Si smonta il serbatoio del DEA, per rimontarne un altro.

Si smonta il serbatoio del DEA, per rimontarne un altro.

A Torino si sono organizzati, hanno allestito un nuovo ospedale interamente dedicato ai pazienti affetti dal corona virus, con personale dedicato. E’ il primo in Italia. A Lecce si potrebbe fare lo stesso, ma invece di partire con la nuova struttura del DEA (dipartimento di emergenza e assistenza), già pronta, circoscrivendo la diffusione del COVID-19, si smontano i pezzi.

Domani lo smantellamento del serbatoio dei gas nel DEA
Domani infatti la ditta torinese Rivoira, che ha realizzato il serbatoio criogenico per lo stoccaggio e l’erogazione dei gas medicali nel DEA, utilizzati soprattutto per intubare i pazienti, dovrà smantellare il serbatoio e tutte le apparecchiature ad esso annesse. L’azione é nata in seguito all’ordinanza del presidente della regione Puglia Michele Emiliano, che ha intimato alla ditta torinese di procedere in tal senso, pena provvedimenti legali.

L’attuale serbatoio serviva come prova tecnica
Il serbatoio criogenico, che la Rivoira ha realizzato, impedirebbe il rifornimento dei gas medicali alla società che già eroga nell’ospedale “Vito Fazzi”: la Air Liquide. Così si legge nell’ordinanza di Emiliano, la n°174 del 06 marzo. Stando alle dichiarazioni del direttore generale dell’asl salentina, riportate nell’ordinaza del governatore, il serbatoio che la Rivoira ha installato nel DEA, sarebbe servito alla fornitura dei liquidi medicali per le sole prove di funzionamento, come da delibera asl n°2561 del 27 novembre 2018. Si tratterebbe quindi – stando alle dichiarazioni del direttore Rollo, riportate nell’ordinanza – di un apparecchiatura nata e messa in funzione per le sole verifiche di funzionamento e collaudo degli impianti relativi ai gas medicali.

Dopodicchè si smonta, per rimontare un nuovo serbatoio.
Il buon senso farebbe pensare, vista l’emergenza, di lasciare quello che c’è e far funzionare da subito il DEA, già attrezzato con gas medicali necessari e funzionante. Tra l’altro la Rivoira avrebbe fatto anche una proposta all’azienda sanitaria per l’erogazione del servizio e l’eventuale manutenzione, ad un costo ridotto, visto proprio il momento difficile che si sta affrontando. Neanche l’offerta economica vantaggiosa ha convinto.

Quello che viene erogato per l’ospedale non sarebbe sempre estendibile al DEA
L’azienda sanitaria – si legge nell’ordinanza regionale – chiede di far rimuovere il serbatoio perchè impedirebbe il rifornimento dei gas alla società, l’Air Liquide, che già assicura il servizio nel “Vito Fazzi”. L’ospedale leccese però, é una struttura separata dal DEA, il che significa che il servizio garantito nel “Fazzi” non è estendibile al dipartimento di emergenza e assistenza, se non con una nuova gara. Che senso avrebbe perdere tempo con una procedura di gara, se c’è già un serbatoio con i gas medicali necessari, già verificato e funzioante?

Si vuole prorogare un servizio laddove non è previsto nel contratto
Tra l’altro il contratto che l’Air Liquide avrebbe con l’azienda sanitaria leccese, sarebbe scaduto a dicembre scorso, il che significa che anche volendo bypassare la procedura della gara di appalto, vista l’emergenza, facendo una proroga del contratto in essere, questo non prevede comunque il DEA. Come si può prorogare un’attività che non è contemplata nel contratto? Non si comprende perchè e come, la direzione dell’asl intende affidare all’Air Liquide il servizio, così prezioso per circoscrivere il contagio del virus.

Forse se si lasciasse l’attuale serbatoio contente già i gas medicali, funzionante, verificato, collaudato, consentirebbe di rendere operativo da subito il DEA, con il vantaggio di avere la manutenzione dello stesso serbatoio criogenico, da parte della stessa ditta che l’ha realizzato e che quindi conosce bene l’apparecchiatura. Perchè smontare per poi far rimontare ad altri, rischiando di perdere tempo utile? Possiamo permettercelo?

“Non c’è tempo per i capricci di alcuno”
Sono interrogativi che si sono posti anche i consiglieri regionali del movimento cinque stelle tra cui Antonio Trevisi. “È inaccettabile – scrive Trevisi – in un momento come questo, che l’apertura del DEA, i cui posti letto sono stati destinati dal piano di Emergenza della Regione, ai pazienti con Coronavirus, sia ostaggio di una vicenda legata al serbatoio criogenico. Vogliamo risposte, perché nella vicenda ci sono aspetti poco chiari. Siamo in emergenza e non c’è tempo per i capricci di nessuno”.

Una scelta dell’asl avvallata da Emiliano.
Il movimento 5 stelle chiede le ragioni per le quali si sarebbe deciso di sostituire il serbatoio attuale con un altro da installare della Air Liquide. Fa riflettere sopratutto che Emiliano avvalli con la sua ordinanza una scelta come quella dell’asl, tenuto conto anche del fatto che la Air Liquide, è stata in passato all’attenzione della procura per aver subappaltato l’attività a ditte che per un lasso di tempo avrebbero fornito il servizio all’azienda sanitaria, prive delle necessarie autorizzazioni, come apparso sulla stampa di qualche anno fa.

Possibile ricorso contro la rimozione del serbatoio

Per la direzione dell’azienda sanitaria, quanto messo a punto dalla Rivoira, sarebbe stato fatto solo ai fini delle prove di funzionamento e verifiche. Poiché queste prove sarebbero state effettuate proprio nel corso del collaudo – si legge ancora nell’ordinanza – con acquisizione del certificato unico di collaudo del 18 dicembre scorso, sarebbero state quindi concluse con i lavori e la consegna delle chiavi del DEA all’asl. Pertanto domani dovrebbe avvenire lo smantellamento da parte della Rivoira, ma non è escluso che questa si riservi di fare ricorso al Tar contro la decisione di Emiliano, mentre in tutto questo medici e pazienti aspettano di isolare il più possibile il virus.

Roberta Grima
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