Una strana coincidenza tra Asl e camera di commercio

Il dottore Carlo Siciliano, dirigente medico competente dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, arrestato nei giorni scorsi insieme ad altri colleghi, al direttore generale dell’Asl Ottavio Narracci e all’amico Emilio Arnesano, pm della procura leccese, è lo stesso, che orbitava anche nella camera di commercio di Lecce. “Da oltre 14 anni anni – racconta Roberta Mazzotta, consigliera e membro della giunta camerale – il medico aveva un affidamento diretto nella camera di commercio leccese, come sorvegliante sanitario, mansione che – sottolinea la Mazzotta – gli sarebbe stata affidata, senza bando pubblico, ma con un incarico diretto, sotto forma di convenzione, alla faccia delle linee guida dell’ANAC e del principio di rotazione.”

La Mazzotta aveva proposto di parlare di questo aspetto, a suo dire poco trasparente e legittimo, durante un consiglio dell’ente camerale, monotematico e anche in giunta, oltre a scrivere alla corte dei conti e ai consiglieri della camera di commercio, che – dice la Mazzotta – hanno l’obbligo di controllo. Non solo, la donna aveva fatto richiesta di documentazione e atti in merito, anche alla luce delle spese che la camera di commercio sosteneva, pagando il personale di più rispetto a Bari, che conta il doppio dei dipendenti e la metà dei costi rispetto a Lecce.

Le denunce della dottoressa Mazzotta sono finite in procura, dalla quale la donna sta ancora spettando una risposta, sul perché le leggi che valgono per esempio per l’ente camerale di Bari, non valgono per Lecce. A Bari infatti il segretario generale, per affidare l’incarico di medico del lavoro, bandì un avviso pubblico nel dicembre 2013, al quale parteciparono sette concorrenti, di questi soltanto uno vinse come aggiudicatario con l’offerta economica più bassa. A Lecce invece il segretario generale della camera di commercio di Lecce, nel gennaio 2015, rinnova una convenzione con il dottor Carlo Siciliano, senza passare mai da alcuna selezione pubblica. Affida quindi direttamente l’incarico per un importo di poco più di 10 mila euro annui, riducendo il compenso rispetto agli anni precedenti, quando la convenzione con il medico ammontava a poco più di 15mila euro annui. La cosa più grave, è che il segretario generale della camera di commercio leccese, è lo stesso che a Bari ha applicato nel 2014 la procedura della selezione pubblica, per aggiudicare il servizio.

A Lecce affidamento diretto senza selezione

A Bari si fa la selezione pubblica per l’incarico
Su quanto segnalato e denunciato dalla consigliera Mazzotta, “la camera di commercio leccese non ha tardato a farsi sentire – racconta la donna – intimandomi di non fare troppe domande e non fare una seduta in merito a questi problemi, insomma si doveva tacere. Ricevetti una telefonata molto chiara da un uomo all’interno del sistema camerale che conta.” Le denunce di minacce gravi ricevute dalla Mazzotta a danno anche delle istituzioni, guarda caso finiscono in mano al giudice Emilio Arnesano, lo stesso magistrato arrestato insieme al medico Siciliano, nell’inchiesta della procura di Potenza, relativa ai favori che il giudice avrebbe ricevuto da dirigenti Asl Lecce, in cambio di “aggiustamenti” di procedimenti giudiziari che coinvolgevano medici e direttori Asl. A fare da tramite tra i dirigenti sanitari e il pm Arnesano, appunto il dottor Carlo Siciliano.

A questo punto, é lecito il dubbio che quanto avvenuto in Asl, non sia un singolo episodio, ma possa invece rappresentare un tassello di un sistema molto più esteso, “tentacoli” che arriverebbero anche fuori dall’azienda sanitaria, per entrare in altre pubbliche amministrazioni. Sarebbe quindi da verificare se si possa parlare oppure no di una vera e propria organizzazione dove i due personaggi riuscivano ad esercitare un potere in più enti pubblici, per trarne beneficio.

Roberta Grima
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