Cliniche private dimettono per ferie

Cliniche private dimettono per ferie

Cliniche private a mezzo servizio. Molte delle strutture dove l’asl salentina compra in convenzione prestazioni mediche, in questo periodo di agosto, lavorano in modo ridotto. Eppure la sanità privata dovrebbe colmare le lacune del pubblico o almeno così spesso hanno raccontato i nostri amministratori. La sanità privata dovrebbe intervenire laddove la sanità pubblica non arriva, e non fungere da doppione. La realtà é però un’altra: i tempi di attesa, giusto per fare un esempio, sono ridotti spesso solo dietro pagamento, ma se le prestazioni sono acquistate dall’asl, così non dovrebbe essere.

Il punto è che il budget che viene dato alle strutture private, non sarebbe sufficiente a smaltire in convenzione tutte le richieste che giungono nei centri convenzionati – accreditati.

Il problema non riguarda però soltanto le liste di attesa, ma un pò i servizi in generale. Stando a sentire le dichiarazioni di medici ospedalieri di Galatina, Copertino, Lecce, nel periodo di agosto soprattutto, quando la popolazione aumenta per la presenza di turisti, molte cliniche dirottano tutto agli ospedali pubblici, anche quando i casi non presentano complicanze tali, da richiedere l’intervento ospedaliero, che già arranca di suo.

Pazienti dirottati dalla cliniche agli ospedali, per ferie estive.
Sul problema é intervenuto anche il COBAS che nei giorni scorsi, ha fatto sapere alla direzione dell’asl e al presidente Emiliano, nell’ultimo incontro avuto a Bari, che le strutture private, hanno di privato solo la gestione, il sindacato ha evidenziato proprio come nel mese di agosto, molte centri convenzionati chiudono per ferie e questo non sarebbe ammissibile visto che si tratta di centri pagati con soldi pubblici. Alcune strutture poi – scrivono i COBAS – hanno pensato di mandare dei pazienti negli ospedali pubblici, per la degenza, dopo averli operati proprio un giorno prima della chiusura estiva. Naturalmente non trasferendoli, ma dimettendoli, per poi farli ricoverare ex novo. In questo modo non hanno perso il DRG, il rimborso delle prestazioni mediche erogato dalla Regione, tramite l’asl.

Si dimette troppo in fretta
Dimettere chi non sarebbe dimissibile, per poi far ricoverare nei nosocomi pubblici, sembrerebbe oramai una prassi consolidata, da parte di alcune strutture private. Uno degli ultimi episodi, quello della signora uscita da una clinica, con tre drenaggi alla pancia, per essere ricoverata poi nel nosocomio di Copertino. Forse sarebbe stato meglio dimetterla dopo averle tolto i drenaggi, evitando possibili infezioni o complicanze.

In campo il COBAS
Anche le complicanze vengono dirottate negli ospedali pubblici, ma questo è giusto, perché i centri non sono attrezzati per far fronte all’emergenza e non sono pagate per questo anche perché sprovviste di pronto soccorso. Il problema non é questo, quanto il fatto che si dimette per andare in ferie, chi dovrebbe rimanere ancora in degenza. E’ in questo caso che il COBAS reclama un controllo su come vengono eseguite le dimissioni, per evitare rischi al paziente.

Serve controllo sulle dimissioni
Il problema non é nell’organizzazione della struttura privata dove l’asl non avrebbe molta voce in capitolo, ma é il controllo di come viene fornita la prestazione che l’asl paga. Un controllo che non c’é mai stato in termini di qualità e non solo. Forse se qualcuno avesse controllato i pazienti dimessi, avrebbe posto obiezione decidendo di lasciare ricoverato il paziente, fino a quando non sarebbe stato stabilizzato. Ci sono casi che non richiedono necessariamente il trasferimento in ospedale.

Il risultato è invece che ospedali come per esempio Copertino, si trova a far fronte al lavoro che dovrebbe completare il centro privato, al quale viene riconosciuto il DRG, ovvero il rimborso per il lavoro fatto, mentre il nosocomio viene declassato come ospedale di base, come se l’attività fosse pari a servizi sanitari essenziali, senza sapere che spesso vengono risolte complicanze e casi più complessi. Basti pensare che ogni anno accedono al “San Giuseppe di Copertino”, circa 30 mila utenti in quello che é stato definito ospedale di base.

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
PROFILE

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

it Italian
X