“Io direttore del Dea ?” Notizia falsa per Rocco Palese. “Do solo un supporto”

“Io direttore del Dea ?” Notizia falsa per Rocco Palese. “Do solo un supporto”

Notizia priva di fondamento quella della nomina a direttore del Dea. Cosi Rocco Palese smentisce categoricamente quanto apparso sulla stampa che lo vorrebbe nuovo manager del dipartimento di emergenza.

“Notizia falsa – ha chiarito Palese – Il Dea e’ un’ estensione del “Vito Fazzi“, un tutt’uno con l’ospedale di Lecce anche se si tratta di due edifici distinti, sono sotto la medesima direzione medica, quindi del dottor Frassanito.” In effetti la logica adottata dall’asl é stata proprio questa anche nell’affidamento di servizi, estendendo di fatto i contratti per i servizi nel Dea, alle ditte che lavorano nel nosocomio di Lecce, come se fossero appunto un’unico plesso. Estensioni che non hanno quindi comportato alcuna gara o selezione.

Quanto alla direzione medica dell’ospedale, c’é da dire che l’attuale direttore del “Vito Fazzi”, Giampiero Frassanito a breve dovrebbe raggiungere l’eta’ pensionabile e l’eventualità di una nomina a questo punto nell’ospedale “Vito Fazzi”, si estenderebbe al Dea, se é vera la logica seguita dall’asl come riferisce Palese.

“Se dovessi essere scelto comunque – continua – non potrei accettare, io sono a capo delle sale operatorie di Gagliano dove ogni giorno bisogna stare sul pezzo, per affrontare tutte le situazioni che si verificano in questa fase post Covid. Sono adesso impegnato con la ripresa dell’attività e in particolare del day service di oculistica.”

Palese quindi esclude una sua possibile nomina alla direzione del Dea, ma ammette di far parte di una task force per dare il suo supporto all’organizzazione del dipartimento di emergenza.
Poco prima che scoppiasse il clou dell’emergenza – ci ha riferito Palese – il direttore Rollo mi ha chiesto una mano per organizzare il Dea come ospedale Covid. A Gagliano eravamo fermi e ho colto senza oneri e incarichi extra istituzionali, l’invito di Rollo. E’ stata dura, quando sono entrato per la prima volta qualche mese fa, non c’era nemmeno il pavimento pronto. Abbiamo fatto le notti, soprattutto per creare i percorsi distinti, forse la cosa più difficile da realizzare e per fortuna e’ andata bene.”

In effetti Rocco Palese é stato più volte visto nel Dea al fianco del direttore generale ad Aprile scorso, con loro anche il figlio dello stesso direttore Rollo, che in qualità di ingegnere clinico avrebbe dato un supporto nella gestione di quella che poteva essere un’emergenza ben più grave di quella che è stata nel nord. “Si parlava della possibilità – ricorda Palese – che la pandemia potesse arrivare nel sud con la stessa entità di quella registrata nel settentrione, si doveva fare in fretta per arrivare pronti e limitare i danni.”

“Adesso sto riprendendo la direzione delle sale operatorie del PTA di Gagliano e al contempo continuerò a dare il mio contributo per la fase 3 del Dea, che vede la sua attivazione come dipartimento di emergenza. Per due volte a settimana – dice – mi reco a Lecce per fare il punto e capire come affrontare le diverse problematiche che emergono man mano.”

La cardiologia e’ gia’ pronta, si sta procedendo ma non e’ facile, va fatto un cronoprogramma soprattutto per lo spostamento dei pazienti. Resta comunque confermata l’idea di lasciare il 4 piano zona Covid, mentre la pneumologia che da un mese si trova al primo piano e’ possibile che rimanga sino a fine luglio – dice Palese – proprio in previsione dell’eventuale Covid.” In realtà proprio in queste ore stanno trasferendo i pazienti della pneumologia dal Dea al “Fazzi”.

Nel frattempo si stanno riprendendo i lavori per il tunnel del collegamento tra “Fazzi” e Dea. Il 18 giugno chi dovrà accedere al pronto soccorso dell’ospedale di Lecce, potrà farlo dal Dea – fanno sapere dall’asl – proprio per i lavori che si dovranno eseguire, si è pensato ad un percorso alternativo per consentire libero movimento alla manovalanza.

Intanto si aspetta l’approvazione della Regione Puglia che dovrà decidere sulla rete Covid, in particolare sulla proposta dell’asl di fare il 4 piano del Dea zona Covid

Roberta Grima
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