Il consiglio pugliese vota l’ospedale pediatrico a Lecce

Il consiglio pugliese vota l’ospedale pediatrico a Lecce

Un primo tassello è stato posto, per la realizzazione di un ospedale pediatrico a Lecce. Si tratta della mozione presentata dal consigliere del pdl Saverio Congedo, firmata da diversi suoi colleghi, mozione che è stata approvata bipartisan dal consiglio regionale. Nel documento, si chiede al governo pugliese, l’attivazione di un tavolo tecnico con le parti coinvolte (Asl e associazione Triacorda), per discutere la fattibilità del progetto.

L’idea nasce dal lavoro dell’associazione salentina Triacorda e consiste nel creare un ospedale pediatrico, non costruendo materialmente l’edificio o ristrutturandone uno vecchio, come si pensò un anno fa, bensì mettendo insieme più specialisti che, lavorando attorno al bambino malato, possano garantire assistenza completa di tutti i servizi necessari, senza costringere il piccolo a girare per più e diversi medici, a volte anche fuori regione. Dunque una razionalizzazione delle risorse umane già esistenti sul territorio e dislocati in più nosocomi. L’idea sembra buona, sia perché darebbe una risposta più completa all’utente, sia perché sarebbe a costo zero per le casse dell’Asl e della Regione. Come più volte è stato detto dal presidente di Triacorda Antonio Aguglia, non si chiede né assunzioni di personale in più, né posti letto in più, ma semplicemente di riorganizzare l’esistente. Se così è allora, non si capisce perché l’Asl non abbia da subito messo in pratica questo modello assistenziale, visto che l’organizzazione sanitaria non è vincolata dalla Regione.

Certo con una benedizione politica, la strada dovrebbe essere ora più spianata e allora a questo punto si spera che l’ospedale pediatrico faccia anche da apripista per altri servizi che possono essere offerti in maniera più completa. E’ il caso per esempio di tutta l’oncologia per cui un paziente neoplastico, potrebbe trovare, così come vuole Triacorda per i bambini, l’oncologo, lo psicologo, il chirurgo, l’ecografista, ricevendo tutte le prestazioni necessarie, senza perdite di tempo, tra prenotazioni di esami, visite, prelievi. Naturalmente è necessaria una programmazione, stabilire giorni, orari, spazi, in cui i singoli primari dei vari reparti, cedano lo specialista perché possa offrire la sua professionalità per questa collaborazione multidisciplinare, che consente di creare un vero e proprio percorso, dove il bambino con un solo accesso, una sola prenotazione, ha tutte le risposte necessarie.

Serve però scardinare una mentalità chiusa di alcuni medici che non sono propensi a condividere e a collaborare, preferendo coltivare il proprio ambito di attività. Sta ai vertici dell’Asl assolvere a questo compito, per il bene dei bambini nel caso specifico dell’ospedale pediatrico, per il bene dei malati se si vuole esportare il modello anche per altri servizi assistenziali. Tenendo conto che esistono professionalità mediche di alto livello, che darebbero tanto alla comunità e all’azienda sanitaria, se solo venissero meglio “sfruttate”

Roberta Grima
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