La Puglia si prepara al picco, tre infettivologi coinvolti dal COVID-19

La Puglia si prepara al picco, tre infettivologi coinvolti dal COVID-19

“Mercoledì – ha detto il presidente Emiliano – verranno assunti 2.500 circa tra medici e infermieri. Queste assunzioni erano già previste da un concorso – ha aggiunto il governatore – abbiamo trovato i soldi e ora avvieremo le procedure di assunzione, si tratta forse del più grosso concorso in sanità con 17 mila partecipanti.

Infettivologa ricoverata per COVID-19
Nel frattempo che si aspettano i rinforzi, medici, infermieri, oss e personale parasanitario, lavorano allo stremo. Gli ospedali sono al limite, é di ieri la notizia di una infettivologa ricoverata per COVID-19, nel reparto di malattie infettive di Lecce, con una polmonite. Un’altra dottoresa dello stesso reparto é sospetta, si attende il risultato del test, così come per un terzo infettivologo che avrebbe avuto contatti con la collega, per il quale si parla del suo autoisolamento, seppure senza sintomi.

Tampone a tutto il personale ospedaliero di Copertino
Si ammalano dunque anche i medici e chi ci assiste, ricordiamo che ci sono due equipaggi 118 dell’asl leccese in quaratena da giorni, un tecnico e un radiologo del “Vito Fazzi” in isolamento, a Copertino dove si é registrato un focolaio di COVID-19, il presidente dell’ordine dei medici Donato De Giorgi ha chiesto di sottoporre al tampone tutto il personale ospedaliero, prima che torni a lavorare nel nosocomio che diventerà struttura dedicata ai pazienti POST COVID, ovvero quelli in fase di guarigione.

Dunque in questo momento il personale medico e infermieristico rischia in prima persona, sopratutto adesso che é previsto il picco massimo di contagiosità. Ecco perché l’assunzione di nuove figure, è una delle più urgenti necessità per combattere il virus e dare il cambio a chi va in quarantena o peggio ancora si ammala. Necessità che va di pari passo all’altra emergenza del reperimento di posti letto, dove poter collocare gli ammalati. I reparti di terapia intensiva non hanno più posto, così come gli infettivi che sono al collasso e si vedono costretti ad extralocare pazienti in altri reparti.

Un silenzio assordante
Proprio ieri mattina ci sarebbe stata una riunione all’aperto sulla situazione degli infettivi del “Vito Fazzi”, il cui contenuto non è stato reso noto. Il direttore di presidio Giampiero Frassanito contattato, si dice all’oscuro perchè assente alla riunione in quanto ammalato, così i vertici dell’asl sono blindati e non parlano, l’ufficio stampa non sa dirci nulla. Un silenzio assordante proprio quando invece cittadini, ma sopratutto dipendenti ospedalieri chiedono chiarimenti alla propria azienda.

La Regione acquisirà informazioni sul contagio negli infettivi di Lecce
Aspettiamo la prossima settimana dunque, per sapere se c’è un comunicato ufficiale che chiarisca come sia avvenuto il contagio nel reparto infettivi del “Fazzi”, che avrebbe coinvolto tre medici. Parallelamente abbiamo sentito il direttore regionale del dipartimento della salute Vito Montanaro, il quale cercherà di acquisire informazioni in merito, prima di esprimersi. “Certo – ha detto – può accadere ovunque un contagio, vista la situazione incandescente, con tanti ricoveri e molte richieste.”

La rete dell’emergenza
“Proprio per questo stiamo allestendo – ha aggiunto Montanaro – gli ospedali di appoggio. Ovvero creare una rete tra nosocomi COVID, POST COVID e NO COVID. Il sisema ospedaliero per emergenza verrà presentato ufficialmente domani – ha detto Montanaro – Si tratta di attivare strutture ospedaliere COVID, ovvero dedicate a tutte le persone infette e che necessitano di terapia intensiva, quelle post COVID, sono quegli ospedali dove collocare coloro che affetti dal virus, guariscono, ma hanno bisogno ancora di cure e assistenza ospedaliera ed è bene che stiano comunque isolate dal resto degli altri pazienti e poi gli ospedali di tutti i giorni che non possono fermarsi in questa pandemia, i NO COVID.”

