Concorso senza preselezione, per chi ha 3 anni di lavoro dopo il 31/12/17

Concorso senza preselezione, per chi ha 3 anni di lavoro dopo il 31/12/17

Si cercherà di eliminare eventuale preselezione per tutti quegli operatori socio sanitari, che sono già in servizio presso la stessa asl, hanno maturato i tre anni di attività, ma dopo il 31 dicembre 2017. E’ il caso dei 45 oss di Lecce, che ieri pomeriggio hanno incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico Mino Borraccino, al quale hanno lamentato di rimanere fuori dalla stabilizzazione prevista dal decreto Madia. La delegazione, ha chiesto che i lavoratori possano godere del tempo indeterminato, senza vedersi costretti a fare un’altra selezione, avendone già superata tempo addietro, con tanto di prova scritta e orale e quindi di avere direttamente la stabilizzazione, visti i tre anni di servizio maturati, sebbene dopo il 31/12/2017.

“Purtroppo la legge Madia – ha detto l’assessore – è una legge dello Stato e come Regione possiamo fare ben poco, la norma é chiara: verranno stabilizzati coloro i quali, hanno compiuto i 36 mesi di lavoro entro e non oltre il 31/12/2017. Dunque anche i 45 oss leccesi, dovranno fare il concorsone di Foggia, per sperare di essere assunti a tempo indeterminato. Tuttavia una strada preferenziale ci sarebbe, visto che lavorano tutti nella stessa asl da oltre circa tre anni, ovvero: reclamare il diritto dei posti riservati, pari al 10% di quelli che l’asl leccese mette a disposizione, nel caso specifico – ha sottolienato Borraccino – dovremmo esserci anche con i numeri, visto che Lecce mette in riserva 45 posti. Se così é, si potrebbe evitare un’eventuale preselezione per accedere al concorso, avendo i lavoratori in questione, già fatto una selezione e avendo già lavorato, non avrebbe neanche tanto senso sottoporre gli oss, ad un’ulteriore valutazione.” A conferma di ciò, anche il parere espresso dal sindacalista Pierpaolo Volpe della funzione Pubblica CGIL Taranto, colui tra i quali portarono all’attenzione delle istituzioni europee, il caso dei precari dell’Asl tarantina, non stabilizzati, nonostante contratti a tempo prorogati per anni.
Volpe, che ha parlato in vivavoce con Borraccino e la delegazione – ha poi sottolineato che una soluzione strategica potrebbe essere quella, di espletare il concorsone di Foggia con il diritto alla riserva, senza però la preselezione, in nome dell’articolo 35 comma 3 lettera D del decreto.

Su questo l’assessore ha preso l’impegno di confrontarsi la prossima settimana con il direttore del dipartimento regionale della salute, Giancarlo Ruscitti, che aveva già incontrato la settimana scorsa i 45 oss di Lecce. Su questo aspetto i sindacati esprimono parziale soddisfazione. Dario Cagnazzo della FSI ricorda la legge europea che sancisce l’obbligo di stabilizzare i lavoratori precari, una volta superati i 36 mesi di servizio. Così come ricorda che il prossimo 23 ottobre si dovrà esprimere in udienza pubblica, la Corte Costituzionale in merito alla conversione dei contratti oltre i tre anni, da tempo determinato a indeterminato.

La Corte Costituzionale infatti, dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da alcuni lavoratori al giudice del lavoro di Foggia, perché avevano prestato servizio a tempo determinato presso l’istituto zooprofilattico sperimentale per la Puglia e la Basilicata, per più di trentasei mesi, svolgendo mansioni equivalenti. Per questo i ricorrenti chiedevano la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato, a tempo in indeterminato con conseguente reintegrazione nel posto di lavoro da cui sarebbero stati illegittimamente estromessi, alla cessazione dell’ultimo contratto a tempo determinato. Una situazione sulla quale si dovrà esprimere la Consulta, facendo giurisdizione anche per tanti altri lavoratori precari, proprio come i 45 oss leccesi che lavorano da oltre 36 mesi su posto vacante e che non dovrebbero più avere proroghe, avendo superato i tre anni di servizio.

Roberta Grima
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