Smontato il serbatoio di Ossigeno nel DEA, pronto fra 10 giorni

Smontato il serbatoio di Ossigeno nel DEA, pronto fra 10 giorni

Smontato: questa mattina alle 10 il serbatoio criogenico contenente l’ossigeno per il rifornimento nel DEA (dipartimento di emergenza e assitenza) di Lecce, è stato rimosso, così come da ordinanza del presidente della Regione, con lo scopo di rimontarne un’altro di una differente ditta.

Il DEA poteva essere operativo già da fine febbraio
“Siamo allibiti” – ha detto un funzionario della Rivoira, l’azienda che aveva installato il serbatoio e che poi ha dovuto dare ordine di rimuoverlo, in seguito alla decisione di Emiliano. “Il serbatoio però – dice il funzionario – era assolutamente idoneo per funzionare e rendere quindi operativo il DEA in 24 ore. Addirittura lo poteva essere già da fine febbraio, ma non è stato attivato. Avevamo proposto vista l’emergenza di rendere operativo il DEA, visto che ils erbatoio aveva già in sè i gas medciali necessari per i pazienti, ma si è deciso diversamente facendoci rimuovere il tutto per far montare ad altri quello che già c’era”

Nessun confronto con l’asl
“La cosa strana é che la Rivoira – aggiunge il manager – é già un fornitore dell’asl, quindi ci conoscono , sanno come lavoriamo, tanto che l’azienda sanitaria ha affidato proprio alla Rivoira, il rifornimento di ossigeno per gli ospedali del Salento, in primis quello di Casarano. Lo stesso ossigeno del “Ferrari” infatti, si trovava nel serbatoio del DEA, che è stato smantellato questa mattina. Apprendere quindi con un’ordinanza che ci impone di rimuovere quanto installato nel DEA, senza avere alcun confronto prima, senza che l’azienda sanitaria ci abbia mai contattato, è apparso spiacevole, ma sopratutto inspiegabile.” Conclude il funzionario.

Eppure la ditta ha più volte scritto all’asl, chiedendo invano spiegazioni, incontri, dando la massima disponibilità. A fine febbraio la Rivoira comunica al direttore generale dell’azienda sanitaria, alla direttrice amministrativa del “Vito Fazzi”, per conoscenza anche ai responsabili unici di procedimento, che il DEA (dipartimento di emergenza e assistenza) aveva già possibilità di poter ottenere l’erogazione dell’ossigeno liquido, in tempi celeri, vista l’installazione del serbatoio già presente, collaudato e certificato. Se si fosse lasciato quel serbatoio con tanto di gas medicali, necessari alle rianimazioni, forse a quest’ora avremmo avuto posti letto in più, dedicati ai casi di corona virus, con terapie intensive meno in affanno.

Non solo, ma la Rivoira che aveva vinto l’appalto per la realizzazione del serbatoio criogenico nel DEA, già l’anno scorso aveva proposto all’azienda sanitaria di effettuare il collaudo e installare gratuitamente il serbatoio, visto che erano già fornitori della medesima azienda sanitaria. Così quando lo scorso anno, sembrava oramai tutto pronto per l’inaugurazione, avanzarono un prezzo promozionale di 0,6 centesimi al metro cubo per l’acquisto dell’ossigeno, a fronte dei quattro euro come prezzo di listino dell’AIFA. Era l’unica voce di spesa per l’asl che aveva avuto un’offerta vantaggiosa, senza costi di trasporto e installazione, oltre a due anni di garanzia. La proposta è apparsa vantaggiosa anche all’asl come risulta dalla delibera n°2561 del 2018.

Un impianto all’avanguardia smontato e un’offerta vantaggiosa buttata via
C’é di più: il DEA avrebbe avuto un’impianto top di gamma, ad alta tecnologia, con una capacità di 16mila litri, contro i 10mila che di norma si impiegano negli ospedali e la possibilità di incrementare il serbatoio, qualora ci fosse stata una richiesta maggiore di ossigeno, proprio come in questo periodo di emergenza. Con una capacità simile – spiega il funzionario della ditta – si sarebbe potuto far fronte all’assistenza anche di 200, 300 pazienti. Dove tra terapia intensiva e sub intensiva, si contano circa 40 posti letto. Sarebbe stato sufficiente avere la comunicazione 24 ore prima dall’asl e noi avremmo predisposto quanto necessario attivando la centrale dei gas medicali, tenuto conto che abbiamo lo stabilimento a mezz’ora di distanza da Lecce, saremmo stati tempestivis enza perdite di giorni preziosi.

Lasciare tutto per essere più veloci ad aprire il DEA, in attesa di espletare una gara
Invece nulla di tutto questo, l’asl intima alla Rivoira di smontare senza una reale spiegazione. “Abbiamo anche chiesto – dice il funzionario – tramite missive, pec, e telefonate, se l’asl avesse preso questa decisione perchè aveva espletato una gara per l’affidamento del servizio. Ci saremmo aspettati – come da prassi, che nelle more di concludere la procedura di gara – avremmo mantenuto il serbatoio con il rifornimento di ossigeno, così da garantire intanto l’assitenza ai pazienti nel DEA. Abbiamo chiesto l’accesso agli atti per poter parteciapre alla selezione, che a quanto pare non c’è stata.”

Intanto l’emergenza sanitarai si fa sentire
Solo davanti all’ordinanza del presidente Emiliano non abbiamo potuto fare diversamente, anche se resta insipegabile la decisione. Smontare un serbatoio per poi farne rimontare un altro da una ditta differente che non ha vinto alcuna gara, ci sembra non solo costoso ed economicamente svantaggioso, ma sopratutto dannoso per la salute pubblica in un momento di grave emergenza in cui la terapia intensiva ha bisogno di essere operativa il prima possibile.

Ancora dieci giorni e il DEA sarà pronto
Intanto proprio questa mattina, in conferenza stampa via skype dalla prefettura di Lecce, il direttore dell’asl Rodolfo Rollo ha annunciato che a breve sarà aperto il DEA, ancora dieci giorni. Dieci gionri posono essere tanti di questi tempi, probabilmente é il tempo neessario per far installare alla ditta subentrante la Rivoira, un nuovo serbatoio per i gas medicali necessarie alla rianimazione, forse questi dieci ionri di attesa si potevano evitare e saremmo adesso più organizzati verso l’emergenza.

Parte dell’inchiesta:

11/03/20 Si smonta il serbatoio del Dea, per montarne un altro

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
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