Arriva alla Camera la vicenda dell’ingegnere Pisanello, indagato e in pensione che firma atti asl

Arriva alla Camera la vicenda dell’ingegnere Pisanello, indagato e in pensione che firma atti asl

La vicenda del dipendente dell’asl leccese in pensione, che firma atti della stessa azienda, finisce alla Camera. La deputata Veronica Giannone del gruppo misto, ha infatti depositato un’interrogazione parlamentare rivolgendosi ai ministri Bonafede e Speranza, perché si faccia chiarezza. La deputata é intervenuta in Parlamento, dopo l’articolo pubblicato da SanitàSalento, nel quale si segnalava la presenza dell’ingegnere Pisanello, ex dirigente dell’area clinica dell’asl, negli uffici della stessa, pur essendo in pensione e sotto indagine per un’inchiesta della magistratura.

Questione di opportunità e legittimità
Una questione di opportunità e forse anche di legittimità, é per questo che la Giannone chiede di fare chiarezza, se si pensa che “Pisanello abbia firmato atti aziendali, senza – dice la deputata – avere alcun titolo a farlo.
Da quanto ho appreso – dichiara – l’ingegnere non ha alcun nuovo contratto o convenzione con la asl, quindi non credo sia “normale” che firmi delle perizie a suo nome. Parliamo di atti, di determine di un ente pubblico, dove la firma non può certamente apporla chi non è formalmente responsabile, solo per fare una cortesia!”

Un atto di cortesia per l’ingegnere
In effetti, come riferito dallo stesso Pisanello che SanitàSalento ha raggiunto telefonicamente, l’ingegnere avrebbe firmato atti regressi e rimasti sospesi e che dovevano necessariamente essere portati a conclusione. Per Pisanello ci sarebbero stati dei ritardi nel porre firme e portare avanti procedure che avrebbe potuto concludere il suo sostituto. “Bastava anche fare una fotocopia dell’atto originario da me firmato – ha riferito l’ingegnere – e certificarla come autenticata, laddove serviva, evitando di chiamarmi per firmare una seconda volta.

La denuncia all’ANAC sul poliambulatorio di Martano dove l’ingegnere era responsabile di procedimento
“Due anni fa – ricorda Veronica Giannone – a seguito di un mio esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), fatto proprio per segnalare una mala gestione dei fondi europei di sviluppo regionale (FESR), destinati al poliambulatorio di Martano, la Procura di Lecce aprì un’indagine e notificó un avviso di garanzia all’ingegnere Pisanello.”

“Mi chiedo come sia possibile – continua la deputata – che nonostante ci sia un’inchiesta ancora in corso, l’ex direttore dell’area tecnica dell’asl, possa accedere senza controllo alcuno in uffici, dove presumibilmente si trovano archivi con fascicoli e documenti sensibili, che potrebbero riguardare proprio l’inchiesta sul poliambulatorio di Martano nella quale sono emerse gravi falle del sistema sanitario locale ancora da approfondire.”

Nessuna risposta dall’asl
Proprio per questo infatti, a febbraio, ho inviato una nuova richiesta di accesso agli atti alla asl leccese, dato che sono venuta a conoscenza di altre gravi irregolarità tecniche relative al poliambulatorio. Purtroppo ad oggi non ho ancora ricevuto risposta.”

Di questa situazione quanto meno discutibile sull’ingegnere Pisanello, non sappiamo se é stata messa al corrente la referente dell’anticorruzione dell’azienda sanitaria dottoressa Sonia Cioffi e la direzione della stessa. Sappiamo però che della vicenda è al corrente l’ingegnere Daniele Prete, direttore facente funzioni dell’area tecnica, accusato da Pisanello di non aver provveduto a risolvere atti, in qualità di suo sostituto.

Roberta Grima
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