Lettera al ministro Speranza perché si riveda il piano ospedaliero

Lettera al ministro Speranza perché si riveda il piano ospedaliero

Una lettera durissima inviata al ministro della salute Roberto Speranza, é quella del segretario provinciale della CISAL Giovanni D’ambra, che scrive nella missiva, dell’illegittimità del riordino ospedaliero della Regione Puglia. “Una situazione grave – scrive il sindacalista – che merita di essere vagliata con la dovuta attenzione e che non può essere riportata in poche righe. Voglio però ricordare – si legge nella lettera – che la redazione di un piano di riordino ospedaliero, (persino bocciato per ben due volte dalla terza commissione sanità, che vanta al suo interno la stessa maggioranza regionale), è avvenuto con la gravissima violazione di una Legge Regionale vigente, (la n.4 del 2010), che fissa l’imprescindibile adozione dell’Atto Aziendale.”

Fissare prima gli obbietivi e poi prendere le decisioni
Più volte D’ambra aveva segnalato la presunta illegittimità del riordino ospedaliero, che sarebbe dovuto nascere dopo l’approvazione degli atti aziendali delle varie asl pugliesi. Sostanzialmente il governo pugliese avrebbe dovuto prima conoscere le esigenze dei territori dalle asl, proprio tramite gli atti aziendali da approvare o meno, cosa loro proponevano di fare e quali servizi offrire all’utenza e alla luce di quanto proposto, adottare o eventualmente “correggere” gli atti aziendali e quindi poi riorganizzare la rete dei servizi ospedalieri. Per D’ambra tutto ciò é stabilito nella legge pugliese, il che avrebbe, secondo il sindacalista, un senso perchè stabiliva una preventiva programmazione degli obiettivi da raggiungere.

Una verità parziale
“La Regione Puglia – continua l’esponente della CISAl – ha inviato al Ministero solo notizie che riteneva, per essa, più utili.
Gli esponenti della Giunta Regionale, avrebbero deliberato cose che non potevano essere fatte, perchè decise prima che venissero adottati gli atti aziendali delle asl e l’esempio più eclatante – si legge nella lettera – è aver individuato e posto come 1° livello, strutture ospedaliere che, all’atto delle scelte, non avevano i requisiti che il DM 70/2015 richiede.

Nell’asl leccese, sarebbero stati individuati come ospedali di primo livello quelli di Gallipoli e Scorrano -evidenzia D’Ambra – a danno dell’unico nosocomio dichiarato intermedio della provincia salentina, perché in possesso dei requisiti, ovvero Casarano.”

L’appello al ministro
“Riteniamo – dichiara D’Ambra – che ha preso piede, purtroppo, un oscuramento della verità che si sta radicando nel nostro tessuto sociale; ed è un problema che coinvolge un’intera politica con i suoi rappresentanti.
Mi appello – conclude il segretario della CISAL – al ruolo centrale del Ministero per le funzioni e gli obiettivi che istituzionalmente persegue e alle prerogative del Suo ruolo e, per quanto esposto, se non ritenga di dover intervenire con incisive iniziative di competenza, affinché venga ripristinato il buon funzionamento della sanità nella Regione Puglia ed in tutte le sue asl. Nell’esclusivo interesse dei suoi Cittadini e di tutti gli Operatori Sanitari.

Roberta Grima
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