Un referendum per l’ospedale del sud Salento.

Un referendum per l’ospedale del sud Salento.

E’ davvero necessario un nuovo ospedale nel sud Salento, vista l’esistenza delle strutture ospedaliere di Casarano, Copertino, Galatina, Gallipoli, Lecce e Scorrano e della struttura ospedaliera convenzionata di I° livello di Tricase? E’ quello che andrebbe chiesto alla popolazione del territorio salentino, tramite un referendum. La proposta arriva da Giovanni D’Ambra, segretario provinciale della CISAL Sanità, il quale invita il presidente della provincia, Antonio Gabellone e i sindaci dei 97 comuni salentini, a formulare una proposta di provvedimento presidenziale, che porti in brevissimo tempo ad una consultazione referendaria (che dovrà poi essere comunicata alla Regione Puglia per i successivi adempimenti ), per richiedere ai cittadini della Provincia di Lecce, se sia opportuno un nuovo nosocomio oppure no.

“Il referendum – scrive D’Ambra – é un grande strumento democratico perchè i cittadini possano esprimersi su un tema così delicato e di pubblico interesse come la sanità e il diritto alla salute, come tali dovrebbero essere tutelati senza ingerenza della politica con scelte discrezionali e unilaterali.”

C’é da dire che in questi giorni si sta discutendo sulla fattibilità del nuovo ospedale, in particolare se ci siano o no le risorse economiche richieste da parte dell’Asl, al ministero della salute, che dovrebbe finanziare il 95% dell’investimento, lasciando il 5% alla Regione Puglia. La prima cosa da sapere è se queste somme ci sono oppure no, visto che l’azienda sanitaria ha fatto come da prassi, una prima richiesta di finanziamento con una scheda di massima di 142 milioni di euro. Un finanziamento che molto probabilmente viene indicato in base al prezzo di mercato, per realizzare una struttura ospedaliera moderna, per poi dettagliare meglio in seguito. Quello che non é chiaro é come si arriva alla cifra precisa di 142 milioni, visto che é stato fatto un progetto orientativo e manca ancora uno studio economico analitico.

Tanto che Roma, a dicembre dell’anno scorso, chiese all’azienda sanitaria leccese, un progetto analitico, quello che oggi si chiama studio di fattibilità tecnica, economica e finanziaria. Dalla prima richiesta di finanziamento dell’Asl, al sollecito del ministero, trascorrano alcuni anni, non solo, ma prima che il ministero abbia il progetto di fattibilità tecnica, economica e finanziaria, si dovrà attendere che venga espletata la gara per l’affidamento della stesura dellos tesso studio progettuale, visto che l’asl salentina ha deciso di appaltarlo all’esterno, pur avendo un ufficio tecnico. Probabilmente non ci sono le competenze – hanno pensato consiglieri regionali consultati, come Sergio Blasi e Mario Pendinelli.

“Non è importante capire il progetto – ha detto Mario Pendinelli – il nodo sta piuttosto nel comportamento schizzofrenico del sindaco di Scorrano Giulio Stefanelli, che solo a giugno si ricorda di fare ricorso al tar per poter partecipare alla conferenza dei servizi, che è aperta a tutti e non ci sarebbe bisogno neanche di ricorrere al tribunale amminsitrativo. Basta ricordare che nella conferenza dei servizi sulla Tap, hanno partecipato tante associazioni pur non essendo state invitate, la legge permette, a chi dimostra di avere un interesse legittimo, a sedersi a quel tavolo, loro hanno presentato della documentazione e si sono fatti sentire, il sindaco Stefanelli – continua il consigliere regionale – poteva fare lo stesso già a gennaio scorso, quando ci fu la prima conferezna dei servizi, poi una seconda si è tenuta a marzo scorso e Stefanelli fa ricorso a giugno.
La conferenza serviva per andare avanti nella pratica e individuare il sito idoneo del futuro ospedale, porre quindi le condizioni al ministero, di finanziare l’opera.”

