Regione Puglia e OMS insieme per Taranto. 150 mila euro per lo studio ambientale

Regione Puglia e OMS insieme per Taranto. 150 mila euro per lo studio ambientale

150 mila euro, tanto costerà ai pugliesi la collaborazione tra Regione Puglia e l’organizzazione mondiale della sanità. Una collaborazione per raccogliere ulteriori dati e informazioni sull’inquinamento ambientale, l’impatto sanitario nella città di Taranto. Un passo importante – fanno sapere dalla Regione – siglato ieri a Roma, tra le parti interessate, per fare una precisa valutazione ambientale e dare finalmente risposte chiare alla cittadinanza. Il che si sarebbe già dovuto fare – sottolinea il movimento 5 stelle – considerato che la Puglia ha come riferimenti in tal senso l’ARPA e l’Asl che dovrebbero parlare tra loro. “Questa collaborazione tra Regione e OMS – evidenzia il consigliere pentastellato Marco Galante – appare come un voler mettere in discussione le analisi fin qui adottate tra le due istituzioni locali sanitarie.

La collaborazione tra Puglia e OMS, iniziata già nel 2016, nasce dalla richiesta della gente, che vive con incertezza e preoccupazione la realtà sanitaria a Taranto. Si chiedono dati più dettagliati, una lettura dei dati stessi con un’interpretazione quanto più obiettiva e corretta possibile, chiarezza sui risvolti giudiziari che la situazione ambientale di Taranto ha provocato.

Un parere non vincolante, ma costoso
Peccato che la valutazione ambientale e sanitaria che verrà fuori – dicono dall’opposizione del governo pugliese – non avrà alcun valore vincolante. “Sarà difficile – dichiara Marco Galante, consigliere regionale del movimento 5 stelle – che la si possa applicare, dal momento che il parere degli esperti, non sarà vincolante, visto che non è prevista alcuna attivazione e vincolo in tal senso, da nessuna legge. Eppure la valutazione ambientale che verrà stilata, ci costerà 150 mila euro. Questo accordo – continua l’esponente grillino – serve solo a Emiliano per farsi pubblicità, strumentalizzando il dolore e le preoccupazioni dei cittadini di Taranto. Città in cui non ha neanche avuto il coraggio di presentare questa collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), scegliendo invece, per inspiegabili motivi, di farlo a Roma”.

Presenti anche le istituzioni nazionali
La sinergia tra i due enti – dicono invece da Bari – mira ad arricchire il gruppo di lavoro, di tutte le competenze sul campo, sia regionali che dell’OMS, affinché si possa operare sinergicamente, con l’insostituibile contributo delle istituzioni sanitarie nazionali, in primis il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ISPRA, oltre che di quelle ambientali”, spiega Francesca Racioppi, Direttore del Centro Europeo Salute e Ambiente OMS.

Ognuno mette le proprie competenze.
“Non si tratta di una iniziativa che vuole delegittimare le strutture regionali- commenta l’ingegnere Barbara Valenzano, Direttore del Dipartimento regionale per l’ambiente – ma piuttosto di una forma di collaborazione, tesa a definire l’impatto sanitario, che deriva dalle fonti antropiche presenti sul territorio di Taranto.

Studiare una possibile decarbonizzazione
Oggetto specifico della collaborazione tra Regione Puglia e gli Uffici europei dell’OMS, é la realizzazione di una Valutazione d’Impatto Sanitario per la città di Taranto, relativamente agli scenari del piano di decarbonizzazione proposto dalla Regione, a partire dai livelli produttivi, autorizzati all’acciaieria Arcelor Mittal, nonché valutazioni d’impatto cumulativo”.

Emiliano
“Con tale iniziativa – ha aggiunto il presidente Emiliano – la Regione Puglia, nella dimensione europea che attualmente la caratterizza su questi temi, intende offrire anche ai livelli tecnici nazionali, un contributo di sicuro rilievo, come quello dell’OMS, per giungere entro un anno a una più completa e aggiornata valutazione della situazione sanitaria di Taranto. In tal modo si potrà essere in grado di fornire anche al Governo, ulteriori strumenti conoscitivi. Verrà quindi raccolto più materiale e informazioni sull’impatto sanitario di Taranto, nella direzione indicata dalle strategie europee di cui la Puglia punta a diventare meta-modello, per l’uscita dall’economia del carbone”

https://drive.google.com/file/d/1VhobutdB7zrePBp1UaWlgwMyqS9CJQjO/view

Roberta Grima
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