Spesa farmaceutica: per risparmiare non basta la farmacia ospedaliera

Spesa farmaceutica: per risparmiare non basta la farmacia ospedaliera

Si potrebbe risparmiare una cosa come 50 milioni di euro, se solo si applicasse la legge 405 del 2001 che prevede, per il paziente dimesso da un reparto ospedaliero, il primo ciclo terapeutico di un mese, consegnato direttamente dalla farmacia dell’ospedale e gratuitamente. A dichiararlo il consigliere regionale Mario Conca, che critica il governo di Emiliano, per aver accumulato sprechi in sanità, senza adottare alcuna azione preventiva, arrivando a sforare il tetto massimo di 51 milioni di euro per la spesa dei farmaci.

La farmacia dell’ospedale
In Puglia si continua a sprecare a più non posso – afferma Conca – il rischio è che se non si rientra nel budget fissato, la regione non potrà uscire dal piano di rientro. Eppure qualcosa si potrebbe fare, secondo il consigliere del movimento 5 stelle: attuare la distribuzione del primo ciclo di terapia, al paziente che viene dimesso, direttamente dalla farmacia ospedaliera. In questo modo i farmaci costerebbero meno perché acquistati dalla regione a prezzo minore, rispetto alle farmacie territoriali che pagano di più i prodotti che poi in caso di esenzione del cittadino, devono essere rimborsati dal sistema sanitario regionale.

Le Asl hanno contratti solo per comprare medicine di marca, più costosi
C’è da dire però, che sino a poco tempo fa, questo discorso era praticamente inutile. Negli ospedali infatti, non c’era alcuna gara e contratto per l’acquisto di farmaci generici, da parte della regione, che li avrebbe pagati molto meno rispetto ai prodotti equivalenti di marca. Cosicché paradossalmente, il cittadino che sceglieva di fornirsi delle cure presso la farmacia privata, faceva pagare meno alla regione, perché poteva scegliere i medicinali generici e non di marca, che invece sarebbe stato costretto a comprare, se si fosse rivolto alla farmacia ospedaliera.
Fortunatamente le cose stanno cambiando e da poco il sistema sanitario regionale e quindi le asl, hanno attivato i contratti per comprare medicinali anche generici.

Risparmiare, investendo sul personale
Per gli addetti ai lavori però, ridurre la spesa farmaceutica significa anche fare una corretta dimissione e avere personale dedicato. Attualmente ovunque c’è carenza di organico, con conseguente difficoltà a garantire il servizio di distribuzione di farmaci, che deve essere fornito dal farmacista, il solo a poter consegnare le medicine al cittadino dimesso da un reparto. Nella farmacia dell’ospedale di Galatina per fare un esempio, c’erano 13 persone sino all’anno scorso. Tra poco andrà via la settima e poi seguiranno altre due. L’asl ha dato al momento delle sostituzioni di infermieri 60enni, brave e volenterose, ma che per una vita hanno svolto attività assistenziale e ora dovranno imparare ex novo quella amministrativa. Naturalmente diventa così più difficile rendere efficienti i servizi. Oltre a ciò, tutto il personale rimanente nella farmacia galatinese, è disabile, ha cioé un qualche esonero dal lavoro per disabilità più o meno grave. Serve il farmacista che firmi la ricetta, un infermiere, un amministrativo che paghi le fatture, che scarichi le bolle, che faccia gli ordini, una persona che metta a posto i prodotti. Spesso a svolgere queste funzioni è la stessa persona che quindi non riesce a dedicarsi alla distribuzione delle terapie ospedaliere, come vorrebbe.

C’è però una considerazione da fare, alla luce dei recenti studi fatti nelle regioni cosiddette virtuose: ovvero che la distribuzione della terapia da parte del farmacista ospedaliero, non darebbe poi un risparmio particolarmente significativo, ma si andrebbe a pari con le spese.

Per risparmiare, non basta la farmacia ospedaliera

Ciò perché a incidere sulla spesa farmaceutica, sono anche altri fattori: la prescrizione eccessiva di antibiotici e farmaci in genere, da noi per esempio, si fa un uso esagerato di eparina che viene prescritta anche quando se ne potrebbe fare a meno. C’è ancora una scarsa prevenzione che per troppo tempo ha contribuito a fare ammalare di più. Infine l’aumento della popolazione anziana, sempre più bisognosa di farmaci.

L’acquisto centralizzato partito solo da gennaio
La procedura delle gare centralizzate per gli acquisti di farmaci poi, sarebbe un metodo per contenere la spesa, ma secondo il consigliere Conca, è un iter che resta ancora al palo. In verità sappiamo che da gennaio 2019 le asl acquistano tramite piattaforma centralizzata Innovapuglia. Pochi mesi fa quindi, tanto da non poter vedere ancora gli effetti positivi sulla spesa, però si é finalmente avviata la centralizzazione degli acquisti.

Si lavora in emergenza
Il vero problema – dicono i farmacisti – è che si lavora sempre in emergenza, quando molte terapie andrebbero viste, analizzate con calma e allora dedicandoci potremmo fare risparmio, ma se dobbiamo fare gli ordini, le fatture, le bolle ecc… diventa difficile poter leggere attentamente le terapie, accertare le ricette e le prescrizioni affinchè siano corrette prima di consegnarle al paziente.

Roberta Grima
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