Altri fondi per gli assegni di cura, si allarga la platea

Altri fondi per gli assegni di cura, si allarga la platea

Altri 20 milioni di euro per gli assegni di cura destinati alle tante famiglie pugliesi, che si trovano a dover assistere un proprio congiunto, gravemente ammalato e in condizioni di non autosufficienza. Il consiglio regionale della Puglia, ha votato oggi all’unanimità, il disegno di legge che vedeva l’incremento di ulteriori somme da destinare ai richiedenti rimasti esclusi dalle prime assegnazioni, poiché il budget disponibile nelle casse pugliesi, era insufficiente rispetto alle 9000 domande pervenute in Regione.

C’è anche da dire che non tutti i richiedenti probabilmente hanno i requisiti per ottenere l’assegno di cura, ma certamente la platea dei beneficiari potrà essere in gran parte coperta, grazie proprio all’aggiunta di questi altri 20 milioni che si vanno a sommare ai 12 milioni già stanziati dalla Regione e ai 18 milioni stanziati dallo Stato dal Fondo nazionale per non autosufficienza. “Abbiamo mantenuto un impegno – ha sottolineato il presidente Emiliano – che avevamo preso con le associazioni e le famiglie, con le quali abbiamo anche avviato un percorso partecipato per la scrittura del prossimo bando”. A Marzo scorso infatti, i familiari dei pazienti avevano manifestato davanti al palazzo della presidenza a Bari, per i ritardi nell’erogazione dell’assegno, che da poche settimane è partito nelle varie Asl pugliesi. In quell’occasione il presidente Emiliano si impegnò a elargire il sostegno economico agli aventi diritto e in effetti così é stato.

La presidentessa del comitato 16 novembre onlus, Mariangela Tornado Lamanna, ha incontrato Emiliano il 18 Maggio scorso, insieme all’assessore al welfare Salvatore Ruggeri, le parti hanno concordato di poter garantire il pagamento a tutte quelle persone che hanno i requisiti previsti dal bando del 2017. “La Regione per questo accordo – ha detto Lamanna – ha garantito il suo impegno, sopportando un esborso complessivo di oltre 59 milioni di euro, a fronte dei 30 stabiliti inizialmente, proprio per porre rimedio ad un bando che ha lasciato molto a desiderare, per i nuovi criteri di ammissibilità stabiliti e che riguardano non tanto la gravità della patologia, quanto il reddito economico del paziente e dei suoi familiari. Un passo in avanti anche se é necessario percorrere ancora tanta strada, per la presidentessa della onlus, è stata vinta una battaglia, ma non la guerra, perché si registrano nelle Asl ancora ritardi notevoli nel distribuire gli assegni, sono trascorsi 10 mesi dal nuovo bando del 2017 e ci sono ancora – dice la Lamanna – molte famiglie che devono essere liquidate e che nel frattempo stanno facendo fronte con le proprie economie a tutte le spese assistenziali, anche indebitandosi.

Roberta Grima
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