“Pendinelli farebbe bene a chairire perché lui non si é neanche affacciato alla conferenza dei servizi, in qualità di consigliere regionale di maggioranza e per di più di Scorrano, come invece ha fatto Sergio Blasi. Pendinelli ha piuttosto pensato bene di votare a favore del piano di riordino ospedaliero, che sanciva la chiusura dell’ospedale di Scorrano, questo dovrebbe spiegarlo ai suoi concittadini. Dopodicché – dice il sindaco Stefanelli – io ho chiesto l’accesso agli atti della conferenza dei servizi per capire lo stato dell’arte di questo nuovo ospedale e in quale fase ci troviamo. A gennaio partecipai alla conferenza dei servizi, ma come delegato della Provincia e non potevo aver voce, nella seconda seduta pensavo di potermi sedere nuovamente, anche se sempre come uditore, ma guarda caso il direttore del dipartimento regionale della salute Ruscitti, ha voluto chiedere chi sarebbe stato il rappresentate della Provincia e così è andato Gabellone.”

Mentre a Scorrano si infervorano gli animi, negli altri comuni del Salento, sono arrivate le lettere di Giovanni D’Ambra, qualcuno l’ha letta come il sindaco di Casarano, Gianni Stefano, che sottolinea come la richiesta del sindacalista di un referendum sulla necessità di un nuovo ospedale o meno, denoti la mancanza di dialogo tra istituzioni sulla programmazione sanitaria ed evidenzi scelte unilaterali da parte del governo pugliese, senza condividere un percorso con le parti interessate: Regione, Asl, amministrazioni.

Sulla stessa linea anche Luigi Arcuri, sindaco di Aradeo: “noi subiamo le scelte del piano ospedaliero con effetti devastanti per la salute dei cittadini. Si tagliano i posti letto dei reparti nei nosocomi esistenti, senza dare l’alternativa. Mentre si ragiona se fare o no il nuovo ospedale, si riducono i servizi e i posti letto, quando nelle migliori delle ipotesi avremmo un nuovo polo ospedaliero tra dieci anni e la gente non sa già adesso dove andare.”

A Galatina, il primo cittadino Marcello Pasquale Amante, pensa che si dovrebbe effettuare una valutazione seria e concreta sui costi per ristrutturare gli edifici ospedalieri esistenti e il costo per realizzarne uno nuovo, il ragionamento che si risparmia, costruendo ex novo, piuttosto che ristrutturare il vecchio, andrebbe dimostrato carte alla mano. Nella riconsiderazione dell’esistente – dice Amante – il “Santa Caterina Novella”, sicuramente potrebbe avere un ruolo importante anche come localizzazione.”

Per diversi sindaci sarebbe più utile avere degli studi tecnici ed economici per confrontare i costi, invece di lasciare ai cittadini la scelta che rischierebbe di essere puramente campanilistica, ad ogni modo i sindaci devono ancora confrontarsi tra loro e con il presidente della Provincia Gabbellone, che ancora non ha letto la missiva di D’Ambra.

Melpignano sicuramente é il comune maggiormente interessato, il nuovo ospedale cadrà infatti per la maggior parte sul territorio melpignanese, a 500 metri dalla stazione, mentre una piccola parte insisterà su Maglie, affiancando la statale 275. Un’area piccola – secondo il sindaco di Scorrano – destinata a non potersi estendere ulteriormente, anche perchè Sergio Blasi ha rinunciato ad avere l’ospedale ricadente tutto su territorio di Melpignano. Blasi è al corrente che l’Asl ha mandato tramite la Regione, uno studio di prefattibilità al quale dovrà seguirne uno più dettagliato, per poter ottenere l’ok da Roma, così come é al corrente che lo studio di fattibilità tecnica, economico e finanziaria verrà affidata dall’Asl, all’esterno, tramite una gara.

Roberta Grima
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