Presentazione dei COrO (centri orientamenti oncologici)

Presentazione dei COrO (centri orientamenti oncologici)

“Dopo 12 anni di presa in giro, la Puglia finalmente ha attivato la rete oncologica. Bene o male questo si vedrà, ma intanto c’è.” Così ha esordito il vice presidente della FAVO (federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia), Francesco Diomede, durante la presentazione della rete oncologica dell’Asl, nell’open space di palazzo Carafa. “E’ normale che le criticità ci siano – ha detto – non si può pretendere che da un gionro all’altro il sistema di presa in carico dei pazienti oncologici funzioni al top, siamo in una fase in itinere, ma se ognuno fa la propria parte con spirito di collaborazione, allora si può migliorare e crescere.”

Le criticità
I problemi ci sono e tanti, uno tra tutti la difficoltà ad ottenere il certificato di invalidità, per ricevere poi protesi, sedie a rotelle, ecc…sembra un’impresa e questo perché molto spesso nella commissione che valuta lo stato di salute, per dare l’invalidità o meno, manca proprio la figura dell’oncologo, ritenendo che il medico dell’INPS, sia un tuttologo. Proprio dopodomani – ha annunciato Diomede – la Regione Puglia emanerà una delibera per l’istituzione del certificato oncologico introduttivo, grazie al quale, sarà possibile ottenere l’invalidità oncologica, con la sola visita specialista, senza i vari passaggi dal medico curante, alle commissioni Asl e poi INPS.”
La mobilità passiva
Come si sta affrontando questa problematica, così si dovrà far fronte a quella relativa ai viaggi della speranza. I pugliesi vanno ancora fuori regione per curare il cancro. “E’ un problema culturale – ha detto Gaetano Di Rienzo, primario della chirurgia toracica del “Vito Fazzi”. Nella Chirurgia Toracica di Lecce, facciamo interventi mini-invasivi d’avanguardia da anni, oltre 500, eppure vi sono molti leccesi che continuano a farsi curare fuori regione e non sempre con esiti positivi.” E’ anche una questione organizzativa. Ci sono le professionalità, in alcuni casi le eccellenze, ad ogni modo ci sono professionisti in grado di curare le malattie neoplastiche. Non è sempre vero che il nord sia migliore del sud, ma é vero che noi abbiamo tanti problemi.” A partire dalla iniqua ripartizione del fondo nazionale sanitario, per cui oggi la Puglia si ritrova con 400 milioni di euro in meno, rispetto all’Emilia Romagna che conta lo stesso numero di abitanti.

I soldi che manda lo Stato non bastano
“Il governo però – ha sottolineato l’ex deputato Rocco Palese, presente all’incontro – pretende che si garantiscano i livelli essenziali di assistenza, senza ricordare che la Puglia non ha risorse sufficienti. Siamo in piano di rientro e per anni non abbiamo potuto assumere medici e infermieri. L’autonomia regionale differenziata – ha continuato Palese – é servita solo a mettere in ginocchio il sud dell’Italia a favore del nord, che si arricchisce con la salute dei nostri cittadini. E’ un gioco pericoloso che deve essere fermato dalle regioni meridionali, che devono pretendere uguali regole per tutti: nord e sud, equa ripartizione delle somme in primis. Alla sanità pugliese – ha concluso Palese – mancano all’appello 2 milioni e settecentomila euro.”

“E’ bene che i nostri politici si uniscano per difendere la Puglia, in gioco c’è la nostra sanità e la salute dei pugliesi. Non ci devono essere strumentalizzazioni partitiche, ma in questo tutti i politici devono essere uniti in difesa del nostro sistema sanitario.” E’ l’appello di Diomede.
E’ da ammettere anche che c’è del lavoro da fare, se è vero che la mortalità di pancreasectomia, nel sud é tre volte maggiore rispetto ai centri del nord. Ci stiamo mettendo mano – ha detto Gianmmarco Surico – per ridurre questi numeri, molto però si sta facendo, perché c’è la volontà politica di invertire la rotta.

Non è un caso – ha evidenziato Surico – che la Puglia è l’unica regione meridionale ad aver attivato la rete oncologica e i centri di orientamento oncologico (COrO). 18 sono i centri di riferimento ai quali possono rivolgersi i pazienti oncologici, per essere indirizzati sul percorso giusto. Tutti i centri sono collegati ad un numero telefonico verde, per ricevere informazioni (800185003), valido per tutta la regione Puglia. Si tratta di centri dove il cittadino potrà essere indirizzato su dove recarsi ed essere preso in carico da un gruppo multidisciplinare, che garantisca tutti quei servizi necessari al caso, senza dover ogni volta fare una prenotazione.

E’ bene sottolineare – ha detto Surico – rispondendo alla domanda di una paziente oncologica, che non ha potuto avere la prenotazione per una risonanza magnetica con contrasto – che i COrO non sono centri di prenotazioni e quindi uno strumento per abbattere i tempi di attesa, per quei pazienti oncologici che non possono aspettare, ma sono punti di riferimento per essere seguiti da una squadra di più specialisti”.

“Chi invece vuole solo la prenotazione di un esame – ha chiarito il dottor Surico – allora dovrà rivolgersi al CUP e qui si scontra con i tempi che non sempre sono compatibili con le esigenze. Il dottore Rollo però – ha concluso l’oncologo – sta lavorando molto su questo.”

“A supporto dell’Asl, ci sono le strutture private convenzionate – ha detto il commissario dell’azienda sanitaria Rodolfo Rollo. In sala c’era infatti il titolare dell’istituto oncologico Calabrese. “Lì dove l’azienda sanitaria non riesce a velocizzare i tempi, vengono acquistati dei servizi ai privati convenzionati, per rispondere al meglio ai cittadini. Il modello della rete oncologica, impegna più reparti, più aree, a partire dalla refertazione dell’Anatomia Patologica che ha velocizzato i tempi delle prestazioni. Abbiamo fatto i conti con le importanti liste d’attesa presenti per gli esami delle grandi macchine e ci siamo messi in pari – ha detto Rollo – per permettere al COrO di poter erogare la prenotazione diretta, con priorità clinica di 72 ore, al paziente ricoverato, ma anche a quelli che entrano comunque nel circuito. Vi rientrano anche le strutture private, che devono giocare un ruolo suppletivo rispetto al pubblico e non sostitutivo.

Il ruolo dei privati
La prossima settimana faremo questi nuovi contratti proprio con le strutture private, un capitolo che va affrontato ad invarianza di risorse, ma con economie che vanno ri-orientate sulle evidenze epidemiologiche e sui percorsi tracciati”. “Il fattore cruciale – ha sottolineato ancora Rollo – sta nella risposta rapida che il COrO può offrire al paziente, ma è necessario anche migliorare nell’acquisizione di “teste” e competenze nei reparti chirurgici, anche con casistiche importanti nella rete degli ospedali, non solo a Lecce.”

I PDTA
Altro aspetto di particolare rilevanza è la definizione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) per ciascuna delle principali patologie tumorali (polmone, prostata, mammella, colon retto, utero), in ambito oncologico regionale, che saranno varati nei prossimi giorni al termine di un importante lavoro preparatorio.

Centri di Orientamento Oncologico (COrO) Area Salentina – contatti
Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce – 329 3190451
Ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano – 329 3190452
Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli – 329 3190453
Ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano – 329 3190454
Ospedale “Cardinal Panico” di Tricase – 0833 1830657

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
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