Bloccate le sale operatorie di Scorrano, si garantiscono solo le urgenze

Bloccate le sale operatorie di Scorrano, si garantiscono solo le urgenze

Sale operatorie accessibili solo per le urgenze. E’ la situazione che regna da febbraio, nell’ospedale di Scorrano, per mancanza di anestesisti: due sono andati in pensione e una in gravidanza non è ancora rientrata. Così i medici eseguono le operazioni a chi non può aspettare, gli interventi programmati invece, sono slittati a data da destinare, non appena l’organico sarà rimpinguato.

I tempi ancora non si conoscono, nel frattempo si fa fronte con un organico già sottodimensionato e non solo nella rianimazione. In chirurgia per esempio, i medici non sono sufficienti. Ciò detto nelle tre sale operatorie del “Delli Ponti”, si opera in modo ridotto, già da tempo il blocco operatorio funzionava solo al mattino, mentre il pomeriggio non essendoci personale sufficiente, si espletavano solo le urgenze. Adesso la stessa situazione si ripete anche al mattino. Si lavora dunque al 50%, in un ospedale dove manca tra le altre cose, la guardia attiva della chirurgia, tradotto vuol dire che in una struttura come il “Delli Ponti”, che la Regione ha classificato di primo livello, manca il chirurgo durante il turno di notte, si ricorre invece al reperibile che viene chiamato a casa in caso di necessità.

Un ospedale di 1° livello sulla carta
Gli effetti di questa situazione, sono sicuramente un allungamento delle liste di attesa e l’incapacità di Scorrano a ricoprire il ruolo che gli sarebbe stato assegnato dal governo pugliese: quello di svuotare il “Vito Fazzi” dagli interventi meno complessi, lasciando a Lecce i casi più gravi. La rianimazione di Scorrano in particolare, potrebbe fungere da supporto a quella leccese, accollandosi i pazienti con problemi respiratori, lasciando a Lecce i politraumatizzati che hanno spesso bisogno del neurochirurgo o del chirurgo toracico, che sono soltanto al “Vito Fazzi”. In questo modo si ottimizzerebbe il lavoro su due ospedali: “Fazzi” e “Delli Ponti.”
Attualmente però, il secondo non è in grado di far fronte in modo ottimale a quanto detto, con un conseguente rischio di sovraffollare il “Vito Fazzi” ,che invece dovrebbe occuparsi solo dei casi di secondo livello, cioè di alta complessità.

Il parto indolore che non sempre c’é
Non solo, la carenza di anestesisti al “Delli Ponti”, significa anche dare servizi a singhiozzo: terapia del dolore, ambulatorio delle cefalee, parto in epidurale, posizionamento di cateteri venosi a domicilio, tutte attività che gli anestesisti rischiano di ridurre, perché in numero insufficiente a coprire più attività. Così un servizio che lo Stato ha stabilito obbligatorio, come il parto in analgesia, non sempre può essere assicurato alle donne. C’è una riflessione anche da fare: se a Scorrano attualmente si effettuano solo le urgenze, i casi meno gravi, come tali quindi in attesa, potrebbero diventare poi delle emergenze, sovraffollando le corsie ospedaliere come quelle del “Fazzi” che rischia di scoppiare.

Servono quindi più uomini, o perlomeno occorre distribuire meglio le risorse umane disponibili sull’Asl leccese. Per quanto riguarda Scorrano, almeno quattro chirurghi in più, per coprire anche la guardia notturna, servono almeno tre anestesisti e rianimatori, se si vuole rendere il presidio un ospedale di primo livello non solo sulla carta, ma anche nei fatti.

Roberta Grima
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