alterazione più marcata dei sistemi di regolazione, sia perché agendo più a lungo, determina danni maggiori. Quindi merita un’attenzione particolare e una terapia adeguata.

La pressione bassa provoca debolezza e vertigini
Falso: secondo questa teoria, più aumenta la pressione, più aumenta la forza. In realtà l’aumento eccessivo della pressione, sovraccarica il cuore, che deve impiegare maggiore energia per far circolare il sangue in un sistema ad alta pressione e quindi dispone di una minore riserva di energia per l’attività fisica. D’altro canto l’ipotensione diventa sintomatica con la pressione sistolica inferiore a 80mm/Hg

A cura del dottor Giovanni De Rinaldis – specialista in cardiologia

Roberta Grima
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