Ospedale di Copertino per il dopo COVID-19
Nel Salento in queste ore si stanno concludendo le opere di bonifica nell’ospedale di Copertino, prima di collocare quegli ammalati di COVID-19 oramai fuori pericolo, ma che devono essere controllati in isolamento. La decisione però non piace al personale ospedaliero che non ha formazione infettivologica e non è pronto né atrezzato per affronare un’epidemia di questo genere.

Un’intero piano COVID nell’ospedale dove ci sono infettivologi
Non solo, ma si è posto il problema se la scelta di spostare a Copertino quei pazienti che stanno uscendo dall’infezione, attualmente ricoverati al “Fazzi”, sia davvero la scelta migliore, visto che nel nosocomio copertinese non ci sono infettivologi. Se c’é la necessità di creare posti letto, perchè non trasferire altri pazienti per i quali a Copertino ci sarebbe personale preparato e lasciare quelli colpiti da COVID-19, a Lecce? Si potrebbe così avere in un solo ospedale con la presenza di infettivologie e non solo, gli ammalati più gravi da COVID nella terapia intensiva, quelli accertati nel reparto di malattie infettive e nell’ala eventualmente liberata, le persone in fase di guarigione.

Nel barese c’è Terlizzi per i pazienti COVID in guarigione.
Anche nel barese è stato individuato l’ospdale POST COVID a Terlizzi. La ASL Bari ha quindi stabilito l’impiego degli attuali 20 posti letto di medicina del “Sarcone” di Terlizzi, come lungodegenza post-acuzie, nonché la destinazione dei posti letto di pneumologia, fino a un massimo di 20, alla riabilitazione pneumologica per i pazienti che escono dal COVID -19, che però hanno bisogno di recuperare appieno le funzioni respiratorie. Per questo è previsto anche il mantenimento delle attività di riabilitazione cardiologica, che dispone di altri 10 posti letto. Prevista inoltre, la cessazione delle attività di pronto soccorso a partire dalle ore 8 di domani, con la contestuale attivazione di una ulteriore ambulanza medicalizzata del 118 (tipo Mike), in grado di offrire una risposta più efficace e sicura alle esigenze straordinarie dettate dall’emergenza in corso.

Sino a 70 posti letto a Terlizzi
E’ in atto il potenziamento dell’ospedale terlizzese con risorse umane dedicate e attrezzature, perché diventerà punto di riferimento della fase post acuzie di gestione COVID-19, e pertanto, le attrezzature già presenti (macchine di cpap-bpap) serviranno per affrontare questa fase di gestione. Attualmente sono già disponibili 50 posti letto post-acuzie che, progressivamente, saranno incrementati almeno sino a 70.

1000 infetti nel Salento, a fine mese.
La Puglia dunque si sta preparando al peggio. E’ previsto infatti un avanzamento del virus, non é escluso che a fine mese si arrivi nella sola provincia di Lecce, tra i 600 e i 1000 infetti, con una trentina di ammalati. Sopratutto dopo l’arrivo di 1500 persone che dal nord sono giunte nella regione pugliese tramite treno. “E’ una cosa legittima – ha detto Emiliano – il decreto del Governo lo prevede, è gente che torna nel suo domicilio, gente che si era spostata per studio o lavoro.”

16mila rientrati dal nord nella Puglia
Ai 1500 vanno aggiunti coloro che sono rientrati in Puglia tramite auto. Poi ci sono i cittadini scappati dal nord nelle scorse settimane, “in tutto in questi giorni – ha concluso il presidente della Regione – si sono autosegnalati 16 mila pugliesi provenienti dal settentrione, sul sito regionale. Questi si sono messi in quarantena.” Che garanzia abbiamo che sia così? I controlli a campione che si fanno, funzionano?

Sopratutto che senso ha far rientrare i cittadini dal nord, se ci dicono che dobbiamo stare a casa per evitare di far circolare il virus? Proprio ora che è previsto il picco della diffusione del COVID-19, che si sta spostando velocemente, contagiando in maniera esponenziale’ “Questi spostamenti dal nord verso il sud – ha affermato l’epidemiologo Luigi Lopalco – non aiutano, anzi é come mettere le gambe al virus e farlo circolare.”

Roberta Grima
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