Per il nuovo bando dell’assegno di cura si aspetta la ripresa regionale.

Per il nuovo bando dell’assegno di cura si aspetta la ripresa regionale.

Ancora non si conoscono i tempi e i modi per il nuovo bando per l’assegno di cura. Intanto le persone che oggi percepiscono le 900 euro mensili, hanno una proroga sino al 31 dicembre. Successivamente verrà avviato il nuovo bando, dopodicché le famiglie delle persone gravemente ammalate e non autosufficienti, potranno presentare nuova domanda. Si dovrà attendere però la ripresa dell’attività politico – amministrativa per saperne di più.

15mila domande nel 2020
certo è che non sarà cosa facile, tenuto conto che già l’anno scorso arrivarono in Regione 9.500, domande delle quali soltanto 5.500 furono evase. Quest’anno le richieste sono cresciute in maniera esponenziale, arrivando a 15 mila domande, tantissime per le casse della Regione, che è riuscita con grandi sforzi, a coprire solo 3000 aventi diritto, 5000 non avevano i requisiti, mentre altri 3000 pur avendo tutto il diritto a ricevere l’assegno di cura, sono stati esclusi per risorse insufficienti.

Red per chi è escluso dall’assegno di cura
“Stiamo facendo enormi sforzi – ha detto l’assessore regionale al welfare, Salvatore Ruggeri – già l’anno scorso riuscii ad ottenere 65 milioni di euro, contro i 25 previsti dal fondo nazionale, per le persone non autosufficienti. Quest’anno – continua il delegato al welfare – dei 25 milioni stanziati, 13 milioni sono della Regione e 12 provengono dal fondo nazionale. Non solo, ma la Puglia ha stanziato successivamente altri 10 milioni quest’anno per far fronte alle innumerevoli richieste. Inoltre la giunta ha invitato chi fosse rimasto escluso, a fare domanda per ottenere il reddito di dignità. Certo – ha detto ancora Ruggeri – quest’ultimo é inferiore rispetto all’assegno di cura, trattandosi di un massimo di 500 euro mensili, ma é meglio di niente.”

Un diritto l’assegno di cura, quando manca l’assistenza domiciliare
Purtroppo é una partita difficile da giocare – dichiara Ruggeri – il sostegno economico non è un LEA, ovvero un qualcosa che lo Stato obbligatoriamente deve assicurare. Ci sono regioni italiane che non hanno investito tanti soldi come nel nostro caso. E’ pur vero però – ammette l’assessore – che in molte altre regioni non c’è la necessità di fare richiesta di assegno, proprio perché le persone ammalate trovano le risposte ai loro bisogni, nei servizi offerti sul territorio dall’asl. Cosa che non accade sempre nei distretti salentini.” Per troppi anni si è andati avanti con un personale ridotto, che nel tempo è arrivato ai minimi termini. Mancano infermieri, non ci sono fisioterapisti, neuropsichiatri, anestesisti, sono pochi anche gli oss e rari i logopedisti. Tutte figure indispensabili per le gravi disabilità e malattie delle quali sono affette la maggior parte dei richiedenti gli assegni di cura.

Via ai concorsi per offrire più servizi e meno assistenzialismo
Per questo la Regione ha avviato il concorso per assumere 3000 operatori socio sanitari, un altra selezione dovrebbe partire per arruolare circa 1000 infermieri in tutta la Puglia e poi sarà la volta dei medici. Gli sforzi ci sono da parte del governo pugliese, anche se i numeri, che possono sembrare elevati, restano comunque insufficienti per coprire le carenze annose di tutta la Puglia.

Roberta Grima
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